I climi e le fasce climatiche
Geografia · prima media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeQuando parliamo di tempo atmosferico indichiamo la situazione dell'atmosfera in un luogo e in un momento preciso: se oggi piove, c'è vento o splende il sole, stiamo descrivendo il tempo. Il tempo può cambiare in poche ore, per esempio con un temporale improvviso dopo una mattina serena. Il clima, invece, è l'insieme delle condizioni atmosferiche che si ripetono in una zona per un periodo molto lungo, di solito almeno trent'anni. Per conoscerlo, gli studiosi osservano per anni la temperatura, le precipitazioni e i venti. Per questo si dice che il tempo cambia continuamente, mentre il clima è più stabile.
Il clima di un luogo dipende da diversi fattori. Il più importante è la latitudine: vicino all'equatore i raggi del Sole arrivano quasi perpendicolari e scaldano molto, mentre verso i poli arrivano inclinati e il caldo è minore. Conta poi l'altitudine: salendo in montagna la temperatura diminuisce, perciò le cime possono essere coperte di neve anche in estate. Anche la vicinanza al mare è importante, perché l'acqua si scalda e si raffredda lentamente e rende gli inverni più miti e le estati meno torride. Infine influiscono i venti, le correnti marine e la presenza di montagne che fermano le nuvole.
Combinando questi fattori, la Terra si può dividere in grandi fasce climatiche. Nella fascia calda, attorno all'equatore, le temperature sono alte per tutto l'anno. Qui si trovano le foreste pluviali, dove piove molto, ma anche i deserti, dove la pioggia è rarissima, come il Sahara, che si trova nella parte della fascia più lontana dall'equatore. Nelle due fasce temperate, a media latitudine, le stagioni sono ben distinte, con inverni freschi ed estati calde. L'Italia si trova nella fascia temperata dell'emisfero nord. Vicino ai poli si estendono le due fasce fredde, dove le temperature restano basse quasi sempre, il suolo è spesso ghiacciato e la vita è difficile per piante e animali.
All'interno della fascia temperata esistono differenze importanti. Il clima mediterraneo, tipico delle coste italiane, ha estati calde e asciutte e inverni miti con piogge. Nell'interno della Pianura Padana il clima è più continentale, con inverni freddi, estati afose e nebbie frequenti. Sulle Alpi, invece, prevale il clima di montagna, con temperature più basse e molta neve. Questo mostra che anche in un territorio piccolo il clima può cambiare da una zona all'altra.
Per rappresentare il clima di un luogo si usa il climogramma, un grafico che riassume i dati di un anno intero. Sull'asse orizzontale sono indicati i mesi, da gennaio a dicembre. La temperatura è disegnata con una linea, mentre le precipitazioni sono rappresentate da barre, cioè colonnine di altezza diversa. Osservando la linea si capisce quali sono i mesi più caldi e quali i più freddi; guardando le barre si vede in quali mesi piove di più. Se la linea sale in estate e le barre sono molto basse, il clima ha estati calde e asciutte, come quello mediterraneo. Leggere un climogramma permette quindi di riconoscere il clima di una località senza averla visitata.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.