Comprensione del testo: il porto all'alba
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Leggi la descrizione lentamente, come se dovessi disegnare il porto. Sottolinea con colori diversi le informazioni che arrivano dalla vista, dall'udito, dall'olfatto, dal tatto e dal gusto. Poi rispondi alle domande.
Il porto all'alba
Ogni estate, quando vado dai nonni in un piccolo paese di pescatori sulla costa adriatica, c'è un momento della giornata che non cambierei con nessun altro: le sei del mattino al porto. Nonno Tonino, che per quarant'anni ha fatto il pescatore, mi sveglia con una carezza sui capelli, e dopo dieci minuti camminiamo già verso il mare, con il paese che dorme alle nostre spalle.
Il porto compare all'improvviso in fondo a via del Mare, come quando a teatro si apre il sipario. Davanti a me c'è un grande specchio d'acqua a forma di ferro di cavallo, chiuso da due lunghi moli di pietra che si allungano nel mare come due braccia. Laggiù, dove le braccia quasi si toccano, c'è l'imboccatura: è da lì che le barche escono verso il mare aperto.
Lungo la banchina di sinistra sono ormeggiate le barche da pesca, tutte di legno e dipinte di azzurro, di rosso e di giallo, con il nome scritto a mano sulla prua: Maria Assunta, Due Fratelli, Stella del Mattino. Dondolano piano, legate alle bitte con funi grosse come il mio polso, e ogni tanto il legno scricchiola come una vecchia porta. Sulle reti ammucchiate a poppa, verdi e arancioni, si posano i gabbiani, che litigano a voce altissima per un pezzetto di pesce.
Sulla destra, invece, c'è il mercato del pesce, un capannone basso con il tetto di lamiera. Le barche più piccole sono rientrate da poco, e sui banconi brillano già le cassette piene di ghiaccio, con il pesce appena pescato: sgombri a strisce scure, triglie rosate, calamari quasi trasparenti. L'aria sa di sale, di alghe e di gasolio, un odore forte che i primi anni mi faceva arricciare il naso e che adesso, per me, è il profumo delle vacanze.
A quest'ora il porto non è mai silenzioso. Si sentono il borbottio dei motori, i colpi secchi delle cassette appoggiate a terra, le voci dei pescatori che si chiamano da una barca all'altra con soprannomi che conoscono solo loro. Il più rumoroso è Gino, un omone con le braccia cotte dal sole e una voce che rimbomba come un tuono; il più silenzioso è il nonno, che saluta tutti con un cenno della testa e si ferma a guardare le reti come si guarda un vecchio amico.
Il nostro giro finisce sempre allo stesso modo: camminiamo fino alla punta del molo, dove c'è un piccolo faro rosso, scrostato dal vento e dalla salsedine. Lì mi siedo sui massi, ancora freschi e umidi della notte, e se mi passo la lingua sulle labbra sento il sapore del sale. Davanti a noi il mare è liscio come un lenzuolo appena steso, e il sole, basso sull'orizzonte, lo colora di rosa e d'oro.
Restiamo lì in silenzio, mentre dietro di noi il paese si sveglia e il faro, stanco di aver vegliato tutta la notte, chiude il suo occhio. Poi il nonno si alza, si stira la schiena e dice sempre la stessa frase: «Andiamo, che il mare ha già fatto colazione.» Non ho mai capito bene che cosa voglia dire, ma ogni volta sorrido: è il suo modo di dirmi che la giornata è cominciata.
- Che forma ha lo specchio d'acqua del porto?
- A. Rotonda come un piatto
- B. Lunga e stretta come un fiume
- C. A ferro di cavallo
- D. Quadrata come una piscina
- Nel testo, che cos'è l'«imboccatura» del porto?
- A. Il negozio dove si comprano le reti
- B. Il passaggio da cui le barche escono in mare
- C. La parte del molo dove si pesca con la canna
- D. Il bar sul molo dove i pescatori fanno colazione
- Che cosa vede il narratore sulla destra?
- A. Il mercato del pesce
- B. Le barche da pesca ormeggiate
- C. Il piccolo faro rosso
- D. La casa dei nonni
- Il nonno guarda le reti «come si guarda un vecchio amico». Che cosa ci fa capire questo paragone?
- A. Che vuole comprare reti nuove al mercato
- B. Che non ci vede bene e deve avvicinarsi
- C. Che è arrabbiato con i pescatori del porto
- D. Che è molto affezionato alle sue reti
- In quale ordine il narratore descrive il porto?
- A. Dall'alto verso il basso, come se volasse sopra il porto
- B. Dal mare aperto verso il paese, come chi arriva in barca
- C. Seguendo il suo percorso: dall'arrivo in fondo a via del Mare fino alla punta del molo
- D. Dal giorno alla notte, come in un diario
- Che tipo di descrizione è questa?
- A. Oggettiva: elenca soltanto dati precisi e misurabili, come una scheda tecnica
- B. Soggettiva: mostra il porto con i ricordi e le emozioni di chi scrive
- C. Informativa: spiega a che cosa serve un porto e come funziona
- vista
- udito
- olfatto
- tatto
- gusto
- A. i gabbiani che litigano a voce altissima
- B. le barche dipinte di azzurro, di rosso e di giallo
- C. il sapore del sale sulle labbra
- D. i massi freschi e umidi su cui il narratore si siede
- E. l'aria che sa di sale, di alghe e di gasolio
| 1. Nonno Tonino ha fatto il pescatore per quarant'anni. | V F |
| 2. I gabbiani si posano sulle reti ammucchiate a poppa. | V F |
| 3. Le barche da pesca sono di metallo. | V F |
| 4. Sui banconi del mercato il pesce è in cassette piene di ghiaccio. | V F |
| 5. Il mercato del pesce ha il tetto di tegole. | V F |
| 6. Il nonno saluta tutti a voce alta. | V F |
- I due moli si allungano nel mare come due .
- Ogni tanto le barche scricchiolano come una vecchia .
- La voce di Gino rimbomba come un .
- Il mare è liscio come un appena steso.
- Le funi sono grosse come il del narratore.
- Il faro, «stanco di aver vegliato tutta la notte, chiude il suo occhio». Che cosa succede davvero al faro? Come si chiama la figura retorica che dà al faro i comportamenti di una persona?
- Perché, secondo te, l'odore del porto che i primi anni «faceva arricciare il naso» al narratore adesso per lui è «il profumo delle vacanze»?
- Pensa a un luogo che senti speciale. Descrivilo in poche righe, con almeno due sensi, e spiega perché è importante per te.
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