L'arte egizia

Arte e immagine · prima media · 3 minuti di lettura

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L'arte egizia nacque lungo le rive del Nilo, il grande fiume che con le sue piene rendeva fertile la terra e permetteva agli Egizi di vivere e coltivare. Questa arte fu molto legata alla religione e al potere del faraone, il sovrano, che era considerato una figura divina, vicina agli dèi. Per questo motivo le opere egizie non servivano soltanto a decorare, ma avevano uno scopo preciso: onorare gli dèi, glorificare il re e aiutare i defunti nella vita dopo la morte.

Gli Egizi credevano infatti che la vita continuasse dopo la morte, a patto che il corpo fosse conservato. Per questo i defunti venivano trasformati in mummie, attraverso un trattamento speciale che impediva al corpo di rovinarsi. La mummia veniva poi posta in una tomba insieme a oggetti, cibo e immagini che dovevano servire al defunto nell'aldilà. Anche le pitture e le statue nelle tombe avevano questa funzione: se il corpo fosse andato distrutto, la statua poteva ospitare lo spirito del morto.

Le piramidi sono il simbolo più famoso dell'architettura egizia. Erano grandi tombe costruite per i faraoni, con una base quadrata e quattro lati a forma di triangolo che si incontrano in un punto in alto. Furono realizzate con enormi blocchi di pietra, spostati e sistemati grazie al lavoro organizzato di moltissime persone. All'interno si trovavano corridoi stretti e camere, tra cui quella che custodiva il sarcofago del sovrano. Le piramidi di Giza, vicino al Cairo, sono tra le più conosciute.

Accanto alle tombe, gli Egizi costruirono grandi templi dedicati agli dèi e ai faraoni. Il tempio era considerato la casa della divinità e nelle sue parti interne entravano solo i sacerdoti e il faraone. Aveva muri molto spessi, un ingresso monumentale con due torri e grandi sale sostenute da file di colonne. Queste colonne spesso ricordavano piante del Nilo, come il papiro e il loto, ed erano coperte di rilievi e di scritte geroglifiche, cioè la scrittura egizia fatta di piccoli disegni.

Nella rappresentazione della figura umana gli artisti egizi seguivano regole molto precise, che rimasero simili per moltissimo tempo. Nelle pitture e nei rilievi il volto era disegnato di profilo, mentre l'occhio era mostrato di fronte. Le spalle e il torace erano rappresentati frontalmente, mentre braccia, gambe e piedi erano visti di lato. In questo modo ogni parte del corpo risultava ben riconoscibile. Le dimensioni delle figure indicavano l'importanza: il faraone era più grande dei servitori e delle persone comuni.

Le statue seguivano la cosiddetta legge della frontalità. La figura era rigida, rivolta in avanti, con il corpo diritto e simmetrico, senza inclinarsi né girarsi da una parte. Spesso una gamba era leggermente avanzata, ma il corpo restava fermo e solenne. Questo aspetto trasmetteva un senso di ordine, stabilità ed eternità, in armonia con il significato religioso e funerario dell'arte egizia.

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  1. Perché le opere d'arte egizie non servivano soltanto a decorare?

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    • onorare gli dèi
    • glorificare il re
    • aiutare i defunti nella vita dopo la morte
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    • la statua
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    Che cosa deve dire una buona risposta
    • ordine
    • stabilità
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