Il predicato verbale e il predicato nominale
Italiano · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeIl predicato è la parte della frase che dice qualcosa del soggetto: indica che cosa fa, come è o che cosa gli accade. Senza il predicato la frase non è completa, perché è il predicato a dare senso compiuto alle parole che lo accompagnano. In italiano il predicato può essere di due tipi: verbale oppure nominale. Per distinguerli bisogna osservare con attenzione quale verbo viene usato e che cosa esprime.
Il predicato verbale è formato da un verbo (anche in forma composta) che da solo ha un significato completo. Verbi come correre, mangiare, scrivere, dormire, parlare o arrivare dicono un'azione o un fatto preciso. Nella frase «Marco legge un libro» il predicato è «legge», perché indica che cosa fa Marco. Anche in «Il gatto dorme sul divano» il predicato è «dorme». Il predicato verbale può trovarsi anche in una forma composta, come in «Abbiamo mangiato la pizza», dove «abbiamo mangiato» è un'unica forma verbale e costituisce un solo predicato.
Il predicato nominale è invece formato da due elementi: il verbo essere e una parte nominale. Il verbo essere, in questo caso, si chiama copula, parola che significa «legame», perché collega il soggetto a ciò che di lui si dice. Da sola la copula non basterebbe a completare il senso: se scrivo «Il cielo è» la frase resta incompleta. Serve quindi qualcos'altro che spieghi come è il soggetto o che cosa è.
La parte nominale del predicato può essere un nome o un aggettivo. Quando è un aggettivo, indica una qualità: in «Il cielo è sereno» la parte nominale è «sereno». Quando è un nome, dice che cosa è il soggetto: in «Roma è una città» la parte nominale è «una città». Il predicato nominale completo è dunque «è sereno» oppure «è una città». Quando è un aggettivo, la parte nominale si accorda con il soggetto in genere e numero: «Le strade sono bagnate», «La torta è deliziosa».
Attenzione però: il verbo essere non sempre è una copula. Quando significa «esistere», «trovarsi» o «stare in un luogo», ha un significato completo e forma da solo un predicato verbale. Nella frase «Luca è a scuola» il verbo indica dove si trova Luca, quindi il predicato è verbale. Lo stesso vale per «Dio è» nel senso di «esiste». Per capire il tipo di predicato si osserva se «essere» da solo basta a dare senso alla frase oppure se serve un nome o un aggettivo.
Per analizzare una frase semplice si cerca prima il verbo, poi si chiede chi compie l'azione o chi è descritto, e infine si decide il tipo di predicato. Prendiamo «La mia amica è gentile»: il soggetto è «la mia amica», il predicato nominale è «è gentile», con «è» come copula e «gentile» come parte nominale. Prendiamo ora «La mia amica canta ogni sera»: il soggetto è sempre «la mia amica», ma il predicato è verbale e coincide con «canta». Questo procedimento, applicato a molti esempi, permette di riconoscere subito la differenza.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.