Ragionamento verbale: esercizi

Test d'ingresso · 24 domande con la spiegazione

Questi esercizi seguono il programma di una prova sola: Test d'ingresso Psicologia (TOLC-PSI). Per un altro test coprono solo una parte degli argomenti.

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Gli esercizi

Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.

Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 10 che stanno anche nella simulazione della prova.

Le analogie verbali

Proporzioni fra parole: data una coppia legata da una certa relazione, si deve trovare il termine, o la coppia, che riproduce la stessa relazione.

Ripasso in breve

Un'analogia verbale è una proporzione: il rapporto che lega i primi due termini dev'essere lo stesso che lega gli altri due. Il metodo più sicuro consiste nel formulare quel rapporto con una frase breve e precisa prima di guardare le opzioni, e poi applicare la stessa frase alla seconda coppia.

Dire che il bisturi «ha a che fare» con il chirurgo non basta; dire che è lo strumento con cui il chirurgo lavora permette di scartare subito ciò che è soltanto associato alla parola data. Le relazioni più comuni sono poche: parte e tutto, strumento e chi lo usa, causa ed effetto, genere e specie, grado debole e grado forte, contrari, oggetto e funzione, mancanza di qualcosa.

Conta anche l'ordine, perché una relazione rovesciata è una relazione diversa: se la prima coppia va dalla parte al tutto, la seconda non può andare dal tutto alla parte. Gli errori tipici sono scegliere una parola semplicemente vicina per argomento, accontentarsi di una relazione troppo generica, che si adatta a più opzioni, e trascurare la categoria grammaticale dei termini.

Quando restano due candidati, occorre rendere più precisa la frase che descrive il rapporto.

  1. 1. Bisturi sta a chirurgo come pialla sta a:

    1. Alegname
    2. Bfabbro
    3. Ctruciolo
    4. Dfalegname
    5. Eofficina
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Il bisturi è lo strumento tipico del chirurgo; la pialla, che serve a lisciare il legno, è lo strumento tipico del falegname. «Truciolo» e «legname» hanno a che fare con la pialla, ma indicano ciò che essa produce o lavora, non chi la usa; il fabbro lavora il metallo.

  2. 2. Sete sta a siccità come fame sta a:

    1. Apranzo
    2. Bcarestia
    3. Cappetito
    4. Ddieta
    5. Eraccolto
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    La sete è il bisogno d'acqua del singolo, la siccità è la mancanza d'acqua che colpisce un intero territorio; allo stesso modo, alla fame del singolo corrisponde la carestia, cioè la mancanza generale di cibo. «Appetito» è quasi un sinonimo di fame e «dieta» è una scelta del singolo: nessuno dei due passa dal piano individuale a quello collettivo.

  3. 3. Vedere sta a guardare come sentire sta a:

    1. Audire
    2. Bparlare
    3. Cascoltare
    4. Dtacere
    5. Ecapire
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    Vedere è percepire con gli occhi anche senza volerlo, guardare è rivolgere di proposito lo sguardo a qualcosa; allo stesso modo sentire è percepire un suono, ascoltare è prestargli attenzione di proposito. «Udire» è il distrattore più insidioso: è un sinonimo di sentire, e quindi non aggiunge l'idea di intenzione che distingue guardare da vedere.

  4. 4. Anonimo sta a nome come inedito sta a:

    1. Amanoscritto
    2. Bpubblicazione
    3. Cscrittore
    4. Dnovità
    5. Elettura
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    «Anonimo» si dice di ciò che è privo del nome dell'autore; «inedito» si dice di uno scritto che non è stato pubblicato, cioè privo di pubblicazione. La relazione è dunque fra un aggettivo e ciò di cui esso segnala la mancanza. «Manoscritto» inganna perché un inedito è spesso un manoscritto, ma indica ciò che l'opera è, non ciò che le manca; «novità» richiama l'uso corrente di inedito nel senso di «mai visto», ma un inedito non è certo privo di novità.

Le relazioni fra termini

Sinonimi e contrari nel contesto, termine da scartare in una serie, completamento di frasi con la coppia di parole adatta.

Ripasso in breve

In questo gruppo rientrano i quesiti sui sinonimi e sui contrari, sul termine estraneo a una serie e sul completamento di frasi. Il principio comune è che il significato di una parola dipende dal contesto: lo stesso aggettivo ha contrari diversi secondo il nome a cui si riferisce, e due sinonimi sono intercambiabili in una frase ma non in un'altra.

Per i sinonimi il controllo decisivo è la sostituzione: la parola scelta deve poter prendere il posto dell'altra senza cambiare il senso della frase. Nel termine da scartare si cerca la proprietà che accomuna quattro parole su cinque, preferendo quella più specifica; un criterio vago, che permetterebbe di escluderne più d'una, non è quello giusto.

Nei completamenti si parte dalla struttura logica del periodo prima che dal lessico: un «benché» o un «tuttavia» impongono un contrasto, un «perciò» una conseguenza, e la coppia corretta deve soddisfare entrambi gli spazi, non uno solo. Gli errori più frequenti sono fermarsi alla prima parola che suona bene senza verificare la seconda, confondere il contrario con il semplice diverso e lasciarsi attrarre da parole simili nella forma ma lontane nel significato.

  1. 5. Quale dei seguenti verbi va scartato, perché non condivide con gli altri quattro un tratto di significato?

    1. Asussurrare
    2. Bbisbigliare
    3. Cstrillare
    4. Dmormorare
    5. Eborbottare
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    Sussurrare, bisbigliare, mormorare e borbottare indicano tutti un parlare a voce bassa; strillare indica invece un gridare con voce acuta e forte. Borbottare può far esitare, perché aggiunge l'idea di malcontento, ma resta un modo di parlare sottovoce.

  2. 6. In quale delle seguenti frasi il contrario di «acuto» è «grave»?

    1. AIl soprano ha tenuto a lungo un suono acuto.
    2. BÈ un osservatore acuto della vita politica.
    3. CLe due strade formano un angolo acuto.
    4. DHa avvertito un dolore acuto al ginocchio.
    5. EHa un senso acuto della giustizia.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Riferito a un suono, «acuto» significa alto, e il suo contrario è «grave», cioè basso. Negli altri casi il contrario cambia: un angolo acuto si oppone a uno ottuso, un osservatore acuto a uno superficiale, un dolore acuto a uno lieve o sordo. Il dolore può trarre in inganno, perché in medicina «grave» è una parola frequente; ma un dolore grave non è il contrario di un dolore acuto.

  3. 7. Quale delle seguenti coppie è formata da due termini di significato opposto?

    1. Aesplicito / palese
    2. Bcauto / prudente
    3. Costile / avverso
    4. Dassiduo / costante
    5. Eeffimero / duraturo
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    «Effimero» si dice di ciò che dura pochissimo, ed è quindi il contrario di «duraturo». Le altre coppie sono formate da sinonimi o quasi sinonimi: esplicito e palese indicano entrambi ciò che è manifesto, ostile e avverso ciò che è contrario, assiduo e costante ciò che non si interrompe. Chi non ricorda il significato di effimero può arrivarci per esclusione.

  4. 8. In quale frase «critico» ha lo stesso significato che ha in «Il paziente è in condizioni critiche»?

    1. AÈ sempre molto critico verso i suoi collaboratori.
    2. BHa curato l'edizione critica di un poema medievale.
    3. CLa trattativa è entrata nella sua fase più critica.
    4. DBisogna leggere le fonti con spirito critico.
    5. EHa scritto un saggio critico sul romanzo moderno.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    Nella frase data «critico» significa «di crisi», cioè grave e decisivo per l'esito: è lo stesso senso che ha nella fase critica di una trattativa. Negli altri casi l'aggettivo rimanda al giudizio: essere critico verso qualcuno vuol dire disapprovarlo, lo spirito critico è la capacità di valutare, l'edizione e il saggio critico sono lavori di analisi dei testi.

Sillogismi e deduzioni

Da due o più premesse si deve ricavare la conclusione che ne segue necessariamente, facendo attenzione a quantificatori come «tutti», «nessuno», «alcuni».

Ripasso in breve

In un quesito deduttivo la conclusione corretta è quella che non può essere falsa se le premesse sono vere; una conclusione soltanto probabile, o vera nella realtà, non basta. Le premesse vanno prese alla lettera, anche quando descrivono situazioni inverosimili, e senza aggiungere ciò che si sa per esperienza.

Decisivo è il valore dei quantificatori. «Tutti gli A sono B» non autorizza a dire che tutti i B sono A; «alcuni» significa «almeno uno» e non esclude «tutti»; «non tutti» equivale a «almeno uno non», e non garantisce che qualcuno lo sia; «nessun A è B» vale anche rovesciato. Lo strumento più affidabile è il disegno: ogni categoria diventa un cerchio, e le premesse stabiliscono quali cerchi sono contenuti l'uno nell'altro, quali sono separati e quali si sovrappongono.

Una conclusione è valida solo se risulta vera in tutti i disegni compatibili con le premesse; basta un controesempio, cioè un disegno che rispetta le premesse e smentisce la conclusione, per scartarla. Gli errori tipici sono invertire una premessa universale, dare per certo che un insieme non sia vuoto e scegliere la conclusione che suona più ragionevole invece di quella dimostrabile.

  1. 9. Nessun socio del circolo è minorenne. Tutti gli iscritti al torneo sono soci del circolo. Quale conclusione segue necessariamente?

    1. ATutti i soci del circolo sono iscritti al torneo.
    2. BQualche iscritto al torneo è minorenne.
    3. CTutti i maggiorenni sono soci del circolo.
    4. DNessun iscritto al torneo è minorenne.
    5. ENessun maggiorenne è iscritto al torneo.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Gli iscritti al torneo sono tutti contenuti nell'insieme dei soci, e questo insieme non ha elementi in comune con quello dei minorenni: dunque nessun iscritto è minorenne. «Tutti i soci sono iscritti al torneo» rovescia la seconda premessa: le premesse dicono che ogni iscritto è socio, non che ogni socio è iscritto.

  2. 10. Chi è iscritto al terzo anno ha superato l'esame di statistica. Chi ha superato l'esame di statistica ha frequentato il laboratorio. Marta non ha frequentato il laboratorio. Quale conclusione è certa?

    1. AMarta è iscritta al secondo anno di corso.
    2. BChi ha frequentato il laboratorio è al terzo anno.
    3. CMarta ha superato statistica senza il laboratorio.
    4. DChi non è al terzo anno non ha fatto il laboratorio.
    5. EMarta non è iscritta al terzo anno.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    Le due premesse si concatenano: chi è al terzo anno ha superato statistica, e chi ha superato statistica ha frequentato il laboratorio; dunque chi è al terzo anno ha frequentato il laboratorio. Marta non lo ha frequentato, quindi non è al terzo anno. Non si può dire invece a quale anno sia iscritta, né che chiunque abbia frequentato il laboratorio sia al terzo anno: significherebbe leggere le premesse al contrario.

  3. Anche nella simulazione 1

    11. Tutti gli architetti di uno studio parlano inglese. Alcuni dipendenti dello stesso studio non parlano inglese. Che cosa si può concludere con certezza?

    1. ANessun dipendente dello studio è architetto.
    2. BTutti i dipendenti che parlano inglese sono architetti.
    3. CAlcuni dipendenti dello studio non sono architetti.
    4. DAlcuni architetti dello studio non sono dipendenti.
    5. EAlcuni dipendenti dello studio sono architetti.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    I dipendenti che non parlano inglese non possono essere architetti, perché tutti gli architetti lo parlano: esistono dunque dipendenti che non sono architetti. Non si può invece concludere che «alcuni dipendenti sono architetti»: le premesse sono compatibili anche con uno studio in cui gli architetti siano tutti soci e nessuno sia dipendente. È la conclusione più insidiosa, perché sembra ovvia ma non è garantita.

  4. Anche nella simulazione 1

    12. Di tre colleghi, Aldo, Bice e Carlo, si sa che: almeno uno di loro andrà al convegno; se ci va Aldo, ci va anche Bice; se ci va Carlo, ci va anche Aldo. Che cosa si può affermare con certezza?

    1. AAldo andrà al convegno.
    2. BCarlo non andrà al convegno.
    3. CAndranno al convegno tutti e tre.
    4. DBice andrà al convegno.
    5. EAndranno al convegno soltanto in due.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Si procede per casi. Se va Carlo, va anche Aldo e quindi anche Bice; se va Aldo, va Bice; se non vanno né Carlo né Aldo, poiché almeno uno deve andare, va Bice. In ogni caso, dunque, Bice va. Le altre affermazioni sono possibili ma non certe: la situazione in cui va soltanto Bice rispetta tutte le condizioni, e basta a smentire sia «Aldo andrà» sia «andranno soltanto in due».

Negazioni e condizionali

Negare correttamente una proposizione, ragionare con «se… allora», distinguere la condizione necessaria da quella sufficiente, usare la contronominale.

Ripasso in breve

Negare una frase significa dire esattamente ciò che basta a renderla falsa, non affermare il suo opposto estremo. La negazione di «tutti» è «almeno uno non», quella di «nessuno» è «almeno uno»; la negazione di «A e B» è «non A oppure non B», quella di «A oppure B» è «non A e non B».

Una frase «se A, allora B» è falsa in un solo caso, quando A è vera e B è falsa: la sua negazione è perciò «A e non B», non un'altra frase con il «se». Nella condizionale A è condizione sufficiente per B, e B è condizione necessaria per A; l'espressione «solo se» introduce la condizione necessaria.

Da «se A, allora B» si ricava con certezza la contronominale «se non B, allora non A», e nient'altro: non l'inversa «se B, allora A», né «se non A, allora non B». Di qui i due errori classici: concludere A dal fatto che B si è verificata, e concludere che B non si verifica dal fatto che A manca.

Un buon controllo consiste nel tradurre la frase in un esempio familiare, come «se è un cane, è un animale», e verificare se il passaggio proposto vi resta valido.

  1. 13. Quale frase è logicamente equivalente a «Se un documento è firmato dal direttore, allora è valido»?

    1. ASe un documento non è valido, allora non è firmato dal direttore.
    2. BSe un documento non è firmato dal direttore, allora non è valido.
    3. CSe un documento è valido, allora è firmato dal direttore.
    4. DUn documento è valido soltanto se è firmato dal direttore.
    5. EUn documento è valido se e solo se è firmato dal direttore.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Una frase «se A, allora B» equivale sempre alla sua contronominale «se non B, allora non A»: se la firma basta a rendere valido un documento, un documento non valido non può avere la firma. Le altre frasi dicono cose diverse: «se non è firmato, non è valido» e «è valido soltanto se è firmato» fanno della firma una condizione necessaria, mentre la frase di partenza la presenta solo come sufficiente.

  2. Anche nella simulazione 1

    14. Qual è la negazione della frase «Tutti gli invitati sono arrivati in orario»?

    1. ANessun invitato è arrivato in orario.
    2. BTutti gli invitati sono arrivati in ritardo.
    3. CAlmeno un invitato è arrivato in orario.
    4. DSoltanto un invitato è arrivato in ritardo.
    5. EAlmeno un invitato non è arrivato in orario.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    Per rendere falsa una frase che comincia con «tutti» basta un solo caso contrario: la negazione è dunque «almeno un invitato non è arrivato in orario». «Nessun invitato è arrivato in orario» dice molto più del necessario: è il contrario, non la negazione, tanto che le due frasi potrebbero essere false insieme, se alcuni fossero arrivati in orario e altri no.

  3. Anche nella simulazione 1

    15. «Per partecipare al concorso è necessario avere la laurea.» Quale delle seguenti affermazioni ne è una conseguenza certa?

    1. AChi ha la laurea può senz'altro partecipare al concorso.
    2. BChi non partecipa al concorso non ha la laurea.
    3. CTutti i laureati partecipano al concorso.
    4. DChi non ha la laurea non può partecipare al concorso.
    5. EPer partecipare al concorso basta avere la laurea.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Dire che la laurea è necessaria significa che senza laurea non si partecipa. Non significa che la laurea basti: potrebbero essere richiesti anche altri requisiti, come un limite di età. Per questo «chi ha la laurea può senz'altro partecipare» scambia una condizione necessaria per una sufficiente.

  4. Anche nella simulazione 1

    16. «Il prestito viene concesso solo se il richiedente ha un reddito fisso.» A Paolo il prestito è stato concesso; a Marta è stato negato. Che cosa si può concludere con certezza?

    1. APaolo ha un reddito fisso e Marta non ha un reddito fisso.
    2. BMarta non ha un reddito fisso; di Paolo non si può dire nulla.
    3. CNé di Paolo né di Marta si può dire se abbiano un reddito fisso.
    4. DPaolo e Marta hanno entrambi un reddito fisso.
    5. EPaolo ha un reddito fisso; di Marta non si può dire nulla.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    «Solo se» introduce una condizione necessaria: prestito concesso implica reddito fisso. Paolo ha ottenuto il prestito, dunque ha un reddito fisso. Il rifiuto opposto a Marta non permette invece alcuna conclusione, perché il reddito fisso è necessario ma non è detto che basti: Marta potrebbe averlo ed essere stata respinta per un altro motivo.

L'analisi di un'argomentazione

Brevi ragionamenti di cui si deve riconoscere la premessa sottintesa, ciò che li rafforza o li indebolisce, oppure l'errore che contengono.

Ripasso in breve

Un'argomentazione è formata da una conclusione e dalle ragioni portate a suo sostegno. Il primo passo è sempre separare le due cose, cercando la conclusione, spesso annunciata da «dunque» o «quindi», e chiedendosi su che cosa si appoggi. La premessa implicita è l'anello mancante: un'affermazione non dichiarata senza la quale il passaggio dalle ragioni alla conclusione non regge.

Per riconoscerla si prova a negarla: se la conclusione cade, quella premessa era indispensabile. Un'informazione rafforza l'argomento quando rende più solido quel passaggio, per esempio escludendo una spiegazione alternativa; lo indebolisce quando ne offre una, o mostra che l'effetto si presenta anche senza la presunta causa.

Gli errori di ragionamento più comuni sono pochi e ricorrenti: scambiare la successione nel tempo o la semplice associazione per un rapporto di causa, generalizzare da un campione scelto male, trattare una condizione necessaria come sufficiente, attaccare la persona invece della tesi, dare per dimostrato ciò che si deve dimostrare.

Il distrattore tipico è un'affermazione vera e attinente al tema, che però non tocca il legame fra premesse e conclusione: l'argomento, con o senza di essa, resta com'era.

  1. 17. «Chi ha la febbre è malato. Giorgio non ha la febbre. Dunque Giorgio non è malato.» Quale dei seguenti ragionamenti ha la stessa struttura e lo stesso difetto?

    1. AChi ha la patente è maggiorenne. Leo non è maggiorenne. Dunque Leo non ha la patente.
    2. BChi studia molto supera l'esame. Irene ha superato l'esame. Dunque Irene ha studiato molto.
    3. CChi è nato a Pisa è toscano. Remo è nato a Pisa. Dunque Remo è toscano.
    4. DChi non si allena non migliora. Dario non si allena. Dunque Dario non migliora.
    5. EChi vince alla lotteria è fortunato. Ada non ha vinto alla lotteria. Dunque Ada non è fortunata.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    Il ragionamento di partenza ha la forma «se A allora B; non A; dunque non B», che non è valida: si può essere malati senza avere la febbre. Lo stesso schema, con lo stesso difetto, è nel ragionamento sulla lotteria: si può essere fortunati senza aver vinto. Il ragionamento su Irene è anch'esso scorretto, ma con uno schema diverso (da B si risale ad A); quelli sulla patente, su Pisa e sull'allenamento sono validi.

  2. Anche nella simulazione 1

    18. Un sindaco afferma: «Da quando abbiamo introdotto il limite di 30 km/h nel centro storico, gli incidenti in centro sono diminuiti. Il limite ha dunque reso le strade più sicure». Quale delle seguenti informazioni, se vera, indebolirebbe di più la sua conclusione?

    1. AMolti automobilisti hanno protestato contro il limite, giudicandolo eccessivo.
    2. BNello stesso periodo gli incidenti sono diminuiti altrettanto nei quartieri senza limite.
    3. CIl limite di 30 km/h è stato introdotto anche in altre città della regione.
    4. DLa maggior parte degli incidenti in centro avviene nelle ore di punta.
    5. ENel centro storico il limite viene fatto rispettare con controlli frequenti.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    Se gli incidenti sono calati nella stessa misura anche dove il limite non c'è, il calo in centro si spiega con qualcosa che riguarda tutta la città, per esempio una diminuzione del traffico, e il limite perde il ruolo di causa. Le proteste degli automobilisti e l'adozione del limite altrove non dicono nulla sugli incidenti; i controlli frequenti, semmai, rafforzano la conclusione, perché indicano che il limite è stato davvero applicato.

  3. Anche nella simulazione 1

    19. «L'allarme è scattato alle 22, quando il ladro era certamente nell'edificio. Nessuno dei vicini ha visto qualcuno uscire dopo quell'ora. Dunque, quando alle 22.30 è arrivata la polizia, il ladro era ancora dentro.» Su quale presupposto non dichiarato si regge la conclusione?

    1. AIl ladro è entrato nell'edificio pochi minuti prima delle 22.
    2. BSe qualcuno fosse uscito dopo le 22, almeno un vicino lo avrebbe visto.
    3. CI vicini conoscevano il ladro e avrebbero saputo riconoscerlo.
    4. DLa polizia è arrivata sul posto il più rapidamente possibile.
    5. EIl ladro non aveva complici che lo aspettassero all'esterno.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    Dal fatto che nessuno ha visto uscire qualcuno si conclude che nessuno è uscito: il passaggio vale solo se un'uscita non sarebbe potuta passare inosservata. Basta una porta sul retro, non visibile dalle case dei vicini, perché l'argomento cada. Che i vicini conoscessero il ladro non serve, perché l'argomento parla di «qualcuno», chiunque fosse; l'ora d'ingresso e l'esistenza di complici non incidono sul fatto che egli sia rimasto dentro.

  4. Anche nella simulazione 1

    20. Per sapere se i cittadini apprezzano la nuova biblioteca, il Comune ha intervistato le persone che ne uscivano un sabato pomeriggio: quasi tutte si sono dette soddisfatte. Il Comune ne conclude che la biblioteca piace ai cittadini. Qual è il limite principale di questa conclusione?

    1. AGli intervistati non rappresentano i cittadini: sono soltanto quelli che la frequentano.
    2. BGli intervistati potrebbero aver risposto in fretta, senza riflettere abbastanza.
    3. CIl Comune non ha precisato che cosa intenda con la parola «apprezzare».
    4. DUna biblioteca nuova piace sempre, almeno nei primi mesi dopo l'apertura.
    5. ELe interviste sono state fatte a voce e non con un questionario scritto.
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Chi esce dalla biblioteca ha già scelto di andarci: è naturale che ne sia soddisfatto, e non dice nulla di chi non ci va, magari proprio perché non la apprezza. Il campione è dunque sbilanciato in partenza a favore della conclusione. Le altre osservazioni indicano difetti possibili ma secondari: anche con risposte meditate, termini ben definiti e un questionario scritto, il problema di aver interrogato solo i frequentatori resterebbe.

Scoprire una regola e applicarla

Da alcuni esempi si ricava la regola che li governa (un codice, una lingua inventata, un criterio di appartenenza a un gruppo) e la si applica a un caso nuovo.

Ripasso in breve

In questi quesiti la regola non è data: va ricavata da pochi esempi e poi applicata a un caso nuovo. Può trattarsi di un codice che trasforma le parole in altre parole o in numeri, di una lingua inventata, di un criterio che ammette certi elementi in un gruppo e ne esclude altri.

Il procedimento ha due tempi. Prima si formula un'ipotesi confrontando gli esempi fra loro: ciò che resta uguale quando un elemento resta uguale, e ciò che cambia quando cambia, indica quale parte del risultato dipende da quale parte del dato. Poi l'ipotesi va messa alla prova su tutti gli esempi, nessuno escluso: una regola che ne spiega tre su quattro è sbagliata.

Particolare attenzione meritano gli esempi negativi, cioè i casi dichiarati esclusi o rifiutati, che servono proprio a eliminare le regole troppo larghe. L'errore più comune è fermarsi alla prima regolarità notata, di solito ricavata dal primo esempio, senza controllare gli altri; un secondo errore è applicare la regola a metà, dimenticando una delle sue condizioni o l'ordine degli elementi.

Le opzioni sbagliate corrispondono quasi sempre a regole plausibili che almeno un esempio smentisce: trovare quell'esempio è il modo più rapido per scartarle.

  1. 21. In un codice ogni parola è sostituita da un numero di due cifre: MARE diventa 22, STRADA diventa 42, AIUOLA diventa 15. Quale numero corrisponde a PIANETA?

    1. A43
    2. B74
    3. C73
    4. D33
    5. E34
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    La prima cifra conta le consonanti, la seconda le vocali: MARE ne ha 2 e 2, STRADA 4 e 2, AIUOLA 1 e 5. PIANETA ha tre consonanti (P, N, T) e quattro vocali (I, A, E, A): 34. «43» inverte l'ordine, ma STRADA, con quattro consonanti e due vocali, dà 42 e non 24. «74» e «73» mettono al primo posto il numero delle lettere, e allora MARE dovrebbe cominciare con 4; «33» conta una volta sola la A ripetuta, mentre in STRADA le due A valgono 2.

  2. 22. Un lettore automatico accetta alcune sigle e ne rifiuta altre. Accetta: BD4, FH6, MO2, SU8. Rifiuta: BC4, DB6, FH3, AD2, MO5. Quale delle seguenti sigle viene accettata?

    1. ALM8
    2. BNL8
    3. CLN7
    4. DLO8
    5. ELN8
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: E

    Nelle sigle accettate le due lettere sono in ordine alfabetico e fra l'una e l'altra ce n'è esattamente una (B-c-D, F-g-H, M-n-O, S-t-U); la cifra è pari. Le sigle rifiutate mostrano che tutte e tre le condizioni sono necessarie: BC4 ha lettere consecutive, AD2 ne salta due, DB6 le ha in ordine inverso, FH3 e MO5 hanno la cifra dispari pur avendo lettere già accettate. Solo LN8 le rispetta tutte: LM8, NL8, LN7 e LO8 violano ciascuna una condizione.

  3. Anche nella simulazione 1

    23. In una lingua inventata «tiki luma» significa «acqua fredda», «tiki sobo» significa «vento freddo» e «reka luma» significa «acqua profonda». Come si dice, in quella lingua, «vento profondo»?

    1. Asobo reka
    2. Breka luma
    3. Ctiki reka
    4. Dreka sobo
    5. Esobo luma
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    «Tiki» compare nelle due espressioni che contengono «freddo» e «luma» nelle due che contengono «acqua»: dunque tiki = freddo, luma = acqua e, per esclusione, sobo = vento e reka = profondo. In tutti e tre gli esempi, inoltre, la parola che indica la qualità precede quella che indica la cosa, al contrario dell'italiano. «Vento profondo» è perciò «reka sobo»; «sobo reka» contiene le parole giuste, ma nell'ordine dell'italiano, che nessun esempio autorizza.

  4. Anche nella simulazione 1

    24. In un gioco le parole vengono trasformate secondo una regola: RAMO diventa MORA, NAVE diventa VENA, CAMINO diventa NOMICA. Che cosa diventa SALUTE?

    1. ALUTESA
    2. BTELUSA
    3. CETULAS
    4. DTESALU
    5. ELUSATE
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    Dividendo le parole in sillabe si vede che l'ordine delle sillabe viene rovesciato: RA-MO diventa MO-RA, CA-MI-NO diventa NO-MI-CA. SA-LU-TE diventa quindi TE-LU-SA. Le parole di due sillabe non bastano a scegliere fra più regole possibili; decide CAMINO: spostando in fondo la prima sillaba darebbe MINOCA (è la regola di «LUTESA»), portando in testa l'ultima darebbe NOCAMI (quella di «TESALU»). «ETULAS» rovescia le lettere, ma allora RAMO darebbe OMAR.

Le prove che usano questi esercizi

Come sono fatte queste domande

Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.

Didattica non è affiliata al CISIA; i quesiti sono originali e non provengono dalla banca dati ufficiale.

Hai trovato un errore? Dopo ogni risposta c'è «Segnala un errore»: lo legge la redazione. Ultimo aggiornamento della pagina: 11/10/2026.