Le note e il pentagramma
Musica · prima media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeLe note musicali sono i segni che usiamo per scrivere i suoni e permettono a chiunque sappia leggerle di suonare un brano anche senza averlo mai sentito. In musica i nomi delle note sono sette: do, re, mi, fa, sol, la, si. Dopo il si la serie ricomincia dal do, ma più acuto, e così via. Questa distanza tra due note con lo stesso nome si chiama ottava. Salendo lungo la serie i suoni diventano più acuti, cioè più alti, mentre scendendo diventano più gravi, cioè più bassi.
Per scrivere le note si usa il pentagramma, un insieme di cinque linee parallele e orizzontali, disegnate una sopra l'altra a uguale distanza. Le righe si contano dal basso verso l'alto: la prima è quella più in basso, la quinta quella più in alto. Tra una riga e l'altra restano quattro spazi, che si contano anch'essi dal basso. Una nota può essere scritta su una riga, con la linea che l'attraversa, oppure in uno spazio, tra due righe. Più la nota è collocata in alto sul pentagramma, più il suono è acuto.
Il pentagramma da solo, però, non basta, perché non dice quale nota si trovi in ciascun posto. Per questo all'inizio si disegna un segno chiamato chiave. La più conosciuta è la chiave di violino, detta anche chiave di sol. Si riconosce perché ha una forma a spirale che gira intorno alla seconda riga, contando dal basso. Proprio su quella riga si trova il sol. Una volta noto il sol, si possono ricavare tutte le altre note seguendo l'ordine della serie: lo spazio sopra il sol è il la, la riga ancora sopra è il si, e andando verso il basso lo spazio sotto è il fa, poi la riga sotto è il mi.
Quando un suono è troppo acuto o troppo grave per stare dentro le cinque righe, la nota viene scritta sopra o sotto il pentagramma. Si può collocare appena sopra l'ultima riga, oppure appena sotto la prima, oppure ancora più lontano, continuando la successione di righe e spazi immaginari. Per esempio, nella chiave di violino il do centrale si trova sotto il pentagramma, su un piccolo trattino.
Quel trattino si chiama taglio addizionale. I tagli addizionali sono brevi linee che prolungano il pentagramma verso l'alto o verso il basso, e servono a scrivere le note che stanno fuori dalle cinque righe. Anche i tagli si alternano agli spazi, così come le righe del pentagramma. Una nota può stare sul taglio oppure nello spazio tra un taglio e l'altro. Con i tagli addizionali si possono scrivere moltissimi suoni, anche molto acuti o molto gravi, e leggere la musica diventa così un modo ordinato e preciso di comunicare.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.