Comprensione del testo: il portiere di riserva
Italiano · classe quarta primaria · 40 minuti · totale 26 punti
Leggi con attenzione il racconto, poi rispondi alle domande. Puoi rileggere il testo tutte le volte che vuoi.
Il portiere di riserva
Da quando era entrato nei Falchi Blu, la squadra di calcio del quartiere, Filippo stava quasi sempre in panchina. Era il portiere di riserva: si allenava il martedì e il giovedì, ma la domenica guardava le partite seduto accanto all'allenatore, con la tuta pulita e i guanti nuovi che non si sporcavano mai.
Il portiere titolare era Matteo, il più alto della squadra, che parava anche i tiri più forti. Filippo lo ammirava, ma a volte, tornando a casa, sospirava: «Tanto io non giocherò mai».
Una domenica di febbraio, però, Matteo arrivò al campo con un braccio fasciato: il giorno prima era caduto dalla bicicletta. L'allenatore guardò Filippo e disse soltanto: «Tocca a te».
Filippo sentì le gambe diventare di gelatina. Il campo gli sembrò enorme e la porta larghissima. Dopo pochi minuti si lasciò sfuggire un pallone facile e gli avversari segnarono. Qualcuno sugli spalti sbuffò.
Fu allora che vide Matteo dietro la rete, con il braccio al collo. «Guarda la palla, non la gente!» gli gridò. «E piegati sulle ginocchia, come in allenamento!»
Filippo fece un respiro profondo. Smise di pensare agli spalti e pensò soltanto al pallone, proprio come in allenamento. Nel secondo tempo si tuffò a destra e respinse un tiro difficile; poi uscì dai pali e afferrò il pallone un attimo prima di un attaccante avversario. A pochi minuti dalla fine i Falchi Blu pareggiarono: uno a uno.
Negli spogliatoi i compagni gli diedero pacche sulle spalle. Filippo, invece, andò a cercare Matteo.
«Grazie» gli disse. «Senza i tuoi consigli avrei preso altri tre gol.»
Matteo sorrise. «I consigli erano miei, ma le parate erano tue. E poi una squadra ha bisogno di due portieri, no?»
Quella sera, tornando a casa, Filippo non sospirò. Ogni tanto si guardava i guanti, finalmente sporchi di fango, e sorrideva.
- In quali giorni si allenava Filippo?
- A. Il martedì e il giovedì
- B. Il lunedì e il mercoledì
- C. Il sabato e la domenica
- Perché Matteo quella domenica non poteva giocare?
- A. Aveva la febbre e doveva restare a letto
- B. Aveva litigato con l'allenatore
- C. Si era fatto male cadendo dalla bici
- Che cosa vuol dire, nel racconto, che Filippo sentì «le gambe diventare di gelatina»?
- A. Che aveva le gambe stanche per la corsa
- B. Che le gambe gli tremavano per l'emozione
- C. Che si era fatto male a un ginocchio
- Come finì la partita dei Falchi Blu?
- A. Uno a uno
- B. Uno a zero per gli avversari
- C. Due a uno per i Falchi Blu
- Quale insegnamento si può ricavare da questo racconto?
- A. In una squadra conta solo chi gioca sempre
- B. Per vincere una partita serve sempre il portiere più alto
- C. Anche chi sta in panchina è importante per la squadra
| 1. Matteo era il portiere titolare dei Falchi Blu. | V F |
| 2. Prima della partita l'allenatore fece a Filippo un lungo discorso. | V F |
| 3. Nei primi minuti Filippo si lasciò sfuggire un pallone facile. | V F |
| 4. Matteo gridò i consigli dalla panchina, accanto all'allenatore. | V F |
| 5. Negli spogliatoi Filippo ringraziò Matteo per i suoi consigli. | V F |
- titolare
- riserva
- spalti
- respinse
- sbuffò
- A. mandò indietro il pallone
- B. il giocatore che sostituisce un compagno quando serve
- C. il giocatore che scende in campo dall'inizio della partita
- D. soffiò fuori l'aria per mostrare fastidio
- E. le gradinate da cui il pubblico guarda la partita
- Filippo va a cercare Matteo negli spogliatoi.
- Nel secondo tempo Filippo respinge un tiro difficile.
- Matteo non può giocare e tocca a Filippo.
- Gli avversari segnano il primo gol.
- Matteo grida due consigli a Filippo.
- Perché all'inizio Filippo pensava «Tanto io non giocherò mai»?
- Alla fine Filippo non sospira più: si guarda i guanti sporchi di fango e sorride. Che cosa è cambiato in lui? Spiega con parole tue.
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