La Prima guerra mondiale
Storia · terza media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeLa Prima guerra mondiale scoppiò in Europa nell'estate del 1914 e coinvolse in pochi mesi molti paesi del mondo. Le sue cause erano profonde. Le grandi potenze europee competevano tra loro per il controllo dei mercati e delle colonie, e si erano armate in modo sempre più intenso. Il nazionalismo, cioè l'esaltazione della propria nazione, rendeva più forti le rivalità, mentre molti popoli sottoposti all'Impero austro-ungarico e a quello ottomano desideravano l'indipendenza. In Europa, inoltre, esistevano due blocchi di alleanze contrapposti: la Triplice Alleanza e la Triplice Intesa. Questo sistema faceva sì che un conflitto tra due soli stati potesse trascinare in guerra anche tutti gli altri.
La scintilla che fece esplodere la crisi fu l'assassinio a Sarajevo dell'erede al trono austro-ungarico, Francesco Ferdinando, ucciso da un giovane nazionalista serbo. L'Austria-Ungheria dichiarò guerra alla Serbia e, a catena, entrarono in guerra la Germania, la Russia, la Francia e la Gran Bretagna. Molti pensavano che la guerra sarebbe stata breve, ma si sbagliavano: durò più di quattro anni e causò milioni di morti.
I combattimenti si svolsero su più fronti. Sul fronte occidentale i tedeschi si scontrarono con francesi, britannici e belgi in Francia e in Belgio, mentre sul fronte orientale la Germania e l'Austria-Ungheria combattevano contro la Russia. Dopo i primi movimenti rapidi, gli eserciti si bloccarono e iniziò la guerra di trincea. I soldati scavavano lunghi fossati nel terreno, protetti dal filo spinato, e vivevano per mesi nel fango, tra il freddo, le malattie e i topi. Quando i soldati uscivano dalla trincea per attaccare, venivano spesso falciati dalle mitragliatrici. Si usarono armi nuove e terribili, come i gas velenosi, l'aviazione e i carri armati, ma gli avanzamenti furono lenti e costarono moltissime vite.
L'Italia, che faceva parte della Triplice Alleanza, all'inizio rimase neutrale, perché l'alleanza aveva carattere difensivo. Nel paese si formarono due schieramenti: i neutralisti, tra cui molti cattolici e socialisti, volevano restare fuori dal conflitto, mentre gli interventisti chiedevano di entrare in guerra. Nel 1915 il governo firmò un accordo segreto con l'Intesa, il Patto di Londra, che prometteva all'Italia territori come il Trentino e Trieste, e dichiarò guerra all'Austria-Ungheria. Il fronte italiano si estendeva lungo le Alpi e il fiume Isonzo, dove si combatterono molte dure battaglie. La sconfitta di Caporetto fu un momento drammatico, ma l'esercito riuscì a riorganizzarsi e a vincere nel 1918.
Anche la Russia visse grandi cambiamenti: la rivoluzione la portò fuori dalla guerra, mentre gli Stati Uniti entrarono a fianco dell'Intesa, contribuendo alla vittoria. La guerra terminò nel novembre del 1918 con la sconfitta degli Imperi centrali. I trattati di pace, firmati a Parigi e nei dintorni, ridisegnarono la carta d'Europa: gli imperi austro-ungarico e ottomano scomparvero e nacquero nuovi stati. Alla Germania furono imposte condizioni molto dure, tra cui il pagamento di riparazioni e la perdita di territori. Questo creò rancore e instabilità, e le tensioni lasciate irrisolte contribuirono alle future crisi europee. Nacque inoltre la Società delle Nazioni, un'organizzazione pensata per mantenere la pace.
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