Psicologia generale: domande d'esame
Simulazione a crocette: 30 domande · 30 minuti · sufficienza 18 su 30Prova a domande aperte: 4 domande · 45 minuti · con la scaletta di una buona rispostaPer l'orale: 4 domande da dire ad alta voce · con la scaletta di una buona rispostaSimulazione a crocette: 30 domande · 30 minuti · sufficienza 18 su 30 · poi 4 domande aperte
Domande originali di esercitazione, gratis e senza registrazione: non sono le domande del tuo docente né il paniere di un ateneo.
Psicologia generale è l'esame che introduce ai processi psichici di base (percezione, attenzione, apprendimento, memoria, pensiero, linguaggio, motivazione ed emozioni) e ai metodi con cui la psicologia li studia; appartiene al settore scientifico-disciplinare M-PSI/01, che dal 2024 ha la sigla PSIC-01/A. Si incontra di solito al primo anno di Psicologia e, spesso con meno crediti, in Scienze dell'educazione, in Scienze motorie e in altri corsi di laurea. In questa pagina trovi una simulazione a tempo con la spiegazione di ogni risposta, la mappa degli argomenti con un ripasso e le domande di allenamento per ciascuno, e una guida su come si svolge la prova e su come prepararla.
Com'è il tuo esame?
Scegli: la pagina mette davanti la prova che ti serve. La scelta resta su questo dispositivo.
Scritto a crocette: dopo la prova rapida trovi la simulazione intera (30 domande, 30 minuti), con il risultato argomento per argomento. Vai alla simulazione
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Hai l'orale: qui sotto trovi per prime 4 domande da dire ad alta voce, con la scaletta di una buona risposta per ognuna. Vai alle domande per l'orale
Prova mista: prima le crocette (prova rapida e simulazione da 30 domande, 30 minuti), subito dopo le 4 domande aperte con la scaletta. Vai alla simulazione Vai alle domande aperte
Finché non lo sai, la pagina mette davanti le prove a crocette: nelle 17 schede d'insegnamento lette dalla redazione lo scritto a crocette è il formato più frequente (6 su 17). Più sotto c'è anche l'altra prova: la scheda del tuo insegnamento dice quale ti serve. Vai alla simulazione Vai alle domande aperte
Su 17 schede d'insegnamento lette dalla redazione: 6 con lo scritto a crocette, 4 a domande aperte, 4 con l'orale, 3 con una prova mista. Lette il 10/10/2026: controlla sempre la scheda del tuo insegnamento.
Le schede lette, una per una
- Università di Bologna, L-19 Scienze dell'educazione per i servizi dell'infanzia (sede di Bologna): Scritto con 31 domande chiuse a 4 alternative (una sola giusta) in 40 minuti; +1 per risposta esatta, 0 per sbagliata o non data, nessuna penalità; sufficienza a 18, 31 esatte = 30 e lode. Con almeno 18 si può chiedere un orale integrativo facoltativo che sposta il voto da -3 a +3. Su richiesta scritta al docente (almeno 7 giorni prima) l'esame si può sostenere tutto in forma orale con 5 domande. Nessuna prova intermedia. Le domande riprendono il manuale (autori, date, definizioni, teorie) oppure chiedono di riconoscere un concetto in un esempio quotidiano. Scheda dell'insegnamento
- Università di Bologna, L-22 Scienze delle attività motorie e sportive (sede di Bologna): Scritto con 30 domande a scelta multipla in 20 minuti; +1 per risposta corretta, 0 per risposta non data; superato con metà del punteggio massimo. Non sono indicate penalità né prove intermedie. Si prepara sulle slide del corso; il manuale è facoltativo. Scheda dell'insegnamento
- Università di Bologna, L-22 Scienze delle attività motorie e sportive (sede di Rimini): Scritto unico con 26 domande a scelta multipla a 3 alternative (1 punto l'una, 0 se sbagliata o non data) più 1 domanda aperta (fino a 5 punti); massimo 31 = 30 e lode, sufficienza a 18. Tempo non indicato. Laboratori ed esercitazioni non entrano nel voto. Nessuna prova intermedia indicata. Scheda dell'insegnamento
- Università di Bologna, L-24 Scienze e tecniche psicologiche (sede di Cesena) — Psicologia generale I: Scritto di 90 minuti con 6 domande a risposta aperta, ciascuna valutata da 0 a 5; superato con almeno 18 punti. Niente appunti né libri. Non sono previste verifiche in itinere o parziali. Scheda dell'insegnamento
- Università di Milano-Bicocca, L-24 Scienze e tecniche psicologiche — Psicologia generale 1 (turno 1): Scritto al computer con 4 domande aperte (risposte di circa 15 righe) in 50 minuti al massimo; ogni domanda vale da 0 a 7,5 e la somma è il voto. Le domande toccano sia la teoria sia gli aspetti empirici e di metodo, anche su parti del programma non spiegate a lezione. Per i frequentanti la partecipazione alle lezioni dialogiche e ai questionari dà fino a 2 punti in più, sommati solo se lo scritto è almeno 18. Scheda dell'insegnamento
- Università Ca' Foscari Venezia, Filosofia (laurea triennale) — Psicologia generale I: Prova scritta con domande aperte (numero e tempo non indicati). Stesso programma per frequentanti e non frequentanti. Nessuna prova intermedia indicata. Scheda dell'insegnamento
- Università di Genova, L-24 Scienze e tecniche psicologiche: Prova scritta a scelta multipla svolta al computer nelle aule informatiche (numero di domande, tempo, penalità e soglia non indicati). Oltre alla teoria la prova verifica la lettura dei dati di ricerca e il lessico specialistico. Frequenza obbligatoria per almeno il 65% delle ore. Tutti i materiali pubblicati sulla piattaforma del corso sono oggetto d'esame. Nessuna prova intermedia indicata. Scheda dell'insegnamento
- Università di Napoli Federico II, L-24 Scienze e tecniche psicologiche (cattedra 2): Scritto con 31 domande a risposta multipla, 1 punto per ogni risposta corretta (tempo e penalità non indicati). Con almeno 18 allo scritto si accede a un orale facoltativo con domande specifiche. Nessuna prova intermedia indicata. È richiesto lo studio integrale del manuale. Scheda dell'insegnamento
- Università di Chieti-Pescara «G. d'Annunzio», L-24 Scienze e tecniche psicologiche — Psicologia generale I: Prova orale di circa 20 minuti, voto in trentesimi. Per i frequentanti durante il semestre possono essere previste prove in itinere (parziali) o pre-appelli, annunciati a lezione. Dal manuale sono esclusi tre capitoli (3, 14 e 15). Scheda dell'insegnamento
- Università di Chieti-Pescara «G. d'Annunzio», L-19 Filosofia e scienze dell'educazione: Prova orale di circa 20 minuti, voto in trentesimi; possibili prove in itinere o pre-appelli per i frequentanti. Programma, manuale ed esame coincidono con quelli del corso di L-24 dello stesso ateneo. Scheda dell'insegnamento
- Università di Cagliari, L-24 Scienze e tecniche psicologiche: Esame orale: almeno una domanda ampia e generale, poi diverse domande specifiche sul programma; sufficienza a 18. Se l'organizzazione lo consente, durante le lezioni si tiene un pre-esame scritto con 30 domande a scelta multipla (1 punto l'una) sulla prima metà del programma (storia, metodi, percezione, attenzione, memoria, apprendimento): il voto fa media con l'orale sul resto del programma negli appelli di gennaio e febbraio. Negli appelli successivi l'esame è solo orale su tutto. Scheda dell'insegnamento
- Università di Padova, L-24 Scienze psicologiche dello sviluppo, della personalità e delle relazioni interpersonali: Domande a scelta multipla: il voto dipende dalla percentuale di risposte corrette, senza penalità per gli errori; per superare l'esame serve almeno il 60% di risposte giuste. Numero di domande e tempo non indicati. Nessuna prova intermedia indicata. (Il campo sintetico del catalogo riporta «orale», ma il testo della scheda descrive le domande a scelta multipla.) Scheda dell'insegnamento
- Università di Messina, L-24 Scienze e tecniche psicologiche — Fondamenti di psicologia generale: Esame orale individuale con domande specifiche sugli argomenti trattati. Nessun altro dettaglio (durata, prove intermedie) indicato. Il manuale è a scelta fra due. Scheda dell'insegnamento
- Università di Pavia, L-24 Scienze e tecniche psicologiche: Scritto con 4 domande aperte, ciascuna valutata fino a 8 punti per esaustività, pertinenza e chiarezza (tempo non indicato). La prova riguarda solo il manuale obbligatorio. Nessuna differenza fra frequentanti e non frequentanti; nessuna prova intermedia indicata. Scheda dell'insegnamento
- Università di Bergamo, L-24 Scienze psicologiche: Scritto di 2 ore in due parti: 10 domande a risposta chiusa sui concetti di base (1 punto l'una) e 2 domande a risposta aperta sui temi approfonditi nel corso (fino a 10 punti l'una); il voto è la somma. Nessuna prova intermedia indicata. (Il campo sintetico del catalogo riporta «orale», ma il testo descrive la prova scritta.) Scheda dell'insegnamento
- Università dell'Aquila, L-24 Scienze e tecniche psicologiche — Psicologia generale e storia della psicologia: Quiz a risposta multipla: 16 domande in 20 minuti, punteggio da 0 a 2 per ciascuna risposta; sufficienza a 18. Penalità e prove intermedie non indicate. Il programma è diviso in storia della psicologia (5 crediti) e temi di psicologia generale (7 crediti). Scheda dell'insegnamento
- Università di Torino, Scienze della comunicazione (laurea triennale): L'esame è orale, ma si può sostenere prima un pre-test scritto facoltativo, valido un anno accademico: 31 domande a scelta multipla a 4 alternative in 30 minuti, 1 punto per risposta corretta e 0 per sbagliata o non data. Con almeno 18 si può accettare il voto e verbalizzarlo senza orale; altrimenti (insufficiente, rifiutato o non sostenuto) si fa l'orale. Stesso programma per frequentanti e non frequentanti; anche le slide fanno parte del programma. Scheda dell'insegnamento
Prova rapida: 10 domande a crocette
Rispondi: dopo ogni domanda vedi subito la risposta giusta e la spiegazione. Niente tempo, niente voto.
Il tuo esame non è a crocette: queste domande servono lo stesso a capire in cinque minuti su quali argomenti sei più debole. Se preferisci saltarle, vai al programma, argomento per argomento.
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1. In una griglia di punti tutti alla stessa distanza, i punti della prima riga sono rossi, quelli della seconda blu, quelli della terza di nuovo rossi, e così via: l'osservatore vede righe orizzontali e non colonne. Il raggruppamento avviene per:
- Avicinanza
- Bsomiglianza
- Cchiusura
- Ddestino comune
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Per la legge della somiglianza, a parità di altre condizioni tendono a essere raggruppati gli elementi simili fra loro, qui per colore. La vicinanza non può spiegare il risultato, perché i punti sono equidistanti in orizzontale e in verticale. La chiusura riguarda il completamento di figure interrotte e il destino comune gli elementi che si muovono insieme nella stessa direzione.
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2. L'ipotesi della relatività linguistica, legata ai nomi di Sapir e Whorf, afferma che
- Ala lingua che si parla influenza il modo di pensare e di percepire
- Bil pensiero si sviluppa prima del linguaggio e ne è indipendente
- Cle lingue umane condividono una stessa grammatica universale
- Dil linguaggio nasce come strumento sociale e poi diventa interiore
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Per Sapir e Whorf le categorie della lingua madre orientano il modo in cui i parlanti classificano e ricordano la realtà. La versione forte, secondo cui la lingua determina il pensiero, non ha retto alle verifiche; quella debole, che parla di un'influenza, ha trovato alcuni riscontri. Le altre opzioni rimandano a posizioni di Piaget, di Chomsky e di Vygotskij.
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3. Tre testi sono legati all'affermarsi di altrettante correnti della psicologia: «L'interpretazione dei sogni» di Freud, l'articolo di Watson considerato il manifesto del comportamentismo e «Cognitive Psychology» di Neisser, il volume che diede il nome al cognitivismo. In quale ordine sono apparsi?
- AWatson, Freud, Neisser
- BFreud, Watson, Neisser
- CFreud, Neisser, Watson
- DWatson, Neisser, Freud
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
«L'interpretazione dei sogni» uscì a Vienna alla fine del 1899, con la data del 1900; l'articolo di Watson «La psicologia così come la vede il comportamentista» è del 1913; il volume di Neisser è del 1967. La psicoanalisi precede dunque il comportamentismo, anche se le due correnti hanno poi convissuto a lungo; il cognitivismo si afferma soltanto dalla metà del Novecento, proprio in reazione al comportamentismo, e non può precederlo.
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4. Alcuni subacquei imparano una lista di parole sott'acqua, altri a riva. Alla prova di rievocazione ciascuno ricorda di più se viene interrogato nello stesso ambiente in cui ha studiato. Il risultato illustra:
- Al'interferenza retroattiva fra materiali simili
- Bl'effetto di posizione seriale nella rievocazione
- Cla dipendenza del recupero dal contesto di codifica
- Dla superiorità del riconoscimento sulla rievocazione
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Secondo il principio di specificità della codifica, un ricordo si recupera meglio quando al momento del recupero sono presenti gli stessi indizi che c'erano al momento dell'apprendimento, compreso l'ambiente fisico. Il noto esperimento di Godden e Baddeley con i subacquei ne è la dimostrazione più citata. L'interferenza e la posizione seriale non c'entrano, perché le liste e il loro ordine erano gli stessi nelle due condizioni.
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5. Quale delle seguenti situazioni è un esempio di rinforzo negativo?
- AUn bambino fa i capricci a tavola, gli viene tolto il dolce e i capricci calano
- BUn analgesico fa passare il mal di testa, e da allora lo si prende più spesso
- CUno studente disturba la lezione, viene rimproverato dal docente e smette
- DUn cane si siede a comando, riceve un biscotto e da allora obbedisce di più
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Nel rinforzo negativo un comportamento aumenta perché fa cessare qualcosa di sgradevole: prendere l'analgesico elimina il dolore, e per questo si ripete. «Negativo» significa che uno stimolo viene tolto, non che il comportamento diminuisce. Il rimprovero è una punizione positiva (si aggiunge uno stimolo sgradevole e il comportamento cala), togliere il dolce è una punizione negativa, il biscotto dato al cane è un rinforzo positivo.
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6. A Elena viene proposta una scommessa: se esce testa vince 100 euro, se esce croce ne perde 100. Rifiuta, e dichiara che accetterebbe solo con una vincita di almeno 200 euro. Nella teoria del prospetto, la sua scelta si spiega con
- Al'euristica della disponibilità
- Bl'avversione alle perdite
- Cla propensione al rischio
- Dl'effetto di ancoraggio
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Per la teoria del prospetto una perdita pesa psicologicamente più di un guadagno della stessa entità: per compensare il rischio di perdere 100 euro occorre una vincita sensibilmente maggiore. Non si tratta di propensione al rischio, che porterebbe ad accettare la scommessa, né di ancoraggio, perché nessun valore iniziale sta orientando una stima.
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7. Nella teoria di Eleanor Rosch, il prototipo di una categoria è
- Al'elenco delle proprietà necessarie e sufficienti per farne parte
- Bil primo esemplare della categoria incontrato durante l'infanzia
- Cl'esemplare più tipico, che ne riassume i tratti più frequenti
- Dil membro più raro, che segna il confine con le categorie vicine
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Per Rosch le categorie naturali sono organizzate attorno a un prototipo, cioè al membro più rappresentativo, e l'appartenenza si valuta per somiglianza con esso. L'elenco di proprietà necessarie e sufficienti caratterizza invece la concezione classica dei concetti, che la teoria dei prototipi ha messo in discussione.
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8. Nella sclerosi multipla la guaina mielinica che riveste gli assoni viene danneggiata. La conseguenza diretta sulla trasmissione nervosa è:
- Aun rilascio eccessivo di neurotrasmettitore nelle sinapsi
- Bl'impossibilità per i dendriti di ricevere i segnali
- Cuna conduzione più lenta dell'impulso lungo l'assone
- Dun aumento dell'ampiezza dei potenziali d'azione
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La mielina isola l'assone e fa sì che l'impulso proceda «a salti» da un'interruzione della guaina alla successiva, con una velocità di conduzione molto maggiore. Se la guaina è danneggiata, la conduzione rallenta o si interrompe, e ne derivano disturbi motori e sensoriali. La mielina non interviene nel rilascio del neurotrasmettitore né nella ricezione dei segnali da parte dei dendriti.
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9. La capacità di concentrarsi su una fonte di informazione ignorando le altre presenti nello stesso momento si chiama:
- Aattenzione selettiva
- Battenzione divisa
- Cattenzione sostenuta
- Dmemoria di lavoro
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
L'attenzione selettiva è il processo con cui si privilegia una parte dell'informazione disponibile e si trascura il resto, come quando si segue una voce in un ambiente rumoroso. L'attenzione divisa è la distribuzione delle risorse fra due o più compiti svolti insieme. L'attenzione sostenuta è la capacità di mantenere la concentrazione sullo stesso compito per un tempo prolungato.
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10. Nella teoria di Spearman, il fattore g indica
- Aun'abilità specifica richiesta soltanto dai compiti verbali
- Bil patrimonio di conoscenze accumulato con l'istruzione
- Cla capacità di adattarsi con successo ai problemi della vita quotidiana
- Dun'abilità generale che interviene in ogni compito intellettivo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Osservando che i punteggi in prove intellettive diverse tendono a correlare fra loro, Spearman ipotizzò un fattore generale (g) comune a ogni prova, affiancato da fattori specifici (s) propri di ciascun compito. Le conoscenze accumulate richiamano l'intelligenza cristallizzata di Cattell, l'adattamento alla vita quotidiana l'intelligenza pratica di Sternberg.
Simulazione d'esame a crocette
Leggi le 30 domande della simulazione 1, con le risposte
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1. Nell'illusione di Ponzo due segmenti uguali, posti fra due linee che convergono verso l'alto, appaiono di lunghezza diversa. Secondo la spiegazione classica, l'illusione dipende:
- Ada una minore densità di recettori nella parte alta della retina
- Bdalla legge di Weber, applicata a stimoli di lunghezza simile
- Cdalla costanza di grandezza, attivata dagli indizi di prospettiva
- Ddall'adattamento dei recettori alle linee oblique dello sfondo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Le linee convergenti funzionano come un indizio di prospettiva, simile a quello dei binari che si allontanano: il segmento superiore viene trattato come più lontano. Poiché le due immagini retiniche sono uguali, il meccanismo della costanza di grandezza fa apparire più lungo il segmento giudicato più distante. L'illusione nasce dunque dall'interpretazione dello stimolo, non da un limite dei recettori.
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2. Un farmaco impedisce al neurone presinaptico di riassorbire (ricaptare) il neurotrasmettitore che ha liberato. L'effetto immediato sulla sinapsi è:
- Auna minore liberazione di neurotrasmettitore a ogni impulso
- Bil blocco dei recettori presenti sul neurone postsinaptico
- Cuna permanenza più lunga del neurotrasmettitore nella fessura
- Dl'arresto della sintesi del neurotrasmettitore nel neurone
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La ricaptazione è uno dei meccanismi che pongono fine all'azione del neurotrasmettitore, riportandolo dentro il terminale presinaptico. Se viene bloccata, il neurotrasmettitore resta più a lungo nella fessura sinaptica e continua a stimolare i recettori: l'effetto è quindi un potenziamento della trasmissione. Bloccare i recettori postsinaptici è invece il meccanismo dei farmaci antagonisti, che riducono la trasmissione.
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3. Due gruppi devono stimare il prezzo di un appartamento. Prima, al primo gruppo si chiede se costi più o meno di 150.000 euro, al secondo se costi più o meno di 400.000. Le stime del secondo gruppo risultano molto più alte. Il fenomeno prende il nome di
- Aancoraggio
- Bdisponibilità
- Crappresentatività
- Dincorniciamento
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Un valore numerico presentato prima della stima funziona da àncora: il giudizio parte da lì e se ne allontana troppo poco (aggiustamento insufficiente), anche quando l'àncora è arbitraria. Disponibilità e rappresentatività non c'entrano, perché qui non contano né la facilità di ricordare esempi né la somiglianza con un caso tipico.
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4. Impegnati a contare i passaggi di palla fra i giocatori di un filmato, molti osservatori non si accorgono di una persona travestita da gorilla che attraversa la scena. Il fenomeno è chiamato:
- Acecità al cambiamento
- Badattamento sensoriale
- Ceffetto Stroop
- Dcecità da disattenzione
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Nella cecità da disattenzione uno stimolo inatteso, pur ben visibile, non viene notato perché l'attenzione è impegnata in un altro compito: è ciò che mostra il noto esperimento di Simons e Chabris. La cecità al cambiamento è un fenomeno vicino ma diverso: consiste nel non accorgersi che qualcosa è cambiato fra due immagini o due momenti successivi di una scena. In entrambi i casi si vede che senza attenzione gran parte di ciò che cade sotto gli occhi non raggiunge la consapevolezza.
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5. Nelle scale Wechsler il QI è un punteggio di deviazione, calcolato rispetto ai coetanei, con
- Amedia 100 e deviazione standard 50
- Bmedia 50 e deviazione standard 10
- Cmedia 100 e deviazione standard 15
- Dmedia 0 e deviazione standard 1
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Il QI di deviazione esprime la posizione di una persona rispetto ai coetanei: per convenzione la media è fissata a 100 e la deviazione standard a 15. Media 50 con deviazione standard 10 e media 0 con deviazione standard 1 sono altre scale standardizzate usate in psicometria, rispettivamente i punti T e i punti z.
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6. Negli studi sull'intelligenza, a che cosa serve confrontare gemelli monozigoti e gemelli dizigoti cresciuti nella stessa famiglia?
- AA stimare il peso dell'ambiente, perché cambia la famiglia e non il corredo genetico
- BA stimare il peso dei geni, perché cambia la somiglianza genetica e non l'ambiente
- CA verificare l'attendibilità dei test, perché i gemelli ottengono punteggi identici
- DA misurare l'effetto dell'istruzione, perché i gemelli frequentano scuole diverse
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
I monozigoti condividono l'intero patrimonio genetico, i dizigoti in media la metà, come normali fratelli; se crescono insieme, l'ambiente familiare è simile per entrambi i tipi di coppia. Una maggiore somiglianza dei monozigoti nei punteggi indica quindi un contributo delle differenze genetiche. Gli studi sulle adozioni e sui gemelli cresciuti separati completano il quadro, perché separano ciò che i familiari hanno in comune per geni da ciò che hanno in comune per ambiente.
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7. In un ampio campione di adolescenti si osserva che chi dorme più ore ottiene in media voti più alti. Quale conclusione è giustificata da questo solo dato?
- ADormire di più fa migliorare il rendimento scolastico
- BUn buon rendimento scolastico fa dormire più a lungo
- CLe due variabili non hanno alcun legame fra loro
- DLe due variabili sono associate, ma la causa resta ignota
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Una correlazione dice che due variabili variano insieme, non quale delle due influenza l'altra: il sonno potrebbe favorire i voti, i buoni voti potrebbero favorire il sonno, oppure una terza variabile, come le abitudini familiari, potrebbe agire su entrambe. Per stabilire un rapporto di causa occorre un esperimento, in cui si manipola una variabile e si controllano le altre. L'associazione osservata è reale: ciò che manca è la possibilità di dire quale variabile agisce sull'altra.
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8. Pietro è convinto di essere poco simpatico; alle feste, perciò, resta in disparte; gli altri invitati, vedendolo distante, gli rivolgono di rado la parola, e questo rafforza la sua convinzione. Nel determinismo reciproco di Bandura persona, comportamento e ambiente si influenzano a vicenda: in questo esempio, il fattore «persona» è
- Ail restare in disparte durante le feste
- Bil silenzio degli altri invitati verso di lui
- Cla convinzione di essere poco simpatico
- Dla festa come occasione di incontro
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Nel modello di Bandura i fattori personali sono soprattutto cognitivi: convinzioni, aspettative, valutazioni di sé. Il restare in disparte è il comportamento; la reazione degli altri invitati è l'ambiente, che il comportamento di Pietro ha contribuito a creare e che a sua volta agisce sulla sua convinzione. Nessuno dei tre fattori è soltanto causa o soltanto effetto.
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9. All'inizio degli anni Cinquanta uno studioso inglese si chiese come si riesca, in una sala affollata, a seguire una sola voce fra tante (il problema del «cocktail party») e, per studiarlo, fece ripetere ad alta voce uno di due messaggi inviati in cuffia. Si tratta di
- ADonald Broadbent
- BColin Cherry
- CAnne Treisman
- DJohn Ridley Stroop
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Colin Cherry formulò nel 1953 il problema del «cocktail party» e lo studiò con l'ascolto dicotico e la tecnica dello shadowing: chi ripete il messaggio che arriva a un orecchio coglie dell'altro quasi soltanto le caratteristiche fisiche, come il tipo di voce. Su questi dati Broadbent costruì pochi anni dopo il modello del filtro precoce, che Treisman corresse con l'idea di un filtro che attenua. Stroop è legato all'interferenza fra la lettura di una parola e la denominazione del colore in cui è scritta, descritta negli anni Trenta.
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10. Secondo il comportamentismo di Watson, la psicologia può essere una scienza solo se:
- Astudia la coscienza con un'introspezione rigorosamente controllata
- Bsi limita al comportamento osservabile e rinuncia all'introspezione
- Cricostruisce i processi mentali che stanno fra stimolo e risposta
- Dinterpreta i motivi inconsci che guidano la condotta delle persone
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Per Watson l'oggetto della psicologia è il comportamento, che può essere osservato e misurato da più osservatori; la coscienza, accessibile solo con l'introspezione, non può essere oggetto di scienza. L'introspezione controllata è il metodo di Wundt e di Titchener, lo studio dei processi interposti fra stimolo e risposta caratterizzerà il cognitivismo, mentre l'interpretazione dei motivi inconsci è propria della psicoanalisi.
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11. Secondo la concezione classica dei concetti, un oggetto appartiene a una categoria se
- Asomiglia abbastanza all'esemplare più tipico della categoria
- Bha le proprietà necessarie e sufficienti che la definiscono
- Cassomiglia a uno degli esemplari già conservati in memoria
- Dcondivide con gli altri membri una somiglianza di famiglia
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
La concezione classica, di origine aristotelica, definisce ogni concetto con un insieme di attributi singolarmente necessari e congiuntamente sufficienti: chi li possiede appartiene alla categoria a pieno titolo, senza gradi. La somiglianza con il membro più tipico è il criterio della teoria dei prototipi; il confronto con i casi ricordati è quello della teoria degli esemplari.
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12. Nel modello strutturale di Freud, l'istanza che è sede delle pulsioni e opera secondo il principio di piacere è
- Al'Io
- Bl'Es
- Cil Super-io
- Dil preconscio
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
L'Es è la parte più antica e interamente inconscia della personalità: è la sede delle pulsioni e cerca la soddisfazione immediata, secondo il principio di piacere. L'Io media fra le richieste dell'Es, quelle del Super-io e la realtà, seguendo il principio di realtà; il Super-io rappresenta le norme e gli ideali morali interiorizzati. Il preconscio appartiene a un'altra descrizione freudiana, quella che distingue conscio, preconscio e inconscio.
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13. Per convenzione, la soglia assoluta è definita come:
- Al'intensità minima di uno stimolo rilevata nel 50% delle prove
- Bla minima differenza fra due stimoli che si riesce ad avvertire
- Cl'intensità minima di uno stimolo rilevata in ogni singola prova
- Dl'intensità oltre la quale la sensazione non aumenta più
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
La soglia assoluta è l'intensità più bassa a cui uno stimolo viene avvertito. Poiché la sensibilità oscilla da un momento all'altro, non esiste un valore netto sotto il quale non si avverte mai nulla e sopra il quale si avverte sempre: per convenzione si prende l'intensità rilevata in metà delle presentazioni. La minima differenza avvertibile fra due stimoli è invece la soglia differenziale.
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14. La frase «Il tavolo beve una melodia quadrata» è
- Acorretta per la semantica, ma anomala per la sintassi
- Bcorretta per la pragmatica, ma anomala per la fonologia
- Ccorretta per la sintassi, ma anomala per la semantica
- Danomala per la sintassi e insieme per la morfologia
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La sintassi riguarda le regole con cui le parole si combinano in frasi: qui articolo, nome, verbo e complemento sono al posto giusto. La semantica riguarda il significato, e sotto questo aspetto la frase non regge, perché un tavolo non beve e una melodia non ha forma. L'esempio mostra che le due componenti sono distinte.
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15. Un bambino di quattro anni dice «ho aprito la porta» e «ho romputo il gioco», forme che non ha mai sentito dagli adulti. Questi errori vengono citati a sostegno dell'idea che il bambino
- Aripeta in modo impreciso le forme verbali ascoltate dagli adulti
- Bricavi regole grammaticali e le applichi anche ai verbi irregolari
- Cabbia un ritardo nello sviluppo della memoria per le parole
- Dimpari i verbi uno alla volta grazie alle correzioni dei genitori
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
«Aprito» e «romputo» sono ipergeneralizzazioni: il bambino estende la regola del participio regolare a verbi che fanno eccezione. Poiché non può averle imitate, queste forme indicano che egli estrae regole dal linguaggio che ascolta: è un argomento classico contro una spiegazione basata soltanto su imitazione e rinforzo. Sono errori normali, non il segno di un ritardo.
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16. Un ragazzo rientra oltre l'orario stabilito e i genitori gli ritirano il telefono per una settimana; da allora i ritardi diminuiscono. In termini operanti si tratta di:
- Arinforzo negativo
- Bpunizione positiva
- Cestinzione
- Dpunizione negativa
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
È una punizione perché il comportamento (rientrare tardi) diminuisce, ed è negativa perché ottiene l'effetto togliendo qualcosa di gradito. Il rinforzo negativo, con cui viene spesso confusa, fa invece aumentare un comportamento eliminando uno stimolo sgradevole. Nella punizione positiva si aggiunge uno stimolo spiacevole, come un rimprovero; nell'estinzione il comportamento cala perché non è più seguito dal rinforzo che lo manteneva.
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17. Dopo l'asportazione bilaterale della parte mediale dei lobi temporali, ippocampo compreso, un paziente conversa normalmente e ricorda la propria infanzia, ma dimentica dopo pochi minuti le persone appena conosciute. Con l'esercizio migliora però in un compito di disegno allo specchio, pur non ricordando di averlo mai eseguito. Il quadro indica un'amnesia:
- Aretrograda, che colpisce la memoria procedurale e non la dichiarativa
- Banterograda, che colpisce la memoria dichiarativa e non la procedurale
- Canterograda, che colpisce la memoria a breve termine e non quella a lungo
- Dretrograda, che colpisce la memoria semantica e non quella episodica
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
L'amnesia è anterograda perché riguarda la formazione di nuovi ricordi dopo la lesione, mentre i ricordi lontani sono conservati; in un'amnesia retrograda andrebbero perduti i ricordi precedenti. Il miglioramento nel disegno allo specchio mostra che l'apprendimento procedurale è intatto e che il danno colpisce la memoria dichiarativa, mentre la memoria a breve termine è risparmiata, visto che il paziente segue una conversazione. È il quadro del celebre paziente H.M., che ha dimostrato il ruolo dell'ippocampo nel consolidamento dei ricordi.
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18. Potendo scegliere, le persone con una forte motivazione al successo tendono a preferire compiti
- Adi difficoltà media, in cui il risultato dipende dal loro impegno
- Bmolto facili, in cui la riuscita è praticamente assicurata
- Cmolto difficili, in cui un insuccesso non può essere criticato
- Ddi qualunque difficoltà, purché siano previsti premi elevati
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Secondo gli studi di McClelland e di Atkinson, chi è orientato al successo cerca sfide realistiche: un compito di media difficoltà dà informazioni sulla propria competenza e rende gratificante la riuscita. I compiti facilissimi o quasi impossibili sono scelti più spesso da chi teme il fallimento, perché nel primo caso l'insuccesso è improbabile e nel secondo è giustificato.
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19. Bocciato a un esame, Luca chiede al docente che cosa ha sbagliato, prepara un piano di studio e si iscrive a un gruppo di ripasso. Nella classificazione di Lazarus e Folkman, sta usando un coping
- Acentrato sull'emozione
- Bbasato sull'evitamento
- Cbasato sulla negazione
- Dcentrato sul problema
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Il coping centrato sul problema punta a modificare la situazione che causa lo stress, con azioni come informarsi, pianificare e cercare un aiuto concreto. Il coping centrato sull'emozione mira invece a ridurre il disagio che la situazione provoca, per esempio sfogandosi, distraendosi o cercando conforto, senza intervenire sulla causa.
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20. Nella seconda metà dell'Ottocento, in polemica con la teoria tricromatica, un fisiologo tedesco sostenne che la visione dei colori si fonda su tre coppie di processi antagonisti: rosso-verde, blu-giallo, bianco-nero. Questa teoria, detta dei processi opponenti, si deve a
- AHermann von Helmholtz
- BGustav Fechner
- CEwald Hering
- DErnst Weber
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Ewald Hering osservò che non esistono colori come un «verde rossastro» o un «blu giallastro» e che, dopo aver fissato a lungo un colore, se ne vede il complementare (immagine postuma): ne concluse che i colori sono codificati in coppie opposte. La teoria tricromatica, che spiega la visione dei colori con tre tipi di recettori, è invece di Young e Helmholtz; oggi le due teorie sono considerate complementari, perché descrivono livelli diversi del sistema visivo. Weber e Fechner sono i fondatori della psicofisica.
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21. In una serie di esperimenti sui ratti, un sapore veniva associato a un malessere provocato anche ore dopo: bastava un solo abbinamento perché l'animale evitasse quel sapore, mentre lo stesso malessere non veniva associato a luci e suoni. Questi studi sull'avversione condizionata al gusto si devono a
- AEdward Tolman
- BRobert Rescorla
- CEdward Thorndike
- DJohn Garcia
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
John Garcia mostrò, fra gli anni Cinquanta e Sessanta, che l'avversione per un sapore si stabilisce anche con un solo abbinamento e con un intervallo di ore fra il sapore e il malessere, e che il malessere si lega facilmente ai sapori ma non a luci e suoni. I risultati contraddicevano l'idea che qualunque stimolo possa essere associato a qualunque conseguenza e indicano una predisposizione biologica ad apprendere certe associazioni. Tolman è legato all'apprendimento latente, Thorndike alla legge dell'effetto, Rescorla all'idea che conti quanto lo stimolo condizionato permette di prevedere quello incondizionato.
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22. In un ragionamento deduttivo valido, se le premesse sono vere la conclusione è
- Aprobabilmente vera
- Bvera fino a prova contraria
- Cvera solo se confermata dai fatti
- Dnecessariamente vera
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
La deduzione procede da premesse generali a una conclusione che ne discende per necessità logica: se l'argomento è valido e le premesse sono vere, la conclusione non può essere falsa. Una conclusione soltanto probabile, che nuove osservazioni possono smentire, è invece tipica del ragionamento induttivo.
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23. Su un sentiero, Dario salta indietro davanti a una forma allungata prima ancora di capire che è un ramo. Secondo il modello di LeDoux, questo accade perché
- Ala corteccia analizza lo stimolo e poi attiva l'amigdala e l'ipotalamo
- Buna via rapida porta l'informazione dal talamo direttamente all'amigdala
- Cl'ippocampo riconosce la forma prima che arrivi alla corteccia visiva
- Dil talamo produce il vissuto di paura senza coinvolgere l'amigdala
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
LeDoux ha descritto due percorsi: una via breve, dal talamo all'amigdala, veloce ma approssimativa, che fa partire la reazione di allarme; e una via lunga, che passa per la corteccia, più lenta ma precisa, che permette di riconoscere lo stimolo e, se è il caso, di frenare la risposta. Il salto che precede il riconoscimento dipende dalla prima.
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24. Dopo un trauma cranico un uomo conserva memoria, linguaggio e capacità motorie, ma diventa impulsivo, incapace di pianificare e di rispettare gli impegni presi. La regione più probabilmente danneggiata è:
- Al'ippocampo
- Bla corteccia somatosensoriale
- Cla corteccia prefrontale
- Dil cervelletto
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La corteccia prefrontale, la parte anteriore del lobo frontale, sostiene le cosiddette funzioni esecutive: pianificare, inibire le risposte impulsive, adattare il comportamento alle regole sociali. Il celebre caso ottocentesco di Phineas Gage mostrò proprio un cambiamento di questo tipo dopo una lesione frontale. Una lesione dell'ippocampo avrebbe compromesso la formazione di nuovi ricordi, una del cervelletto la coordinazione dei movimenti.
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25. Tre gruppi leggono le stesse parole: il primo deve dire se sono scritte in maiuscolo, il secondo se fanno rima con una parola data, il terzo se indicano qualcosa di piacevole. A un successivo test di memoria a sorpresa, il ricordo migliore è atteso:
- Anel primo gruppo, perché ha analizzato la forma visiva
- Bnel secondo gruppo, perché ha usato il suono delle parole
- Cnel terzo gruppo, perché ha elaborato il significato
- Din pari misura nei tre gruppi, perché il tempo è lo stesso
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Secondo la teoria dei livelli di elaborazione di Craik e Lockhart, la durata di un ricordo dipende dalla profondità con cui il materiale è stato elaborato: l'analisi del significato (livello semantico) lascia tracce più durevoli dell'analisi del suono, e questa più dell'analisi dell'aspetto grafico. Conta dunque il tipo di operazione compiuta sul materiale, non il tempo di esposizione né l'intenzione di imparare.
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26. Una docente interroga con regolarità l'ultimo venerdì di ogni mese. Gli studenti studiano pochissimo subito dopo l'interrogazione e sempre di più via via che si avvicina la successiva. L'andamento ricorda quello prodotto da un programma di rinforzo:
- Aa rapporto fisso
- Ba rapporto variabile
- Ca intervallo variabile
- Da intervallo fisso
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Nel programma a intervallo fisso il rinforzo è disponibile solo dopo che è trascorso un tempo costante dal precedente: le risposte calano subito dopo il rinforzo e si intensificano all'avvicinarsi della scadenza, con un tipico andamento «a festone». Se le interrogazioni arrivassero a sorpresa (intervallo variabile) lo studio sarebbe più regolare. Nei programmi a rapporto conta invece il numero di risposte emesse, non il tempo.
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27. Nella piramide classica dei bisogni di Maslow, a cinque livelli, il livello più alto è occupato dal bisogno di
- Astima
- Bappartenenza
- Cautorealizzazione
- Dsicurezza
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Maslow ordina i bisogni in una gerarchia: alla base quelli fisiologici, poi sicurezza, appartenenza e amore, stima e, al vertice, autorealizzazione, cioè la spinta a realizzare appieno le proprie potenzialità. I bisogni dei livelli superiori diventano rilevanti quando quelli inferiori sono almeno in parte soddisfatti.
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28. Giulia è descritta come riservata, precisa e appassionata di scacchi. Molti ritengono più probabile che sia una ricercatrice di matematica che un'impiegata, benché le impiegate siano di gran lunga più numerose. L'errore dipende
- Adall'euristica della disponibilità, che privilegia i casi facili da ricordare
- Bdall'euristica dell'ancoraggio, che lega la stima a un valore iniziale
- Cdall'effetto framing, che dipende dal modo in cui il caso è formulato
- Ddall'euristica della rappresentatività, che trascura le frequenze di base
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
La descrizione somiglia allo stereotipo della matematica, e il giudizio di probabilità viene sostituito da un giudizio di somiglianza: è l'euristica della rappresentatività. Così si ignora la probabilità di base, cioè il fatto che le impiegate sono molte di più delle ricercatrici di matematica. La disponibilità riguarderebbe invece la facilità con cui vengono in mente gli esempi.
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29. Negli anni Sessanta alcuni pazienti, a cui il corpo calloso era stato reciso per curare una grave epilessia, furono sottoposti a prove che inviavano gli stimoli a un solo emisfero. Queste ricerche sul «cervello diviso» valsero nel 1981 il premio Nobel per la medicina a
- ARoger Sperry
- BDavid Hubel
- CWilder Penfield
- DDonald Hebb
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Roger Sperry, con il suo allievo Michael Gazzaniga, mostrò che nei pazienti con il corpo calloso reciso ciascun emisfero elabora per conto proprio ciò che riceve: il sinistro prevale nel linguaggio, il destro nei compiti visuo-spaziali. Per questi studi Sperry ricevette nel 1981 metà del Nobel per la medicina; l'altra metà andò a Hubel e Wiesel, premiati però per le ricerche sul sistema visivo. Penfield è noto per le mappe della corteccia motoria e somatosensoriale ottenute con la stimolazione elettrica, Hebb per l'ipotesi che le sinapsi si rafforzino con l'uso.
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30. In una persona sveglia, rilassata e con gli occhi chiusi, l'EEG mostra tipicamente:
- Aonde delta
- Bfusi del sonno
- Conde alfa
- Donde beta
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Il ritmo alfa, regolare e di media frequenza, è tipico della veglia rilassata a occhi chiusi. Quando la persona apre gli occhi o si impegna in un compito compaiono le onde beta, più rapide e di minore ampiezza. Le onde delta, lente e ampie, caratterizzano il sonno profondo, e i fusi del sonno il sonno leggero.
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4 domande · 45 minuti. Scrivi la tua risposta (resta sul tuo dispositivo), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta. Qui non c'è un voto in trentesimi: ti dici da solo come è andata.
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1. Che cosa si intende per problema, e come lo si risolve? Illustri gli ostacoli descritti dalla psicologia della Gestalt e le strategie studiate dall'approccio dell'elaborazione dell'informazione.
Scaletta di una buona risposta
- Si ha un problema quando si vuole raggiungere una meta e non si dispone di una via immediata per farlo; nei problemi ben definiti lo stato iniziale, la meta e le mosse consentite sono specificati con chiarezza, in quelli mal definiti no.
- Per la psicologia della Gestalt risolvere un problema significa ristrutturarne la rappresentazione, cioè vedere in modo nuovo le relazioni fra gli elementi; quando questo avviene all'improvviso si parla di insight.
- Un primo ostacolo è la fissità funzionale, descritta da Duncker con il problema della candela: si fatica a usare la scatola delle puntine come mensola perché la si vede solo nella sua funzione abituale di contenitore.
- Un secondo ostacolo è l'impostazione mentale, studiata da Luchins con i problemi dei recipienti d'acqua: dopo aver risolto più problemi con la stessa procedura, si continua ad applicarla anche quando ne esiste una più semplice.
- Per Newell e Simon risolvere un problema significa cercare un percorso nello spazio del problema, cioè nell'insieme degli stati possibili fra quello iniziale e la meta; poiché la memoria di lavoro è limitata, non si possono esplorare tutti i percorsi.
- Un algoritmo è una procedura che, applicata correttamente, garantisce la soluzione ma può essere lunghissima; un'euristica è una scorciatoia che riduce la ricerca senza garantire il risultato.
- Fra le euristiche più usate vi sono l'analisi mezzi-fini, che riduce passo dopo passo la distanza fra lo stato attuale e la meta fissando sotto-obiettivi, il procedere a ritroso dalla meta e il ricorso all'analogia con un problema già risolto.
Errori tipici
- Confondere la fissità funzionale, che riguarda l'uso di un oggetto, con l'impostazione mentale, che riguarda la procedura di soluzione.
- Scambiare algoritmo ed euristica, o dire che un'euristica garantisce la soluzione.
- Descrivere l'insight come un'illuminazione inspiegabile, senza richiamare la ristrutturazione del problema.
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2. Confronti ragionamento deduttivo e ragionamento induttivo: che cosa li distingue, a che cosa servono e a quali errori tipici vanno incontro.
Scaletta di una buona risposta
- Nel ragionamento deduttivo la conclusione è già implicita nelle premesse: se le premesse sono vere e la forma è valida, la conclusione è necessariamente vera, ma non aggiunge informazione nuova.
- Nel ragionamento induttivo si parte da osservazioni particolari per arrivare a una conclusione generale o per estenderla a casi nuovi: la conclusione va oltre le premesse, e perciò è soltanto probabile e può essere smentita da una nuova osservazione.
- Un esempio di deduzione: tutti i mammiferi allattano i piccoli, il delfino è un mammifero, dunque il delfino allatta i piccoli; un esempio di induzione: tutti i corvi osservati finora sono neri, dunque tutti i corvi sono neri.
- Cambia anche il criterio di valutazione: un argomento deduttivo è valido o non valido; un argomento induttivo è più o meno forte, secondo il numero e la varietà dei casi su cui si fonda.
- Sono forme di induzione la generalizzazione, il ragionamento per analogia, la formazione dei concetti e la ricerca delle cause; nella scienza i due ragionamenti si alternano, perché le ipotesi nascono per induzione e le previsioni da controllare se ne ricavano per deduzione.
- Gli errori tipici della deduzione sono le fallacie del ragionamento condizionale e l'influenza delle credenze sulla valutazione dei sillogismi.
- Gli errori tipici dell'induzione sono la generalizzazione da pochi casi o da casi non rappresentativi e la tendenza alla conferma: nel compito 2-4-6 di Wason i soggetti propongono quasi soltanto terne che confermano la loro ipotesi, invece di cercare quelle che potrebbero smentirla.
Errori tipici
- Fermarsi alla formula «dal generale al particolare» e «dal particolare al generale» senza indicare il criterio decisivo: la conclusione è necessaria nella deduzione, solo probabile nell'induzione.
- Sostenere che la deduzione garantisce sempre conclusioni vere: lo fa solo se le premesse sono vere.
- Considerare dimostrata una conclusione induttiva sostenuta da molti casi favorevoli.
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3. Come si valuta la personalità? Illustri la differenza fra questionari e test proiettivi e spieghi che cosa significa che uno strumento è attendibile e valido.
Scaletta di una buona risposta
- La personalità si valuta con il colloquio, con l'osservazione del comportamento e con i test, che si dividono in questionari di autovalutazione, detti anche inventari, e test proiettivi.
- Nei questionari la persona risponde a una serie di affermazioni su di sé scegliendo fra alternative prefissate; le risposte si sommano in punteggi su scale, che si confrontano con quelli di un campione di riferimento: ne sono esempi l'MMPI, nato per la valutazione clinica, e i questionari che misurano i Big Five.
- Il vantaggio dei questionari è che somministrazione e calcolo dei punteggi sono standardizzati; il limite è che dipendono da ciò che la persona sa e vuole dire di sé, e risentono quindi della desiderabilità sociale, cioè della tendenza a dare di sé un'immagine favorevole: per questo alcuni questionari, come l'MMPI, comprendono scale di controllo.
- I test proiettivi presentano stimoli ambigui, come le macchie d'inchiostro del test di Rorschach, di cui la persona dice che cosa vede, o le scene del Test di appercezione tematica (TAT) di Murray, su cui inventa una storia; l'ipotesi, di derivazione psicodinamica, è che nell'interpretarli la persona proietti bisogni, conflitti e modi di vedere di cui non è del tutto consapevole.
- Uno strumento è attendibile se dà misure coerenti: da una somministrazione all'altra, fra le domande che misurano la stessa caratteristica e fra esaminatori diversi; è valido se misura davvero ciò che dichiara di misurare, per esempio se i suoi punteggi predicono comportamenti pertinenti.
- L'attendibilità è necessaria ma non sufficiente per la validità: una misura incoerente non può essere valida, mentre una misura coerente può misurare qualcosa di diverso da ciò che dichiara.
- Ai test proiettivi si rimprovera che l'interpretazione dipende in parte dall'esaminatore; per ridurre il problema sono stati messi a punto sistemi standardizzati di siglatura, ma il giudizio sulla loro attendibilità e validità resta più cauto che per i questionari.
Errori tipici
- Usare attendibilità e validità come sinonimi: la prima riguarda la coerenza della misura, la seconda ciò che essa misura.
- Presentare i test proiettivi come prove con risposte giuste o sbagliate: conta il modo in cui la persona organizza uno stimolo ambiguo.
- Dare per scontato che le risposte a un questionario rispecchino fedelmente la persona, trascurando la desiderabilità sociale.
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4. La memoria a lungo termine non è un sistema unico. Ne descriva le principali suddivisioni e le prove che le giustificano.
Scaletta di una buona risposta
- La memoria a lungo termine si divide in memoria dichiarativa o esplicita, i cui contenuti possono essere richiamati consapevolmente ed espressi a parole («sapere che»), e memoria non dichiarativa o implicita, che si manifesta nella prestazione senza un ricordo consapevole («sapere come»).
- All'interno della memoria dichiarativa Tulving distingue la memoria episodica, che riguarda eventi vissuti in prima persona e collocati in un tempo e in un luogo, dalla memoria semantica, che riguarda le conoscenze generali sul mondo e sul linguaggio, indipendenti dal momento in cui sono state acquisite.
- La memoria non dichiarativa comprende la memoria procedurale, cioè le abilità motorie e cognitive e le abitudini (andare in bicicletta, scrivere alla tastiera), il priming, cioè la facilitazione nell'elaborare uno stimolo già incontrato, e il condizionamento classico.
- La prova più forte viene dall'amnesia: pazienti come H.M., incapaci di formare nuovi ricordi dichiarativi, imparano comunque nuove abilità, per esempio migliorano di giorno in giorno nel disegno allo specchio pur non ricordando di averlo mai fatto, e mostrano un priming normale.
- I sistemi poggiano su strutture cerebrali in parte diverse: la formazione dei ricordi dichiarativi dipende dall'ippocampo e dalle aree vicine del lobo temporale mediale, le abilità procedurali dai gangli della base e dal cervelletto, le risposte emotive condizionate dall'amigdala.
- Anche i metodi di misura sono diversi: la memoria esplicita si valuta con prove di rievocazione e di riconoscimento, quella implicita con prove indirette, come il completamento di parole, in cui al soggetto non si chiede di ricordare.
- Nell'amnesia si distingue il deficit anterogrado, cioè l'incapacità di acquisire nuovi ricordi dopo la lesione, da quello retrogrado, cioè la perdita dei ricordi precedenti.
Errori tipici
- Scambiare memoria episodica e memoria semantica, o collocare la memoria procedurale fra le memorie dichiarative.
- Identificare la memoria implicita con l'inconscio freudiano: indica soltanto un effetto dell'esperienza passata che non richiede ricordo consapevole.
- Invertire amnesia anterograda (nuovi ricordi) e amnesia retrograda (ricordi precedenti alla lesione).
Il programma, argomento per argomento
Storia e metodi della psicologia
Dalla nascita della psicologia scientifica alle grandi scuole (strutturalismo, funzionalismo, Gestalt, comportamentismo, cognitivismo) e gli strumenti della ricerca: esperimento, correlazione, validità, etica.
5 domande aperte su questo argomento
- Come nasce la psicologia come scienza autonoma? Descriva il programma di Wundt e dello strutturalismo, il metodo dell'introspezione e la critica che gli mosse il funzionalismo.
- Descriva la logica dell'esperimento in psicologia e spieghi perché è il metodo che permette di trarre conclusioni di tipo causale.
- Metta a confronto comportamentismo e cognitivismo: che cosa studia ciascuno, con quali metodi e con quale idea della mente.
- Un quotidiano titola: «Chi dorme di più prende voti più alti». La notizia viene da un'indagine in cui a un campione di studenti sono state chieste le ore di sonno abituali e la media dei voti. Di che tipo di ricerca si tratta? Che cosa permette di concludere, che cosa no, e come si potrebbe mettere alla prova l'ipotesi che il sonno migliori il rendimento?
- Mi parli della psicologia della Gestalt: contro quali idee nasce, quali principi propone e che cosa ha lasciato allo studio della percezione, del pensiero e dell'apprendimento.
Le basi biologiche del comportamento
Come funzionano il neurone e la sinapsi, quali sono i principali neurotrasmettitori, come è organizzato il sistema nervoso, quali funzioni svolgono i lobi della corteccia e con quali tecniche si studia il cervello.
5 domande aperte su questo argomento
- Descriva la struttura del neurone e spieghi come il segnale nervoso viene generato, condotto lungo l'assone e trasmesso a un altro neurone.
- Descriva la corteccia cerebrale: la divisione in lobi, le principali aree e le funzioni che vi sono associate.
- Emisfero destro ed emisfero sinistro: in che cosa si differenziano e che cosa hanno mostrato gli studi sui pazienti con «cervello diviso»?
- Sta rientrando a casa di sera quando un cane sbuca all'improvviso abbaiando da un cancello: il cuore accelera, il respiro si fa corto, le mani sudano. Si accorge che il cane è legato e in pochi minuti tutto torna normale. Spieghi che cosa è accaduto nel suo organismo.
- Mi parli della plasticità del sistema nervoso: che cosa si intende, quali sono i suoi meccanismi e come si collega all'apprendimento e alla memoria.
Sensazione e percezione
Dalla registrazione degli stimoli alla loro interpretazione: soglie e psicofisica, organizzazione percettiva secondo la Gestalt, costanze, percezione della profondità, illusioni, elaborazione dal basso e dall'alto.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cosa si intende per soglia assoluta e per soglia differenziale? Illustri le leggi della psicofisica classica e il contributo della teoria della detezione del segnale.
- Illustri i principi con cui il sistema visivo organizza la stimolazione in oggetti e sfondi: l'articolazione figura-sfondo e le leggi di raggruppamento.
- Confronti l'elaborazione guidata dai dati (bottom-up) e l'elaborazione guidata dai concetti (top-down) nella percezione, portando un esempio per ciascuna.
- Un'amica si allontana lungo un viale alberato. La sua immagine sulla retina diventa sempre più piccola, eppure continua a vederla della stessa statura; e si accorge senza esitazione che si sta allontanando. Spieghi i due fenomeni.
- Dalla luce all'esperienza visiva: mi descriva il percorso dell'informazione dall'occhio alla corteccia e mi spieghi perché si dice che la percezione è una costruzione e non una fotografia della realtà.
Attenzione e coscienza
Come si seleziona l'informazione e come si distribuiscono risorse limitate, i processi automatici e controllati, il sonno, i ritmi biologici e gli altri stati di coscienza.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cos'è l'attenzione selettiva? Descriva il paradigma dell'ascolto dicotico e i modelli del filtro che ne sono derivati.
- Descriva com'è organizzato il sonno: gli stadi, le differenze fra sonno REM e non-REM e le principali ipotesi sulla sua funzione.
- Confronti i processi automatici e i processi controllati: quali caratteristiche li distinguono, come si passa dagli uni agli altri e che cosa dimostra l'effetto Stroop.
- Una guidatrice esperta chiacchiera senza problemi con il passeggero su una strada che conosce bene. Quando però si mette a parlare al telefono in mezzo al traffico cittadino, non si accorge di un pedone che sta attraversando. Interpreti la situazione con ciò che sa sull'attenzione.
- Che rapporto c'è fra attenzione e memoria? Mi risponda facendo riferimento ai modelli della memoria che conosce.
L'apprendimento
Le forme dell'apprendimento: condizionamento classico e operante, rinforzo e punizione, programmi di rinforzo, e gli apprendimenti che il solo rinforzo non spiega (latente, per insight, osservativo).
5 domande aperte su questo argomento
- Descriva il condizionamento classico: la procedura di Pavlov, i termini fondamentali e i fenomeni principali.
- Descriva il condizionamento operante: dalla legge dell'effetto di Thorndike agli studi di Skinner su rinforzo, punizione e programmi di rinforzo.
- Per i comportamentisti si apprende per associazione e per rinforzo; Tolman e Köhler hanno sostenuto che si può apprendere anche in altro modo. Confronti le due posizioni richiamando gli esperimenti.
- Al supermercato un bambino piange e urla finché il padre, imbarazzato, gli compra le caramelle. La scena si ripete a ogni spesa, sempre più spesso. Analizzi l'episodio in termini di condizionamento operante e dica che cosa converrebbe fare.
- Mi parli dell'apprendimento per osservazione secondo Bandura: in che cosa va oltre il condizionamento, e come chiama in causa attenzione, memoria e motivazione?
La memoria
I magazzini e i processi della memoria: dal modello modale alla memoria di lavoro, la codifica e il recupero, i sistemi della memoria a lungo termine, l'oblio, i falsi ricordi e le amnesie.
5 domande aperte su questo argomento
- Descriva il modello della memoria di Atkinson e Shiffrin, indicando per ciascun magazzino capacità e durata e le prove sperimentali a sostegno.
- La memoria a lungo termine non è un sistema unico. Ne descriva le principali suddivisioni e le prove che le giustificano.
- Memoria a breve termine e memoria di lavoro sono la stessa cosa? Confronti il magazzino a breve termine del modello modale con il modello di Baddeley e Hitch.
- Un passante assiste a un tamponamento. Nei giorni seguenti ne parla con altri testimoni, legge la cronaca locale e viene sentito dai vigili, che gli chiedono «a che velocità andava l'auto quando si è schiantata contro l'altra». Un mese dopo ricorda con assoluta sicurezza vetri rotti sull'asfalto, che in realtà non c'erano. Come si spiega?
- Perché dimentichiamo? Mi esponga le principali spiegazioni dell'oblio e ne ricavi qualche indicazione su come conviene studiare, collegandosi a ciò che sa sull'attenzione e sull'elaborazione dell'informazione.
Pensiero e ragionamento
Come la mente organizza la conoscenza in concetti e categorie e come ricava conclusioni da ciò che sa. Comprende prototipi, deduzione e induzione, sillogismi, compito di selezione di Wason e tendenza alla conferma.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cosa sono i concetti e come sono organizzati nella mente? Illustri la teoria classica, la teoria del prototipo e i livelli di categorizzazione.
- Descriva il ragionamento deduttivo, con particolare riguardo al ragionamento condizionale e al compito di selezione di Wason: quali errori commettiamo e che cosa ci dicono sul pensiero umano?
- Confronti ragionamento deduttivo e ragionamento induttivo: che cosa li distingue, a che cosa servono e a quali errori tipici vanno incontro.
- Un'infermiera è convinta che «nelle notti di luna piena al pronto soccorso succede di tutto» e porta a sostegno molti turni movimentati che ricorda bene. Quali processi di pensiero possono averla portata a questa convinzione, e come si potrebbe controllarla in modo corretto?
- Il pensiero dipende dal linguaggio, o il linguaggio dal pensiero? Mi esponga le principali posizioni e le prove a sostegno.
Decisione e soluzione dei problemi
Come si formulano giudizi e si compiono scelte in condizioni di incertezza e come si affrontano i problemi. Comprende euristiche ed errori sistematici, effetto framing, teoria del prospetto, tipi di problemi, fissità funzionale e insight.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cosa sono le euristiche di giudizio? Descriva quelle studiate da Kahneman e Tversky e gli errori sistematici a cui portano.
- Che cosa si intende per problema, e come lo si risolve? Illustri gli ostacoli descritti dalla psicologia della Gestalt e le strategie studiate dall'approccio dell'elaborazione dell'informazione.
- Confronti il modello della scelta razionale (teoria dell'utilità attesa) con la teoria del prospetto di Kahneman e Tversky.
- Marco ha pagato 80 euro, non rimborsabili, per un fine settimana in montagna. Il giorno della partenza ha la febbre e le previsioni danno pioggia, ma parte ugualmente «per non buttare via i soldi». Al supermercato, poi, compra uno yogurt con la scritta «magro al 95%» dopo aver scartato quello che dichiarava «5% di grassi». Interpreti le due scelte.
- Che cosa distingue un esperto da un principiante quando affronta un problema? Mi risponda collegando la soluzione dei problemi a ciò che sa sulla memoria.
Linguaggio e comunicazione
La struttura del linguaggio, il suo sviluppo nel bambino, le sue basi cerebrali e il rapporto con il pensiero. Comprende anche i canali della comunicazione non verbale.
5 domande aperte su questo argomento
- Quali proprietà distinguono il linguaggio umano dagli altri sistemi di comunicazione? Ne descriva inoltre i livelli di analisi, dai suoni all'uso nel contesto.
- Descriva le tappe dell'acquisizione del linguaggio nel bambino, dalla nascita alla padronanza della frase.
- Come fa un bambino a imparare a parlare? Confronti la spiegazione di Skinner con quella di Chomsky e indichi come è stata superata la loro contrapposizione.
- Rientrando a casa, Anna chiede al compagno: «Com'è andato il colloquio?». Lui, senza alzare gli occhi dal telefono e con voce piatta, risponde: «Benissimo, guarda». Anna capisce subito che è andato male e che lui non ha voglia di parlarne. Come fa? Analizzi lo scambio con gli strumenti della pragmatica e della comunicazione non verbale.
- Che cosa ci hanno insegnato le afasie sull'organizzazione del linguaggio nel cervello? Colleghi il discorso a ciò che sa sulla specializzazione degli emisferi.
L'intelligenza
Le principali teorie dell'intelligenza e i modi per misurarla. Comprende il QI, le scale Wechsler, i requisiti di un buon test e il contributo di ereditarietà e ambiente.
5 domande aperte su questo argomento
- Come si misura l'intelligenza? Ripercorra il passaggio dall'età mentale di Binet al QI di deviazione di Wechsler e indichi i requisiti che un test deve possedere.
- L'intelligenza è una capacità unica o un insieme di capacità? Esponga le risposte date dalle teorie fattoriali, da Spearman ai modelli gerarchici.
- Confronti la concezione unitaria dell'intelligenza, propria della tradizione psicometrica, con la teoria delle intelligenze multiple di Gardner e con la teoria triarchica di Sternberg.
- A Luca, otto anni, in Italia da due, viene somministrato un test di intelligenza e risulta un QI di 85. Un'insegnante commenta: «È poco intelligente, non c'è molto da fare». Discuta questa conclusione con ciò che sa sulla misura dell'intelligenza.
- L'intelligenza si eredita o si costruisce? Mi esponga i dati principali e mi chiarisca, con ciò che sa sui metodi di ricerca, che cosa significa e che cosa non significa «ereditabilità».
La motivazione
Che cosa avvia, orienta e sostiene il comportamento. Comprende bisogni e pulsioni, incentivi, motivazione intrinseca ed estrinseca, gerarchia di Maslow, motivazione al successo, autodeterminazione e attribuzioni causali.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cosa si intende per motivazione? Illustri le principali spiegazioni generali del comportamento motivato: istinti, riduzione della pulsione, livello ottimale di attivazione, incentivi.
- Esponga la teoria dei bisogni di Maslow e le critiche che le sono state rivolte.
- Confronti motivazione intrinseca e motivazione estrinseca e spieghi perché, in certi casi, un premio può ridurre l'interesse per un'attività.
- Due studenti prendono lo stesso voto insufficiente al primo esame. Marta dice: «Ho studiato poco e male, la prossima volta mi organizzo». Paolo dice: «Non sono portato, è inutile insistere», e smette di frequentare. Spieghi la differenza con le teorie della motivazione che conosce.
- Prenda la fame come esempio e mi mostri come fattori biologici, appresi e sociali concorrono a motivare un comportamento.
Le emozioni
Che cosa sono le emozioni, come nascono e come si regolano. Comprende le teorie classiche, le emozioni di base e le loro espressioni, il ruolo dell'amigdala, lo stress e le strategie di coping.
5 domande aperte su questo argomento
- Che cos'è un'emozione? Ne descriva le componenti, le funzioni e la differenza rispetto all'umore e ai sentimenti.
- Le espressioni facciali delle emozioni sono universali o apprese? Esponga la tesi di Darwin, le ricerche di Ekman e il ruolo della cultura.
- Confronti la teoria delle emozioni di James e Lange con quella di Cannon e Bard: che cosa sostiene ciascuna, con quali argomenti, e che cosa ne resta oggi.
- Prima di un esame orale due studenti hanno le stesse reazioni: batticuore, mani sudate, respiro corto. Chiara pensa: «Sono in ansia, andrà male». Davide pensa: «Sono carico, sono pronto». Come spiegano le teorie dell'emozione che la stessa attivazione dia luogo a due vissuti diversi?
- Viene prima l'emozione o il pensiero? Mi parli del rapporto fra emozione e cognizione, collegandolo a ciò che sa sulla memoria e sulla decisione.
La personalità
Che cosa si intende per personalità, come la descrivono i principali approcci e come la si misura. Comprende i tratti e i Big Five, il modello di Freud, il concetto di sé di Rogers, autoefficacia e locus of control, i questionari e i test proiettivi, il temperamento e le differenze individuali di fronte allo stress.
5 domande aperte su questo argomento
- Descriva l'approccio dei tratti allo studio della personalità: che cos'è un tratto, quali modelli sono stati proposti da Allport ai Big Five e quali sono i limiti di questo approccio.
- Come si valuta la personalità? Illustri la differenza fra questionari e test proiettivi e spieghi che cosa significa che uno strumento è attendibile e valido.
- Confronti l'approccio psicodinamico di Freud con l'approccio umanistico di Rogers: come ciascuno concepisce la personalità, da che cosa ne fa dipendere lo sviluppo e quali critiche ha ricevuto.
- Stefano al lavoro è puntuale, ordinato e scrupoloso; a casa lascia tutto in disordine e arriva in ritardo agli appuntamenti con gli amici. Un collega lo definisce «una persona coscienziosa», la sorella sostiene il contrario. Discuta il caso alla luce del dibattito fra persona e situazione.
- Mi parli dell'autoefficacia secondo Bandura: che cos'è, da dove nasce e come si collega a ciò che sa sull'apprendimento per osservazione e sulla motivazione.
I manuali più adottati
- Holt e altri, Psicologia generale. Capire la mente osservando il comportamento, McGraw Hill (in 3 atenei fra le schede lette)
- Legrenzi, Jacomuzzi, Fondamenti di psicologia generale, Il Mulino (in 2 atenei fra le schede lette)
- Girotto, Zorzi (a cura di), Manuale di psicologia generale, Il Mulino (in 2 atenei fra le schede lette)
- Legrenzi (a cura di), Storia della psicologia, Il Mulino (testo di storia, affianca il manuale) (in 2 atenei fra le schede lette)
- Occhionero (a cura di), Introduzione alla psicologia generale, Carocci (in un ateneo fra le schede lette)
- Schacter, Gilbert, Wegner, Psicologia generale, Zanichelli (in un ateneo fra le schede lette)
Solo i titoli, dalle schede pubbliche degli insegnamenti: il tuo docente può averne scelto un altro.
Come si svolge l'esame
Non esiste un formato unico: ogni docente decide il suo, e lo stesso insegnamento può cambiare modalità da un anno all'altro. Le forme più diffuse sono tre: lo scritto a risposta chiusa, lo scritto con domande aperte e il colloquio orale. Spesso sono combinate, per esempio uno scritto che dà accesso all'orale, oppure un orale facoltativo per chi vuole migliorare il voto.
Nello scritto a risposta chiusa le domande verificano sia le definizioni sia la capacità di riconoscere un concetto in un esempio. Da un corso all'altro cambiano il numero delle domande e delle alternative, il tempo a disposizione, l'eventuale penalità per le risposte sbagliate e la soglia per la sufficienza.
Le domande aperte e l'orale chiedono di esporre un argomento con il lessico della disciplina, collegando autori, esperimenti e concetti. Chi si è preparato soltanto sulle risposte chiuse di solito riconosce la risposta giusta ma fatica a spiegarla: conviene allenarsi anche a ripetere ad alta voce.
Prima di organizzare lo studio controlla la scheda dell'insegnamento (il sillabo) pubblicata dal tuo corso di laurea: riporta i testi d'esame, il programma, le modalità della prova, i criteri di valutazione e le eventuali differenze fra frequentanti e non frequentanti. In caso di dubbio vale quello che c'è scritto lì, non quello che trovi in questa pagina.
Che cosa si studia
Il programma tipo copre i processi psichici di base: la storia della disciplina e i metodi di ricerca, le basi biologiche del comportamento, la sensazione e la percezione, l'attenzione e la coscienza, l'apprendimento, la memoria, il pensiero e il linguaggio, l'intelligenza, la motivazione e le emozioni. Alcuni corsi aggiungono una parte sulla personalità o cenni di psicologia dello sviluppo e di psicologia sociale, che altrove sono esami a sé.
Di solito si studia su un manuale istituzionale di psicologia generale, cioè un testo introduttivo che attraversa tutti i capitoli della disciplina, affiancato in molti corsi da uno o due testi di approfondimento su un tema scelto dal docente e dai materiali delle lezioni. I manuali in uso sono diversi ma l'impianto è lo stesso: cambiano l'ordine dei capitoli, lo spazio dato a ciascun tema e qualche termine tecnico.
Nei corsi di laurea diversi da Psicologia l'esame ha spesso meno crediti e un programma ridotto. Quali capitoli restano e quali vengono tolti lo dice soltanto la scheda dell'insegnamento: prima di allenarti su un argomento, verifica che sia nel tuo programma.
Come usare la simulazione nelle ultime due settimane
All'inizio delle due settimane fai una prima simulazione senza ripassare e rispettando il tempo: serve a capire a che punto sei, non a prendere un bel voto. Guarda il risultato argomento per argomento e segna quelli in cui hai sbagliato di più.
Nei giorni seguenti riprendi sul manuale gli argomenti deboli e poi usa le pagine di allenamento per argomento, dove la spiegazione compare subito dopo ogni risposta. Leggi la spiegazione anche quando hai risposto bene: se hai indovinato per esclusione, il concetto non è ancora tuo.
Tieni un elenco degli errori e distingui quelli di conoscenza (non sapevi) da quelli di lettura (sapevi, ma hai confuso due concetti vicini o non hai notato una parola della domanda). I primi si curano tornando sul libro, i secondi rallentando e rileggendo la domanda prima di guardare le alternative.
Nell'ultima settimana rifai una simulazione completa a tempo, a qualche giorno di distanza dalla prima: mettersi alla prova più volte, a distanza di giorni, fissa il ricordo meglio di una rilettura. Se il tuo esame prevede anche domande aperte o l'orale, per ogni argomento prova a esporre a voce in due minuti i concetti del ripasso, senza guardare.
Un buon risultato qui non garantisce l'esame: le domande del tuo docente seguono il suo programma e il suo manuale. La simulazione ti dice se i concetti di base sono solidi; i dettagli vanno controllati sui testi indicati nella scheda dell'insegnamento.
Gli errori più comuni
Rinforzo negativo e punizione. Il rinforzo, positivo o negativo, fa sempre aumentare un comportamento; la punizione lo fa sempre diminuire. «Negativo» vuol dire che si toglie uno stimolo, non che l'effetto è spiacevole: allacciare la cintura per far smettere il segnale acustico dell'auto è un rinforzo negativo, togliere il telefono a chi rientra tardi è una punizione negativa.
Sensazione e percezione. La sensazione è la registrazione dello stimolo da parte dei recettori; la percezione è l'organizzazione e l'interpretazione di ciò che è stato registrato. Le soglie e l'adattamento riguardano la sensazione, le costanze e le illusioni la percezione.
Correlazione e causalità. Sapere che due variabili variano insieme non dice quale influenza l'altra, né esclude che dipendano entrambe da una terza. Solo un esperimento con assegnazione casuale permette una conclusione causale. E un coefficiente negativo indica una relazione inversa, non una relazione debole.
Variabile indipendente e variabile dipendente. L'indipendente è quella che il ricercatore manipola, la dipendente è quella che misura. Nelle domande che partono da un piccolo caso conviene chiedersi per prima cosa che cosa è stato cambiato e che cosa è stato contato.
Stimoli e risposte nel condizionamento classico. Lo stimolo condizionato è il segnale che prima era neutro; la risposta condizionata è la reazione a quel segnale. Risposta condizionata e risposta incondizionata si somigliano, ma sono provocate da stimoli diversi.
Prima e dopo, nella memoria. Nell'interferenza proattiva il vecchio disturba il nuovo, nella retroattiva il nuovo disturba il vecchio. L'amnesia anterograda impedisce di formare ricordi dopo la lesione, la retrograda cancella ricordi precedenti.
Altre coppie da tenere distinte: validità interna ed esterna, indizi monoculari e binoculari di profondità, processi automatici e controllati, memoria episodica e semantica, shaping e apprendimento per osservazione, area di Broca (produzione del linguaggio) e area di Wernicke (comprensione).
Domande frequenti
Le domande sono quelle vere dell'esame?
No. Sono domande originali, scritte per questa pagina sul programma tipo della materia: non provengono dagli appelli di nessun ateneo né da raccolte di domande d'esame. Servono a verificare se hai capito i concetti; le domande del tuo docente saranno diverse nella forma e, in parte, nei contenuti.
Quante domande ha l'esame di Psicologia generale?
Dipende dal docente: non c'è un numero valido per tutti. Cambiano anche il tempo, il numero delle alternative, le eventuali penalità e la presenza di domande aperte o dell'orale. Quello della simulazione è un formato tipo, pensato per allenarsi; il formato del tuo esame è scritto nella scheda dell'insegnamento.
Devo registrarmi per fare la simulazione?
No. La prima simulazione e l'allenamento per argomento sono liberi, senza account. L'account gratuito serve per le simulazioni successive e per ritrovare i tuoi risultati su altri dispositivi.
Chi ha scritto le domande?
Le ha scritte la redazione di didattica.live con l'aiuto dell'intelligenza artificiale, sugli argomenti comuni ai manuali universitari di psicologia generale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non portano la firma di un docente: per questo ogni spiegazione dice il perché della risposta, così puoi controllarla sul tuo manuale.
Che cosa faccio se trovo un errore in una domanda?
Usa il pulsante «Segnala un errore» presente su ogni domanda e scrivi in due righe che cosa non ti torna. Le segnalazioni vengono lette dalla redazione e, se l'errore c'è, la domanda viene corretta o tolta.
Fonti
- Decreto ministeriale 4 ottobre 2000, allegato B: declaratoria del settore M-PSI/01 Psicologia generale (Gazzetta Ufficiale n. 249 del 24 ottobre 2000, supplemento ordinario n. 175)
- Decreto del Ministro dell'università e della ricerca 2 maggio 2024: determinazione dei gruppi scientifico-disciplinari e delle relative declaratorie, aggiornamento dei settori (Gazzetta Ufficiale n. 107 del 9 maggio 2024)
Come sono fatte queste domande
Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.
Hai trovato un errore? Dopo ogni risposta c'è «Segnala un errore»: lo legge la redazione. Ultimo aggiornamento della pagina: 11/10/2026.
Il tuo docente ha un programma diverso?
Queste domande seguono il programma tipo della materia. Se hai gli appunti o le slide del tuo corso, fatti interrogare su quelli.