Le proposizioni subordinate
Italiano · terza media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeQuando si scrive o si parla, spesso si uniscono più proposizioni per costruire un periodo. Il periodo è un insieme di proposizioni legate tra loro e ha tanti verbi quante sono le proposizioni. Le proposizioni possono collegarsi in due modi: per coordinazione o per subordinazione. Nella coordinazione le proposizioni sono sullo stesso piano e ciascuna avrebbe senso anche da sola, come in «Marco studia e Anna legge». Nella subordinazione, invece, una proposizione dipende da un'altra: la proposizione principale regge il senso del periodo, mentre la subordinata (detta anche dipendente) la completa e da sola non basterebbe. In «Marco resta a casa perché piove», la frase «perché piove» non può stare da sola.
Le subordinate si distinguono anche per la forma del verbo. Sono esplicite quando il verbo è di modo finito, cioè indicativo, congiuntivo o condizionale, e di solito sono introdotte da una congiunzione come «perché», «quando» o «sebbene». Sono implicite quando il verbo è di modo indefinito, cioè infinito, gerundio o participio, e di solito, quando hanno l'infinito, sono introdotte da una preposizione o da una locuzione (come «dopo», «per», «prima di») invece che da una congiunzione subordinante; con il gerundio e il participio spesso non c'è nessuna parola che le introduce. Si confrontino «Esco dopo che ho finito i compiti» (esplicita) e «Esco dopo aver finito i compiti» (implicita). Il significato è lo stesso, ma la forma implicita rende la frase più breve.
La subordinata causale indica il motivo per cui avviene ciò che dice la principale. Si introduce con «perché», «poiché», «siccome», «dato che». Un esempio è «Siccome faceva freddo, abbiamo acceso il camino». La subordinata finale, invece, indica lo scopo di un'azione e risponde alla domanda «a quale fine?». Si forma con «affinché» o «perché» seguiti dal congiuntivo, oppure con «per» più l'infinito: «Studio per superare l'esame».
La subordinata temporale precisa il momento in cui accade l'azione della principale e può indicare contemporaneità, anteriorità o posteriorità. Si usano congiunzioni come «quando», «mentre», «prima che», «dopo che». Per esempio: «Mentre camminavo, ho incontrato un amico». Anche il gerundio può svolgere questa funzione: «Camminando, ho incontrato un amico».
La subordinata consecutiva esprime la conseguenza di ciò che si dice nella principale. Spesso nella principale compaiono parole come «tanto», «così», «talmente», seguite da «che»: «Era così stanco che si addormentò subito». La subordinata concessiva, infine, indica un fatto che sarebbe un ostacolo, ma che non impedisce quanto afferma la principale. Si introduce con «sebbene», «benché», «anche se», «nonostante», e con «sebbene» e «benché» si usa sempre il congiuntivo: «Benché fosse stanco, continuò a camminare».
Saper riconoscere questi tipi di subordinate aiuta a capire meglio i testi e a scrivere periodi più chiari, ricchi e ben collegati.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.