Il discorso diretto e indiretto

Italiano · terza media · 3 minuti di lettura

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Quando raccontiamo ciò che qualcuno ha detto, possiamo riportare le sue parole in due modi. Nel discorso diretto citiamo le parole esattamente come sono state pronunciate, senza cambiarle. Nel discorso indiretto, invece, riferiamo il contenuto del messaggio dentro una frase nostra, di solito introdotta da un verbo come dire, chiedere, rispondere o domandare, seguito dalla congiunzione «che», dalla preposizione «di» più infinito o da altre congiunzioni. Per esempio: Marco disse: «Domani vado al mare» è discorso diretto; Marco disse che il giorno dopo sarebbe andato al mare è discorso indiretto. Il primo rende il racconto più vivace e fedele, il secondo è più adatto a riassunti, relazioni e testi in cui conta soprattutto l'informazione.

Passando dal discorso diretto all'indiretto bisogna spesso modificare i tempi verbali, soprattutto quando il verbo che introduce è al passato. Il presente diventa imperfetto: «Ho fame» diventa Disse che aveva fame. Il passato prossimo o il passato remoto diventano trapassato prossimo: «Sono arrivato tardi» diventa Disse che era arrivato tardi. Il futuro semplice diventa condizionale composto: «Verrò alla festa» diventa Disse che sarebbe venuto alla festa. L'imperativo si trasforma in «di» più infinito: «Studia di più!» diventa Mi disse di studiare di più. Se invece il verbo introduttivo è al presente, i tempi di solito restano uguali: Marco dice che ha fame.

Cambiano anche i pronomi e gli aggettivi possessivi, perché la prospettiva di chi parla non è più la stessa. Se Giulia dice: «Io ho perso il mio quaderno», nel discorso indiretto si scriverà: Giulia disse che lei aveva perso il suo quaderno. Se qualcuno ti dice «Ti aiuterò», e tu lo riferisci a un amico, dirai: Mi ha detto che mi avrebbe aiutato. Bisogna quindi capire sempre chi parla, a chi si rivolge e chi riferisce le parole, per scegliere la persona giusta del verbo e del pronome.

Cambiano inoltre gli indicatori di tempo e di luogo, perché il racconto avviene in un momento e in un posto diversi da quelli originali. Oggi diventa quel giorno, ieri diventa il giorno prima, domani diventa il giorno dopo, adesso diventa allora, fra due giorni diventa due giorni dopo. Per il luogo, qui diventa lì e questo diventa quello. Così «Domani vi aspetto qui» diventa Disse che il giorno dopo ci avrebbe aspettati lì.

Infine la punteggiatura segna chiaramente la differenza tra le due forme. Il discorso diretto si introduce con i due punti e si scrive tra virgolette basse («...»), tra virgolette alte (“...”) o dopo un trattino lungo, mantenendo eventuali punti esclamativi e interrogativi: Anna chiese: «Che ore sono?». Nel discorso indiretto non servono né virgolette né due punti, e la frase diventa una subordinata: Anna chiese che ore fossero. Anche le domande perdono il punto interrogativo, perché diventano interrogative indirette, subordinate che riferiscono una domanda. Fare attenzione a questi segni aiuta a scrivere testi corretti e facili da leggere.

Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.

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  1. Quali sono le differenze principali tra discorso diretto e discorso indiretto, e quando è preferibile usare l'uno o l'altro?

    facile
    Che cosa deve dire una buona risposta
    • discorso diretto: parole citate esattamente come pronunciate
    • discorso indiretto: contenuto riferito dentro una frase nostra
    • discorso diretto più vivace e fedele, indiretto adatto a riassunti e relazioni
  2. Quali cambiamenti subiscono i tempi verbali quando si passa dal discorso diretto all'indiretto con un verbo introduttivo al passato?

    medio

    Un aiuto: Cerca la parte del materiale dedicata ai tempi verbali, che segue la spiegazione sul verbo introduttivo al passato.

    Che cosa deve dire una buona risposta
    • presente diventa imperfetto
    • passato prossimo o remoto diventano trapassato prossimo
    • futuro semplice diventa condizionale composto
  3. Perché cambiano gli indicatori di tempo e di luogo quando si riferisce un discorso altrui?

    medio

    Un aiuto: Rileggi la parte del materiale che parla di oggi, ieri e domani e di qui e lì.

    Che cosa deve dire una buona risposta
    • il racconto avviene in un momento diverso
    • il racconto avviene in un posto diverso
  4. Quali segni di punteggiatura distinguono il discorso diretto da quello indiretto, e come cambia una domanda passando all'indiretto?

    medio

    Un aiuto: Cerca l'ultima parte del materiale, quella che parla di punteggiatura e domande.

    Che cosa deve dire una buona risposta
    • discorso diretto introdotto da due punti e tra virgolette
    • discorso indiretto senza virgolette né due punti
    • la domanda perde il punto interrogativo e diventa interrogativa indiretta

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