I regni romano-barbarici
Storia · prima media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeQuando l'Impero romano d'Occidente cadde, nel territorio che era stato dei Romani si formarono nuovi regni governati da popoli di origine germanica, che i Romani chiamavano barbari. Questa parola, per gli antichi, indicava chi non parlava latino e non viveva secondo le usanze di Roma. I regni romano-barbarici nacquero così: un capo guerriero, con il suo popolo, si stabiliva in una regione dell'ex impero e ne diventava il sovrano. Tra questi regni ebbero particolare importanza quello degli Ostrogoti, quello dei Franchi e quello dei Longobardi.
Gli Ostrogoti si stabilirono in Italia sotto la guida del re Teodorico. Teodorico era cresciuto alla corte di Costantinopoli e conosceva bene la civiltà romana, che ammirava. Scelse Ravenna come capitale e governò cercando di mantenere la pace tra Goti e Romani. Lasciò ai Romani l'amministrazione e le leggi romane, mentre ai Goti affidò il compito di difendere il paese con le armi. Si servì inoltre di consiglieri romani colti. Dopo la sua morte, però, il regno entrò in crisi e fu infine distrutto da una lunga guerra con l'impero d'Oriente.
I Franchi si stabilirono nella Gallia, l'attuale Francia, e il loro regno durò a lungo e si rafforzò. Un fatto decisivo fu la conversione al cristianesimo del loro re Clodoveo. Mentre molti altri barbari erano cristiani seguaci di una dottrina considerata eretica dalla Chiesa di Roma, i Franchi aderirono alla fede cattolica. Questa scelta li avvicinò alla popolazione romana e al papa, e fu molto utile per ottenere l'appoggio della Chiesa.
I Longobardi entrarono in Italia più tardi e conquistarono gran parte della penisola, senza però riuscire a occuparla tutta. Il loro regno ebbe come capitale Pavia. All'inizio i rapporti con la popolazione romana della penisola furono duri, perché i Longobardi spesso trattavano i vinti con severità. Con il passare del tempo, però, si convertirono al cattolicesimo e adottarono molte abitudini locali.
Il rapporto tra Romani e barbari fu dunque fatto di scontri, ma anche di collaborazione. I due popoli avevano modi di vivere diversi: i barbari erano abituati a una vita guerriera, avevano leggi tramandate a voce e non conoscevano le grandi città. I Romani possedevano invece scritture, leggi scritte, tecniche agricole e un'organizzazione molto sviluppata. All'inizio i due gruppi restavano separati e avevano leggi diverse, e i matrimoni misti erano spesso scoraggiati.
Con il tempo le due culture si fusero. I barbari impararono il latino, che si trasformò lentamente fino a dare origine alle lingue neolatine, come l'italiano, il francese e lo spagnolo. Adottarono la fede cattolica e molte regole del diritto romano, mentre i Romani assimilarono alcune usanze germaniche, come certi modi di combattere e certe norme di giustizia. Dall'incontro tra queste due civiltà nacque la società dell'Europa medievale.
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