Le figure musicali e i tempi composti
Musica · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeLe figure musicali sono i simboli che usiamo per scrivere la durata dei suoni. Ogni figura indica per quanto tempo un suono deve essere eseguito. La più lunga che si usa normalmente è la semibreve, che vale 4 movimenti. Poi vengono la minima, che vale 2 movimenti, la semiminima, che ne vale 1, la croma, che vale mezzo movimento, la semicroma, che vale un quarto, e così via. Ogni figura dura la metà di quella che la precede: due minime equivalgono a una semibreve, due semiminime a una minima, due crome a una semiminima.
Anche il silenzio fa parte della musica, e per scriverlo si usano le pause. A ogni figura corrisponde una pausa con lo stesso valore. La pausa di semiminima dura quanto una semiminima, ma durante quel tempo non si suona. Le pause servono a dare respiro alla melodia, a separare le frasi musicali e a creare effetti di attesa. Saperle leggere è importante quanto leggere le note, perché un silenzio contato male fa sbagliare l'entrata successiva.
Il pentagramma è diviso in piccole parti da linee verticali chiamate stanghette. Lo spazio compreso tra due stanghette si chiama battuta. All'inizio del brano, dopo la chiave, si trova l'indicazione di metro, scritta come una frazione. Nei tempi semplici il numero in alto dice quanti movimenti ci sono in ogni battuta, mentre il numero in basso dice quale figura corrisponde a un movimento; nei tempi composti, invece, il numero in alto dice quante suddivisioni ci sono in ogni battuta e il numero in basso con quale figura si scrivono. Nel 4/4, per esempio, ogni battuta contiene quattro movimenti di semiminima. Il primo movimento della battuta è quello più forte e si chiama tempo forte; l'accento che cade su di esso aiuta a sentire il ritmo.
Il punto di valore è un puntino che si scrive accanto a una nota o a una pausa e ne aumenta la durata della metà. Una minima vale 2 movimenti; una minima col punto ne vale 3, perché si aggiunge 1, cioè la metà di 2. Allo stesso modo una semiminima col punto vale un movimento e mezzo. Il punto permette di scrivere durate che non si otterrebbero con le sole figure e viene usato molto spesso nelle melodie.
I tempi si dividono in semplici e composti. Nei tempi semplici ogni movimento si divide in due parti uguali, e i più comuni sono il 2/4, il 3/4 e il 4/4. Il 3/4, per esempio, è il tempo del valzer e dà una sensazione di ondeggiamento. Nei tempi composti ogni movimento si divide in tre parti e il suo valore è rappresentato da una figura col punto. I più usati sono il 6/8, il 9/8 e il 12/8. Nel 6/8 ci sono sei crome, raggruppate in due gruppi da tre, quindi si sentono due movimenti principali, ciascuno lungo quanto una semiminima col punto. Il risultato è un ritmo dondolante, come quello di una ninna nanna o di una tarantella.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.