Le fonti di energia rinnovabili
Tecnologia · terza media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeLe fonti di energia rinnovabili sono risorse che la natura rimette a disposizione in tempi brevi, oppure che non si esauriscono con l'uso. Il Sole, il vento, l'acqua che scorre e il calore interno della Terra sono esempi di queste fonti. Si chiamano rinnovabili perché, a differenza del petrolio o del carbone, non rischiano di finire se vengono utilizzate ogni giorno. Per questo sono considerate fondamentali per costruire un futuro in cui si possa produrre energia senza consumare le risorse del pianeta.
L'energia solare sfrutta la luce e il calore del Sole. I pannelli fotovoltaici contengono celle di materiale semiconduttore, di solito il silicio, che trasformano direttamente la luce in energia elettrica. I pannelli solari termici, invece, scaldano un liquido che a sua volta riscalda l'acqua per le case. Si possono installare sui tetti di abitazioni, scuole e fabbriche. Il limite principale è che la produzione dipende dal meteo e dall'alternarsi del giorno e della notte: quando c'è poca luce, l'energia prodotta diminuisce.
L'energia eolica utilizza la forza del vento. Le pale di una turbina, o aerogeneratore, ruotano spinte dall'aria e fanno girare un generatore che produce elettricità. Le turbine vengono collocate in zone molto ventose, come colline, pianure aperte o tratti di mare. Questa fonte non produce gas inquinanti durante il funzionamento, ma funziona solo quando il vento soffia con la giusta intensità. Inoltre le grandi turbine modificano il paesaggio e possono fare rumore.
L'energia idroelettrica sfrutta la caduta dell'acqua. In una centrale idroelettrica l'acqua di un fiume o di un lago artificiale, trattenuta da una diga, viene fatta scendere dentro condotte e mette in rotazione una turbina collegata a un generatore. È una fonte molto utilizzata e permette di accumulare acqua per usarla quando serve. Tuttavia costruire dighe e bacini può alterare l'ambiente, modificare il corso dei fiumi e danneggiare gli animali e le piante che vivono nella zona.
L'energia geotermica deriva dal calore che si trova all'interno della Terra. Nelle regioni dove il sottosuolo è molto caldo, per esempio nelle zone vulcaniche, l'acqua presente nel sottosuolo si scalda e produce vapore. Il vapore viene portato in superficie e fa girare le turbine di una centrale elettrica. Il calore della Terra può anche servire a riscaldare edifici e serre. Questa fonte è disponibile di continuo, giorno e notte, ma si può sfruttare solo in alcuni luoghi adatti e talvolta insieme al vapore escono gas sgradevoli.
La differenza più importante rispetto ai combustibili fossili, cioè petrolio, carbone e gas naturale, riguarda la formazione e l'impatto ambientale. I combustibili fossili si sono formati in milioni di anni dai resti di organismi viventi e, una volta consumati, non si ricreano in tempi umani. Bruciandoli si libera anidride carbonica, un gas che contribuisce all'effetto serra e al riscaldamento globale. Le fonti rinnovabili inquinano molto meno, ma richiedono impianti costosi e sistemi per conservare l'energia. Per questo oggi si cerca di usare insieme fonti diverse, riducendo gradualmente i combustibili fossili.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.