La scoperta dell'America e le sue conseguenze
Storia · seconda media · 3 minuti di lettura
Vai alle 4 domandeNel 1492 il navigatore genovese Cristoforo Colombo partì dalla Spagna con tre navi, finanziato dai sovrani di Castiglia e Aragona. Il suo scopo era raggiungere le Indie, ricche di spezie e di oro, navigando verso ovest, perché le vie verso oriente erano lunghe, costose e controllate da altri popoli. Colombo, come i dotti del tempo, sapeva che la Terra era rotonda ed era convinto che l'Asia si trovasse poco lontano, dall'altra parte dell'oceano Atlantico. Dopo una lunga traversata sbarcò in alcune isole dei Caraibi, credendo di essere arrivato in Asia. Per questo chiamò "indiani" gli abitanti che incontrò. Solo più tardi ci si rese conto che si trattava di un continente sconosciuto agli europei, che prese il nome di America in onore del navigatore Amerigo Vespucci.
Prima dell'arrivo degli europei, in America vivevano popoli numerosi, con culture molto sviluppate. Gli Aztechi, in Messico, avevano costruito la grande città di Tenochtitlán su un lago, con templi, mercati e canali. I Maya, nell'America centrale, erano esperti di astronomia e di scrittura e avevano elaborato un calendario preciso. Gli Inca, sulle Ande, governavano un vasto impero collegato da strade e da ponti sospesi, e coltivavano a terrazze le montagne. Queste civiltà praticavano l'agricoltura, coltivando in particolare il mais e la patata, ma non conoscevano il ferro, la ruota usata per i trasporti e le armi da fuoco.
Dopo Colombo arrivarono nel Nuovo Mondo i conquistadores, soldati e avventurieri spagnoli in cerca di ricchezze e di gloria. Hernán Cortés conquistò l'impero azteco, mentre Francisco Pizarro sconfisse quello inca. Gli spagnoli, pur essendo pochi, vinsero grazie alle armi da fuoco, ai cavalli e alle armature, ma anche approfittando delle rivalità tra i popoli locali, alcuni dei quali si allearono con loro contro i dominatori. Un aiuto involontario venne dalle malattie europee, come il vaiolo, che gli indigeni non avevano mai incontrato e che si diffusero rapidamente.
Per i popoli indigeni le conseguenze furono drammatiche. Moltissimi morirono per le malattie, per le guerre e per il lavoro forzato nelle miniere e nelle piantagioni. Le terre furono sottratte ai loro abitanti e divise tra i colonizzatori, che imposero la lingua, le leggi e la religione cristiana. Molti templi e opere d'arte furono distrutti. Poiché la manodopera indigena diminuiva, gli europei iniziarono a portare dall'Africa schiavi, strappati alle loro famiglie e costretti a lavorare in condizioni durissime. Alcuni religiosi, come il frate Bartolomé de las Casas, denunciarono questi abusi e difesero i diritti degli indios.
Anche per l'Europa la scoperta ebbe effetti enormi. Arrivarono grandi quantità di oro e argento, che arricchirono soprattutto la Spagna e cambiarono l'economia. Giunsero inoltre prodotti prima sconosciuti, come patata, mais, pomodoro, cacao e tabacco, che modificarono in modo duraturo l'alimentazione e le abitudini. Il centro dei commerci si spostò dal Mediterraneo all'Oceano Atlantico, favorendo le potenze affacciate su di esso, come Spagna, Portogallo, Inghilterra e Olanda. La scoperta dell'America allargò così la conoscenza del mondo e diede inizio a un'epoca di grandi scambi, ma anche di sfruttamento e di dominio coloniale.
Questo ripasso è stato scritto con l'aiuto dell'intelligenza artificiale e riletto prima di essere pubblicato. Per la verifica vale sempre quello che c'è sul tuo libro e che ha spiegato l'insegnante.