Luciano (120-180 d.C. circa) è il maestro della satira in prosa greca. Nei suoi dialoghi (Dialoghi dei morti, Dialoghi degli dei, Storia vera, Icaromenippo) prende in giro filosofi ciarlatani, miti tradizionali, superstizioni e credulità. La 'Storia vera' è considerata un precursore della fantascienza.
2. Aristotele classificò le forme di governo in tre forme 'rette' e tre 'degenerate'. Le forme rette sono:
💡Spiegazione
Nella Politica, Aristotele distingue: monarchia (governo di uno), aristocrazia (governo dei migliori), politeia/repubblica (governo dei molti) come forme rette; tirannide, oligarchia e democrazia (degenerata) come forme corrotte dove si governa per interesse personale, non per il bene comune.
3. Quale filosofo ellenistico fondò la scuola epicurea?
💡Spiegazione
Epicuro (341-270 a.C.) fondò la sua scuola nel Giardino (Κῆπος) ad Atene nel 306 a.C. La filosofia epicurea pone come fine la felicità (εὐδαιμονία), raggiunta attraverso il piacere stabile (ἀταραξία, assenza di turbamento) e la liberazione dalla paura degli dei e della morte.
4. L'epigramma ellenistico è una forma poetica breve che tratta temi:
💡Spiegazione
L'epigramma ellenistico, raccolto nell'Antologia Palatina, copre una vasta gamma di temi: erotico, sepolcrale (epitaffi), votivo (offerte), simposiaco (banchetto), ecfrastico (descrizione di opere d'arte), satirico. Maestri: Callimaco, Meleagro, Asclepiade, Leonida di Taranto.
5. Menandro è il principale autore della:
💡Spiegazione
Menandro (342-291 a.C.) è il massimo esponente della Commedia Nuova (νέα κωμῳδία), che abbandona la satira politica di Aristofane per rappresentare situazioni della vita quotidiana borghese: amori, equivoci, agnizioni. Influenzò Plauto e Terenzio nella commedia latina.
6. Nella filosofia stoica, l'ἀπάθεια (apatia) significa:
💡Spiegazione
L'ἀπάθεια stoica non è indifferenza (come nel senso moderno), ma liberazione dalle passioni irrazionali (πάθη) attraverso il dominio della ragione. Lo stoico non è insensibile ma sereno, accettando razionalmente ciò che è conforme alla natura e al logos universale.
7. Nella 'Poetica' di Aristotele, la tragedia deve suscitare nello spettatore:
💡Spiegazione
Aristotele nella Poetica definisce la tragedia come 'imitazione di un'azione seria e compiuta...che mediante pietà e terrore porta a compimento la purificazione (κάθαρσις) di tali passioni'. Pietà per chi soffre immeritamente, terrore per chi è simile a noi.
8. La koinè (κοινή) è:
💡Spiegazione
La koinè (κοινὴ διάλεκτος, lingua comune) è la forma di greco diffusasi nel mondo ellenistico dopo le conquiste di Alessandro Magno (IV-I sec. a.C.). Basata sul dialetto attico semplificato, divenne lingua franca del Mediterraneo orientale. In koinè sono scritti il Nuovo Testamento e la Settanta.
9. Plutarco nelle 'Vite Parallele' confronta:
💡Spiegazione
Le Vite Parallele (Βίοι Παράλληλοι) di Plutarco (46-125 d.C.) accoppiano un personaggio greco e uno romano affini per carattere o destino (es. Alessandro-Cesare, Demostene-Cicerone, Teseo-Romolo) con una σύγκρισις (confronto) finale. Sono 23 coppie + 4 vite singole.
10. Callimaco, poeta alessandrino, sosteneva il principio estetico:
💡Spiegazione
Callimaco (310-240 a.C. circa) fu il campione della poetica alessandrina della brevità, raffinatezza ed erudizione. Il suo motto 'μέγα βιβλίον, μέγα κακόν' esprime l'avversione per il poema epico tradizionale. Preferiva forme brevi e curate: epigrammi, inni, Aitia (cause mitico-etiologiche).
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