Il testo riunisce appunti su due momenti storici. Il Trecento è un secolo di crisi demografica, economica, sociale e politica, in cui peste, guerre e rivolte indeboliscono Chiesa e Impero. Nel Quattrocento in Italia i Comuni cedono il posto a Signorie e Stati regionali, mentre in Europa nascono monarchie centralizzate.
La crisi del Trecento e la peste
La crisi del Trecento fu demografica, economica e sociale. Tra le cause il testo indica sovrappopolazione, carestie, guerre e peste, oltre alla crisi agricola e a quella del sistema feudale, in cui i signori perdevano forza. La Guerra dei Cent'anni (1337-1453) oppose Francia e Inghilterra. La peste nera, o bubbonica, arrivò dall'Asia via mare, portata da navi e topi, e durò dal 1347 al 1353 circa. Si diffuse in fretta per le scarse condizioni igieniche, la presenza di ratti e pulci e l'ignoranza medica. Morì circa un terzo della popolazione, i villaggi furono abbandonati e vi furono paura e persecuzioni. Tra gli effetti ci furono mancanza di manodopera e crisi economica, con produzione crollata e prezzi alti. Testimoniano la crisi cronache, registri e il Decameron di Boccaccio.
Peste, guerre e carestie provocarono una crisi generale che cambiò l'economia e la società.
Le rivolte e la crisi di Chiesa e Impero
Tasse, fame e sfruttamento causarono rivolte di contadini e artigiani; la Jacquerie fu repressa in modo sanguinoso, ma fu segnale di cambiamento sociale. Le principali furono la Jacquerie in Francia (1358) contro guerra e signori, i Ciompi a Firenze (1378), operai della lana che chiedevano diritti, e la rivolta contadina inglese (1381) contro le tasse. Anche i poteri universali entrarono in crisi. Il papa fu contestato dai re, come mostra lo schiaffo di Anagni. Nella cattività avignonese (1309-1377) i papi vissero ad Avignone sotto l'influenza francese e il papato perse prestigio. Seguì lo Scisma d'Occidente (1378-1417), con due e poi tre papi contemporaneamente.
Le rivolte popolari e i conflitti tra papi mostrarono la debolezza dei poteri tradizionali.
La germanizzazione dell'Impero e le monarchie nazionali
Dopo Federico II l'impero entrò in crisi: i grandi feudatari tedeschi non riuscivano a eleggere un nuovo imperatore e si rafforzarono i poteri locali, cioè i signori feudali in Germania e i Comuni nell'Italia centro-settentrionale. Nel 1356 la Bolla d'oro di Carlo IV stabilì che l'imperatore fosse eletto da sette grandi elettori, senza il papa. L'impero divenne così tedesco, perché gli elettori erano tedeschi, e laico, perché il papa non aveva più un ruolo. Intanto in Francia e in Inghilterra nacquero Stati centralizzati guidati da monarchie dinastiche e territoriali. In Francia i Capetingi governarono per oltre tre secoli. In Inghilterra nel 1215 i nobili costrinsero Giovanni Senzaterra a firmare la Magna Charta, e il re dovette confrontarsi con un'assemblea. Nel 1303 il papa Bonifacio VIII scomunicò Filippo IV il Bello, ma il re reagì e il papa perse il suo potere in Francia.
Mentre l'Impero entrava in crisi, Francia e Inghilterra rafforzavano il potere dei re.
Dai Comuni agli Stati regionali in Italia
Già dal Duecento molte città affidarono il potere a una sola persona forte, un signore, e nacquero le prime Signorie, come gli Estensi a Ferrara e i Da Polenta a Ravenna. Le conquiste dei Visconti misero in allarme Firenze e Venezia. Genova e Venezia, repubbliche marinare, seguirono un'altra strada: Venezia era guidata da un doge e da un governo oligarchico, cioè di pochi. Per conquistare territori gli Stati si affidavano alle compagnie di ventura, bande di mercenari che combattevano per chi pagava meglio, guidate da un capitano di ventura. Un contratto fissava durata, paga, numero di uomini e cavalli e armi. Con la fine dei Visconti, nella successione di Milano (1447-1450) Venezia e Napoli cercarono di prendere la città, ma alla fine prevalse Francesco Sforza. Tra le guerre tra gli Stati (Milano, Firenze, Venezia...) e la pace di Lodi (1454) ci fu un periodo di grande sviluppo economico, artistico e culturale.
Le città passarono a governi di singoli signori e si formarono grandi Stati rivali, e vi fu la pace di Lodi.
Da ricordare
- Peste nera: morì circa un terzo degli europei
- Scisma d'Occidente: 1378-1417
- Pace di Lodi, 1454
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