Il complemento oggetto
Italiano · quarta primaria · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeOgni frase ha un nucleo formato dal verbo e dal soggetto. Il soggetto è la persona, l'animale o la cosa che compie l'azione, e si trova ponendo davanti al verbo la domanda «chi è che?» oppure «che cosa è che?». Nella frase «Marco mangia la mela», il soggetto è «Marco». Molte volte, però, il soggetto e il verbo non bastano a far capire tutto il significato. Se diciamo soltanto «Marco mangia», resta il dubbio su che cosa stia mangiando. Per completare il senso della frase si aggiungono altre parole, chiamate complementi.
Il complemento oggetto è una parte della frase che indica la persona, l'animale o la cosa su cui passa direttamente l'azione compiuta dal soggetto. Si chiama anche complemento diretto, perché si collega al verbo senza bisogno di piccole parole di collegamento come «a», «di», «con» o «in». Nella frase «La maestra spiega la lezione», l'azione di spiegare compiuta dalla maestra cade proprio sulla lezione. Per questo «la lezione» è il complemento oggetto.
Per riconoscerlo si pone dopo il verbo la domanda «chi?» oppure «che cosa?». Se la risposta è una parola o un gruppo di parole che completa il verbo, allora abbiamo trovato il complemento oggetto. Prendiamo la frase «Il cane rosicchia l'osso». Chiediamo: chi rosicchia? Il cane, quindi è il soggetto. Poi chiediamo: rosicchia che cosa? L'osso, e quindi è il complemento oggetto. Nella frase «Sara abbraccia la nonna» la domanda giusta è «abbraccia chi?», e la risposta è «la nonna».
È importante non confondere il soggetto con il complemento oggetto. Il soggetto compie l'azione, mentre il complemento oggetto la riceve. Anche se si cambia l'ordine delle parole, i loro ruoli restano gli stessi. Nella frase «La torta preparò la zia», il soggetto è «la zia», perché è lei che prepara, e l'oggetto è «la torta». Per non sbagliare conviene sempre cercare prima il verbo, poi il soggetto e infine il complemento oggetto.
I verbi che possono avere un complemento oggetto si chiamano verbi transitivi, perché l'azione «transita», cioè passa, dal soggetto a qualcosa o a qualcuno. Sono transitivi verbi come mangiare, leggere, costruire, disegnare, chiamare e prendere. I verbi che non possono avere un complemento oggetto si chiamano intransitivi, perché l'azione resta dentro il soggetto. Per esempio, nelle frasi «Luca dorme» e «Anna è arrivata» non c'è nessuna cosa su cui passi l'azione. Per verificare, si può porre la domanda «chi?» o «che cosa?» dopo il verbo: se non ha senso, il verbo è intransitivo.
Analizzare una frase significa riconoscere le sue parti una per una. Prendiamo «Il bambino colora il disegno con i pennarelli». Il verbo è «colora». Il soggetto è «il bambino». Il complemento oggetto è «il disegno». Le parole «con i pennarelli» sono un altro complemento, perché sono unite al verbo dalla parola «con». Esercitarsi su frasi semplici aiuta a riconoscere sempre meglio tutte queste parti.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.