L'Espressionismo

Arte e immagine · terza media · 3 minuti di lettura

Vai alle 4 domande

L'Espressionismo è un movimento artistico nato in Europa all'inizio del Novecento. Gli artisti che ne fecero parte non volevano rappresentare il mondo esattamente come appare agli occhi, come avevano fatto per secoli i pittori del passato. Il loro scopo era invece mostrare ciò che si prova dentro: paura, angoscia, gioia, rabbia, solitudine. Per questo si dice che l'Espressionismo mette al centro l'interiorità dell'artista, cioè il suo mondo di sentimenti e di sensazioni.

Per raggiungere questo obiettivo gli espressionisti ricorrono alla deformazione della realtà. Le figure possono apparire allungate, contorte o semplificate, i volti diventano maschere e gli spazi si piegano in modo innaturale. Queste alterazioni non sono errori di disegno, ma scelte volute. Se una persona viene rappresentata con il corpo storto e gli occhi spalancati, chi osserva percepisce subito il suo stato d'animo, molto più che con una copia fedele del modello.

Un altro elemento fondamentale è il colore. Gli espressionisti usano tinte molto intense, accese e spesso antinaturalistiche, cioè diverse da quelle che si vedono in natura. Un cielo può essere rosso, un volto può diventare verde o giallo, un prato può assumere tonalità blu. Il colore non serve più a descrivere gli oggetti, ma a comunicare emozioni: il rosso può suggerire tensione o violenza, il giallo inquietudine, i toni scuri tristezza. Anche la pennellata è spesso energica, marcata e visibile.

Il precursore più noto è il norvegese Edvard Munch, che già alla fine dell'Ottocento dipinse il celebre quadro «L'urlo». Vi si vede una figura quasi senza lineamenti, con le mani sulle guance e la bocca aperta, che si trova su un ponte mentre il cielo ondeggia con striature rosse e arancioni. Le linee curve del paesaggio sembrano vibrare insieme al grido del personaggio. L'opera è diventata un simbolo dell'angoscia dell'uomo moderno e mostra bene come un paesaggio possa riflettere uno stato d'animo.

Un gruppo importante è quello dei Fauves, parola francese che significa «belve». Il nome nacque perché i loro quadri, con colori puri, brillanti e stesi in modo audace, colpirono il pubblico come qualcosa di selvaggio. Il pittore più rappresentativo è Henri Matisse. I Fauves usavano superfici di colore piatte e forme semplificate, con un'atmosfera più luminosa e vitale rispetto all'angoscia di Munch, ma con la stessa libertà nei confronti della realtà.

Nel 1905 a Dresda, in Germania, nacque il gruppo Die Brücke, cioè «Il ponte», fondato da giovani artisti fra cui Ernst Ludwig Kirchner. Nei loro quadri le figure hanno contorni spigolosi e colori violenti, e spesso raccontano il disagio della vita nelle grandi città.

Studiare l'Espressionismo aiuta a capire che l'arte non deve per forza somigliare al vero. Un'opera può diventare un linguaggio per comunicare ciò che le parole a volte non riescono a dire. In un quadro espressionista i colori, le linee e le deformazioni sono proprio gli elementi che trasmettono il messaggio emotivo dell'artista.

Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.

Mettiti alla prova

4 domande sul testo che hai appena letto. Prova a rispondere senza guardare.

Rispondi e fatti correggere

Scrivi le risposte con parole tue: la correzione ti dice che cosa hai detto bene, che cosa manca e che cosa ripassare. Gratis, senza registrazione.

  1. Secondo il testo, qual è lo scopo degli espressionisti quando dipingono?

    facile
    Che cosa deve dire una buona risposta
    • mostrare ciò che si prova dentro
    • emozioni e sentimenti dell'artista
    • interiorità dell'artista
    • non rappresentare il mondo come appare agli occhi
  2. Qual è la funzione del colore nella pittura espressionista, secondo il testo?

    medio

    Un aiuto: Cerca nel terzo paragrafo, nella parte che parla di tinte accese e di come si usano i colori.

    Che cosa deve dire una buona risposta
    • comunicare emozioni
    • non descrivere gli oggetti
  3. In che modo Munch, nel quadro «L'urlo», riesce a mostrare l'angoscia e a far sentire che il paesaggio partecipa al grido?

    difficile
    Che cosa deve dire una buona risposta
    • figura quasi senza lineamenti
    • cielo che ondeggia con striature rosse e arancioni
    • linee curve del paesaggio che vibrano
    • paesaggio che riflette uno stato d'animo
  4. In che cosa i Fauves si differenziano da Munch e in che cosa gli somigliano?

    difficile
    Che cosa deve dire una buona risposta
    • atmosfera più luminosa e vitale rispetto all'angoscia di Munch
    • superfici di colore piatte e forme semplificate
    • stessa libertà nei confronti della realtà

Altri ripassi di Arte e immagine per la terza media

Arte e immagine nelle altre classi

Continua a esercitarti