Giotto e la pittura del Trecento
Arte e immagine · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeGiotto di Bondone è il pittore che segna il passaggio dall'arte medievale a un modo nuovo di rappresentare il mondo. Visse tra la seconda metà del Duecento e la prima metà del Trecento ed è considerato uno dei maestri più importanti della storia dell'arte italiana. Prima di lui, in Italia, dominava la pittura bizantina, cioè lo stile nato nell'impero d'Oriente, che usava figure rigide e solenni, ripetute secondo schemi antichi.
La pittura bizantina aveva alcune caratteristiche ben riconoscibili. I personaggi erano allungati, frontali e poco mossi, i volti erano simili tra loro e lo sfondo era spesso dorato, per far apparire la scena lontana dalla vita di tutti i giorni. Le figure sembravano quasi appiattite, come ritagliate, e servivano soprattutto a comunicare un messaggio religioso. Giotto non abbandonò i temi sacri, ma li raccontò in modo più vicino alla realtà, guardando agli uomini e alla natura.
La prima grande novità di Giotto è il volume. Le sue figure hanno corpi solidi e pesanti, coperti da vesti che cadono in pieghe morbide, e sembrano avere davvero una massa. Per ottenere questo effetto usò il chiaroscuro, cioè il passaggio graduale dalle zone chiare a quelle scure, che fa sembrare i corpi rotondi e tridimensionali. Anche lo spazio cambia: al posto del fondo dorato compaiono paesaggi, rocce, alberi ed edifici, che creano un ambiente credibile in cui i personaggi si muovono. Giotto non conosceva ancora le regole precise della prospettiva, che saranno studiate più tardi nel Quattrocento, ma riuscì comunque a dare un'idea di profondità.
Le opere più famose di Giotto sono i cicli di affreschi, cioè lunghe serie di scene dipinte sulle pareti mentre l'intonaco è ancora fresco. Ad Assisi, nella basilica superiore di San Francesco, dipinse le storie della vita del santo, come il celebre episodio in cui Francesco dona il suo mantello a un povero. A Padova decorò la Cappella degli Scrovegni con le storie di Gioacchino e Anna, i genitori di Maria, e poi le storie di Maria e di Gesù, sotto un cielo azzurro punteggiato di stelle. Le scene si susseguono come le vignette di un racconto illustrato, così che anche chi non sapeva leggere poteva seguire la storia.
Un'altra grande novità riguarda l'espressione dei sentimenti. Nei volti e nei gesti dei personaggi di Giotto si leggono dolore, tenerezza, stupore e sdegno. Nella Cappella degli Scrovegni, per esempio, nella scena del compianto su Cristo morto gli angeli volano disperati e i presenti si chinano, pieni di tristezza. Gli sguardi si incrociano e collegano le figure tra loro, rendendo la scena viva e drammatica.
Per tutte queste ragioni Giotto è considerato un grande innovatore. Il suo modo di dipingere fu ammirato e imitato dai pittori del Trecento e preparò la strada agli artisti del Rinascimento, che continuarono a studiare il volume, lo spazio e la natura.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.