L'arte preistorica
Arte e immagine · prima media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeL'arte preistorica nasce molto prima della scrittura, quando gli esseri umani vivevano di caccia, pesca e raccolta di frutti. Non si tratta di un'arte fatta per decorare, come siamo abituati a pensare oggi, ma di un modo di esprimere paure, speranze e credenze. Le opere giunte fino a noi sono quelle realizzate con materiali resistenti, come la pietra, l'osso e i pigmenti minerali, e ci permettono di conoscere il modo di pensare dei nostri lontani antenati.
Le pitture rupestri sono immagini dipinte sulle pareti e sulle volte delle grotte; accanto a esse si trovano spesso figure incise nella roccia, chiamate incisioni rupestri. Gli uomini preistorici usavano colori ricavati dalla natura: l'ocra per il rosso e il giallo, il carbone o l'ossido di manganese per il nero. Mescolavano queste polveri con grasso animale o acqua e le stendevano con le dita, con pennelli primitivi fatti di peli o con cannucce attraverso cui soffiavano il colore. Le grotte di Lascaux, in Francia, e di Altamira, in Spagna, sono tra gli esempi più famosi. I soggetti più frequenti sono animali come bisonti, cavalli, cervi e buoi selvatici, raffigurati con grande abilità e sfruttando a volte le curve della roccia per dare volume alle figure.
Gli animali venivano dipinti spesso in zone buie e difficili da raggiungere. Gli studiosi ritengono che le immagini avessero un significato magico e rituale. Secondo questa ipotesi, raffigurare l'animale che si voleva cacciare serviva a propiziare la buona riuscita della caccia, quasi a ottenere un potere su di esso. Le grotte potevano essere luoghi sacri, dove si svolgevano cerimonie condotte da una persona con un ruolo speciale nella comunità. Accanto agli animali compaiono anche impronte di mani, ottenute appoggiando la mano sulla parete e soffiando il colore intorno, e figure umane molto semplificate.
Oltre alle pitture sulle pareti, i popoli preistorici crearono l'arte mobile, cioè oggetti piccoli e trasportabili, che si potevano portare con sé negli spostamenti. Si tratta di statuette e ornamenti scolpiti nella pietra, nell'osso, nell'avorio o nel corno. Tra gli esempi più noti ci sono le cosiddette veneri preistoriche, piccole figure femminili dalle forme accentuate, probabilmente legate all'idea di fertilità e di vita. Esistono anche animali scolpiti, collane di conchiglie e strumenti decorati con incisioni.
Con il passare del tempo, quando gli esseri umani impararono a coltivare la terra e a vivere in villaggi stabili, comparvero i megaliti, parola che significa «grandi pietre». Sono costruzioni realizzate con enormi blocchi di pietra, spostati e sollevati con grande fatica e lavoro collettivo. Il menhir è una grande pietra infissa verticalmente nel terreno. Il dolmen è formato da due o più pietre verticali che sostengono una grande lastra orizzontale, e in molti casi aveva la funzione di tomba. Il complesso più celebre è Stonehenge, in Inghilterra, un grande cerchio di pietre che veniva probabilmente usato per cerimonie religiose e forse per osservare il movimento del Sole nel corso dell'anno.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.