Le tonalità maggiori e minori e le alterazioni
Musica · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeLa scala è una successione di note ordinate per altezza, dalla più grave alla più acuta, che parte da una nota di base chiamata tonica. La distanza tra due note vicine può essere di un tono o di un semitono, che è la distanza più piccola usata nella musica occidentale. La scala maggiore è formata da sette note diverse e segue sempre lo stesso schema: tono, tono, semitono, tono, tono, tono, semitono. La scala di Do maggiore, che si suona sui tasti bianchi del pianoforte da un Do al Do successivo, è l'esempio più semplice. Il suo carattere è di solito luminoso e allegro.
La scala minore ha invece un suono più dolce e malinconico. Nella sua forma naturale lo schema è: tono, semitono, tono, tono, semitono, tono, tono. La scala di La minore naturale, per esempio, usa gli stessi tasti bianchi del Do maggiore, ma parte dal La. Per questo si dice che le due tonalità sono relative, cioè hanno le stesse alterazioni in chiave. Il modo, maggiore o minore, dà alla melodia il suo colore e la sua espressività.
Per costruire una scala maggiore partendo da una nota diversa dal Do occorrono le alterazioni, segni che modificano l'altezza di una nota. Il diesis, che si scrive con il simbolo ♯, alza la nota di un semitono. Il bemolle, scritto ♭, la abbassa di un semitono. Il bequadro, ♮, annulla l'effetto di un diesis o di un bemolle. Nella scala di Sol maggiore, per esempio, il Fa deve diventare Fa diesis, perché così si rispetta lo schema dei toni e dei semitoni. Nella scala di Fa maggiore, invece, il Si diventa Si bemolle.
Per non scrivere le alterazioni davanti a ogni nota, si usa l'armatura di chiave: i diesis o i bemolle necessari alla tonalità si scrivono una sola volta all'inizio del pentagramma, subito dopo la chiave, e valgono per tutto il brano. Guardando l'armatura si capisce in quale tonalità è scritta la musica. Nessuna alterazione indica Do maggiore o La minore, un diesis indica Sol maggiore o Mi minore, un bemolle indica Fa maggiore o Re minore. I diesis e i bemolle compaiono sempre in un ordine preciso, e questo aiuta a riconoscerli.
Un altro concetto fondamentale è quello di intervallo, cioè la distanza tra due note. Si calcola contando i nomi delle note, comprese la prima e l'ultima. Do e Re formano una seconda, Do e Mi una terza, Do e Fa una quarta, Do e Sol una quinta, Do e La una sesta, Do e Si una settima, Do e il Do successivo un'ottava. Gli intervalli possono essere maggiori, minori, giusti, aumentati o diminuiti. La terza maggiore, per esempio, comprende due toni, mentre la terza minore ne comprende uno e mezzo. Proprio la differenza tra queste due terze distingue il suono di un accordo maggiore da quello di un accordo minore.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.