La nascita e la diffusione dell'Islam
Storia · prima media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeL'Islam è una religione nata nella penisola arabica, una vasta regione desertica abitata in gran parte da popolazioni di commercianti e di pastori, spesso organizzate in tribù. Qui sorgevano città importanti per gli scambi, come La Mecca, dove si trovava la Kaaba, un santuario meta di pellegrinaggi. Molti arabi di quel tempo credevano in più divinità. In questo ambiente visse Maometto, nato proprio alla Mecca, che faceva il mercante e che, secondo la tradizione musulmana, intorno ai quarant'anni ricevette da Dio, tramite l'angelo Gabriele, un messaggio da trasmettere agli uomini.
Il messaggio di Maometto si fondava sul monoteismo, cioè sulla fede in un unico Dio, chiamato Allah. I credenti si dicono musulmani, parola che significa «coloro che si sottomettono a Dio». Le rivelazioni ricevute da Maometto furono raccolte in un libro sacro, il Corano, scritto in lingua araba e diviso in capitoli chiamati sure. Maometto incontrò l'ostilità di molti mercanti della Mecca e fu costretto a trasferirsi a Medina, dove la sua comunità crebbe. Questo spostamento, detto egira, è considerato così importante che da esso parte il calendario islamico.
La vita del credente è guidata da cinque pilastri, cioè cinque doveri fondamentali. Il primo è la professione di fede, che afferma l'esistenza di un solo Dio e riconosce Maometto come suo profeta. Il secondo è la preghiera, da recitare più volte al giorno rivolti verso La Mecca. Il terzo è l'elemosina, un aiuto ai poveri. Il quarto è il digiuno durante il mese di Ramadan, in cui non si mangia né si beve dall'alba al tramonto. Il quinto è il pellegrinaggio alla Mecca, che ogni musulmano dovrebbe compiere almeno una volta nella vita, se ne ha la possibilità.
Dopo la morte di Maometto, i suoi successori, chiamati califfi, guidarono la comunità e iniziarono una rapida espansione. Gli eserciti arabi conquistarono in pochi decenni la Siria, l'Egitto e la Persia, poi si spinsero lungo il Nordafrica fino alla penisola iberica. L'espansione fu favorita dalla debolezza degli imperi vicini, dalla forza dell'unione religiosa e dalla capacità di organizzare i territori conquistati. Spesso gli ebrei e i cristiani potevano conservare la propria fede, pagando una tassa. Con il tempo la lingua araba e la religione islamica si diffusero in territori molto lontani tra loro.
La civiltà islamica fu ricca e raffinata. Le città, come Baghdad e Damasco, divennero centri di commercio e di studio, dove si incontravano persone di culture diverse. Gli studiosi arabi tradussero e conservarono molte opere dei Greci e fecero progressi in matematica, astronomia, medicina e geografia. Furono loro a diffondere in Europa le cifre che oggi chiamiamo arabe, insieme a molte conoscenze utili. Splendida fu anche l'architettura, con moschee dotate di cupole e minareti, decorate da motivi geometrici e dalla calligrafia. Questi contributi arricchirono profondamente anche la cultura europea.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.