Il metodo scientifico
Scienze · quarta primaria · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeGli scienziati studiano la natura con un modo di lavorare preciso, che si chiama metodo scientifico. È una strada fatta di tappe, che permette di capire come funzionano le cose senza fidarsi soltanto di quello che si pensa o si immagina. Grazie a questo metodo, le scoperte possono essere controllate e ripetute da altre persone, e così diventano affidabili.
La prima tappa è l'osservazione. Osservare significa guardare con grande attenzione un fatto, un oggetto o un essere vivente, usando i sensi: la vista, l'udito, il tatto, l'olfatto e, quando è sicuro, anche il gusto. Per esempio, un bambino nota che una pianta tenuta vicino alla finestra cresce più sana e con foglie più verdi di una pianta tenuta in un angolo buio. Da questa osservazione nasce la curiosità di capire perché succede.
La seconda tappa è l'ipotesi. L'ipotesi è una possibile spiegazione di ciò che si è osservato, ma non è ancora una certezza e deve essere messa alla prova. Nel caso della pianta, si può supporre che la luce aiuti le piante a crescere meglio. Un'ipotesi utile si può controllare con un esperimento, perciò deve essere formulata in modo chiaro.
La terza tappa è l'esperimento, cioè una prova organizzata per verificare l'ipotesi. Durante l'esperimento si cambia una sola condizione alla volta e si tengono uguali tutte le altre. Si potrebbero usare due piantine uguali, con la stessa terra e la stessa quantità di acqua, mettendone una alla luce e l'altra al buio. Così, se ci sono differenze, si capisce che dipendono dalla luce. Per fare l'esperimento servono spesso gli strumenti di misura: il righello o il metro per le lunghezze, la bilancia per la massa (quella che di solito chiamiamo peso), il termometro per la temperatura, il cilindro graduato per la quantità di liquido e il cronometro per il tempo.
Durante la prova si raccolgono i dati, cioè le informazioni ottenute con le misure e con le osservazioni. È importante scrivere tutto con ordine, per esempio in una tabella, annotando i giorni e le altezze delle piantine. Si possono anche disegnare grafici o fare fotografie. Alla fine si arriva alla conclusione: si guardano i dati e si decide se l'ipotesi è confermata oppure no. Se non lo è, non si tratta di un fallimento, perché si può cercare una nuova ipotesi e provare ancora.
Osservazione ed esperimento non sono la stessa cosa. Nell'osservazione si guarda un fenomeno così come accade in natura, senza modificarlo, come quando si seguono le fasi della Luna o il cammino di una formica. Nell'esperimento, invece, è chi studia a creare e a controllare la situazione, cambiando una condizione per vedere che cosa succede. Le due attività si aiutano a vicenda: l'osservazione fa nascere le domande e l'esperimento aiuta a trovare le risposte.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.