Il testo narrativo: fabula e intreccio
Italiano · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeOgni racconto, romanzo o fiaba ci presenta una serie di fatti che accadono a dei personaggi. Per studiare un testo narrativo è utile distinguere due livelli: la fabula e l'intreccio. La fabula è la storia raccontata nell'ordine in cui gli eventi sono accaduti davvero, cioè in ordine cronologico, dall'inizio alla fine, secondo il rapporto di causa ed effetto. L'intreccio, invece, è il modo in cui l'autore sceglie di presentare quei fatti al lettore, e può cambiarne l'ordine per rendere il racconto più interessante.
Per capire la differenza, si può immaginare la storia di un ragazzo che perde il suo cane, lo cerca per giorni e infine lo ritrova. Nella fabula i fatti si susseguono così: il cane scompare, il ragazzo lo cerca, lo ritrova. Un autore potrebbe però cominciare dal momento in cui il ragazzo abbraccia il cane ritrovato e solo dopo spiegare come sia stato smarrito. I fatti sono gli stessi, ma l'intreccio è diverso e produce un effetto diverso, per esempio più curiosità.
Per analizzare un racconto lo si divide in sequenze. Una sequenza è una parte del testo che ha un significato compiuto, riguarda un'azione o una situazione precisa e di solito si distingue dalle altre per un cambio di luogo, di tempo, di personaggi o di argomento. Dividere il testo in sequenze aiuta a riassumerlo e a capirne la struttura. Le sequenze possono essere narrative, quando raccontano azioni, descrittive, quando presentano un luogo o un personaggio, riflessive, quando riportano pensieri, oppure dialogate, quando riportano conversazioni.
L'autore può modificare l'ordine cronologico con due strumenti principali. Il flashback, detto anche analessi, è un salto indietro nel tempo: il narratore interrompe il racconto presente per riferire un fatto del passato, spesso un ricordo di un personaggio che serve a spiegare le sue azioni o i suoi sentimenti. L'anticipazione, detta anche prolessi, è invece un salto in avanti: il narratore accenna a ciò che accadrà più tardi, creando attesa oppure sorpresa. Un esempio è una frase come «Non sapeva ancora che quella sera avrebbe cambiato la sua vita».
Possiamo quindi distinguere l'ordine cronologico, che segue lo scorrere naturale del tempo, dall'ordine del racconto, che è quello scelto dall'autore. Quando i due ordini coincidono, il racconto è lineare e di facile lettura, come accade in molte fiabe che iniziano con «C'era una volta» e proseguono fino al «vissero felici e contenti». Quando non coincidono, il testo risulta più vario e complesso, come accade spesso nei gialli, in cui si parte dal delitto e si ricostruisce il passato.
Saper riconoscere fabula e intreccio permette di comprendere meglio le scelte dell'autore. Per ricostruire la fabula si possono riordinare i fatti in sequenza cronologica, mentre per studiare l'intreccio si osserva dove compaiono flashback e anticipazioni e quale effetto producono sul lettore.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.