L'evoluzione e la selezione naturale
Scienze · terza media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeCharles Darwin è lo scienziato inglese che nell'Ottocento propose una spiegazione scientifica del cambiamento dei viventi nel tempo. Durante un lungo viaggio di esplorazione a bordo di una nave osservò con attenzione piante e animali di luoghi molto diversi, tra cui le isole Galápagos. Notò che specie simili tra loro presentavano differenze legate all'ambiente in cui vivevano. Da queste osservazioni nacque l'idea che le specie non siano immutabili, ma si trasformino lentamente nel corso di moltissime generazioni. Questo processo si chiama evoluzione.
Alla base dell'evoluzione c'è la variabilità. Gli individui di una stessa specie non sono mai identici: alcuni sono un po' più grandi, altri più veloci, altri ancora hanno un colore del mantello diverso. Molte di queste differenze si trasmettono dai genitori ai figli attraverso i geni. Le variazioni nuove compaiono per caso, per esempio a causa di mutazioni, cioè cambiamenti nel materiale genetico. Una caratteristica si dice adattamento quando aiuta un organismo a sopravvivere e a riprodursi in un certo ambiente, come il pelo folto dell'orso polare o il becco lungo di un uccello che si nutre del nettare dei fiori.
Il meccanismo che guida il cambiamento è la selezione naturale. In ogni ambiente le risorse, come cibo e spazio, sono limitate, e nascono più individui di quanti ne possano sopravvivere. Gli individui che possiedono caratteristiche più adatte all'ambiente hanno maggiori probabilità di sopravvivere, di riprodursi e di lasciare molti discendenti. Le loro caratteristiche diventano quindi sempre più comuni nella popolazione, mentre quelle meno vantaggiose tendono a diminuire. Non è un singolo individuo a cambiare durante la vita: cambia la composizione della popolazione di generazione in generazione.
Un esempio famoso è quello delle falene delle betulle, in Inghilterra. Quando i tronchi erano chiari, le falene chiare si mimetizzavano bene e venivano mangiate meno dagli uccelli. Quando l'inquinamento annerì i tronchi, furono favorite le falene scure, che divennero più numerose. Un altro esempio è la resistenza dei batteri agli antibiotici: i batteri con una variazione che li protegge dal farmaco sopravvivono e si moltiplicano, e così la resistenza si diffonde.
Le prove dell'evoluzione sono molte e provengono da campi diversi. I fossili, resti di organismi vissuti in passato, mostrano che in epoche lontane esistevano esseri viventi diversi da quelli attuali e permettono di ricostruire i cambiamenti avvenuti. L'anatomia comparata dimostra che animali con abitudini differenti, come un uomo, una balena e un pipistrello, hanno arti con uno scheletro costruito secondo lo stesso schema, segno di un antenato comune. Anche lo studio degli embrioni e del DNA conferma le parentele: più due specie sono vicine, più il loro materiale genetico si assomiglia. Tutte queste prove insieme sostengono la teoria dell'evoluzione.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.