Il complemento oggetto e i complementi indiretti
Italiano · quinta primaria · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeOgni frase ha un verbo e, intorno al verbo, si dispongono altre parti che ne completano il significato. Il soggetto è chi compie l'azione. Spesso, però, non basta dire chi fa qualcosa: bisogna anche spiegare che cosa si fa, dove, quando o con che cosa. Queste informazioni in più si chiamano complementi. Il complemento oggetto e i complementi indiretti sono tra i più importanti.
Il complemento oggetto è la parte della frase su cui cade direttamente l'azione del verbo. Si collega al verbo senza nessuna preposizione. Per riconoscerlo si pone, dopo il verbo, la domanda «chi?» oppure «che cosa?». Nella frase «Marco mangia una mela», la domanda «Marco mangia che cosa?» ha come risposta «una mela», che è dunque il complemento oggetto. Nella frase «La maestra saluta i bambini», la domanda «saluta chi?» porta alla risposta «i bambini». Il complemento oggetto si trova con i verbi che si chiamano transitivi, cioè quelli che permettono all'azione di passare su qualcuno o su qualcosa.
I complementi indiretti, invece, si uniscono al verbo o al resto della frase per mezzo di una preposizione. Per questo si dice che il legame è indiretto. Le domande per trovarli sono diverse da «chi?» e «che cosa?»: per esempio «dove?», «quando?», «con che cosa?», «di chi?», «a chi?». Nella frase «Luca scrive una lettera a Sara», «una lettera» è il complemento oggetto, mentre «a Sara» è un complemento indiretto, perché è introdotto dalla preposizione «a».
Le preposizioni semplici sono: di, a, da, in, con, su, per, tra, fra. Quando una preposizione semplice incontra l'articolo determinativo, i due si uniscono e formano una preposizione articolata. Così «di + il» diventa «del», «a + la» diventa «alla», «in + i» diventa «nei», «su + lo» diventa «sullo», «da + le» diventa «dalle». Le preposizioni «con», «per», «tra» e «fra» di solito restano separate dall'articolo. Saper riconoscere queste preposizioni aiuta a individuare i complementi indiretti.
Tra i complementi indiretti più frequenti c'è il complemento di luogo, che indica dove si trova qualcuno, da dove viene o verso dove va. Risponde alle domande «dove?», «da dove?», «verso dove?». Nella frase «I bambini giocano nel cortile», «nel cortile» è un complemento di luogo. Il complemento di tempo indica quando succede qualcosa o quanto dura e risponde alle domande «quando?» e «per quanto tempo?». In «Di sabato andiamo al mare», «di sabato» dice il momento dell’azione. Il complemento di mezzo indica lo strumento o il mezzo usato per compiere l’azione e risponde a «con che cosa?» o «per mezzo di che cosa?». Nella frase «Il nonno va in città con il treno», «con il treno» è un complemento di mezzo.
In una stessa frase possono esserci più complementi. Nella frase «Ieri Anna ha spedito un pacco a Roma con il corriere», «un pacco» è il complemento oggetto, «ieri» è di tempo, «a Roma» è di luogo e «con il corriere» è di mezzo. Distinguere con attenzione le domande e le preposizioni permette di analizzare bene ogni frase.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.