Il sottosviluppo e gli indicatori
Geografia · terza media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeQuando si osserva la Terra dal punto di vista economico e sociale, si nota che non tutti i paesi vivono nelle stesse condizioni. Per descrivere questa differenza i geografi parlano di Nord e Sud del mondo. Il Nord comprende i paesi più ricchi e industrializzati, come quelli dell'Europa, dell'America settentrionale e il Giappone. Il Sud comprende i paesi meno sviluppati o in via di sviluppo, situati in gran parte in Africa, in Asia e in America latina. Si tratta di una divisione simbolica e non esattamente geografica: l'Australia, per esempio, si trova nell'emisfero australe ma fa parte dei paesi ricchi.
Per misurare il livello di sviluppo di uno Stato si usano gli indicatori, cioè dati che permettono di confrontare paesi diversi. Il più conosciuto è il PIL, il prodotto interno lordo, che indica il valore di tutti i beni e servizi prodotti in un paese in un anno. Dividendolo per il numero degli abitanti si ottiene il PIL pro capite, che mostra quanta ricchezza viene prodotta in media per ogni persona. Questo indicatore, però, ha dei limiti: non dice come la ricchezza sia distribuita tra la popolazione né se i cittadini abbiano accesso a scuole e cure mediche.
Per questo motivo è stato creato l'ISU, l'indice di sviluppo umano, che considera più aspetti della vita delle persone. Esso tiene conto del reddito, della salute e dell'istruzione. Grazie a questo indice si può capire che un paese con un buon PIL non è necessariamente un paese in cui si vive bene, e che anche paesi con meno risorse possono ottenere buoni risultati se investono nei servizi per i cittadini.
Due indicatori molto importanti sono la speranza di vita e il livello di istruzione. La speranza di vita è il numero medio di anni che una persona può aspettarsi di vivere. Nei paesi ricchi è più alta, perché ci sono ospedali, medicine, acqua potabile e alimentazione sufficiente. Nei paesi poveri è più bassa, a causa di malattie, malnutrizione e mancanza di assistenza sanitaria. L'istruzione si misura con il tasso di alfabetizzazione, cioè la percentuale di persone che sanno leggere e scrivere, e con gli anni di scuola frequentati. Dove molti bambini non possono studiare, il paese fatica a migliorare la propria situazione.
Le cause del divario sono diverse e spesso si intrecciano. Una parte della storia è legata al colonialismo: per lungo tempo molti territori furono sfruttati dalle potenze europee, che ne ricavavano materie prime senza favorire lo sviluppo locale. Pesano poi le guerre, l'instabilità politica, la corruzione, la scarsità di infrastrutture e l'aumento rapido della popolazione. Anche il clima difficile, la siccità e i disastri naturali possono ostacolare l'agricoltura e l'economia. A tutto ciò si aggiunge il debito verso gli altri paesi, che toglie risorse agli investimenti interni.
Ridurre queste differenze è una sfida importante. Aiuti internazionali, cooperazione, commercio equo e sostenibile e, soprattutto, investimenti in scuola e sanità possono migliorare le condizioni di vita e dare ai paesi più poveri la possibilità di crescere.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.