Decisione e soluzione dei problemi: domande di Psicologia generale
Psicologia generale · 9 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta
Come si formulano giudizi e si compiono scelte in condizioni di incertezza e come si affrontano i problemi. Comprende euristiche ed errori sistematici, effetto framing, teoria del prospetto, tipi di problemi, fissità funzionale e insight.
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Le euristiche sono scorciatoie di giudizio rapide ed economiche, che di solito funzionano ma producono errori sistematici, a differenza degli algoritmi, che garantiscono la soluzione a un costo maggiore. Con la disponibilità si stima la frequenza di un evento dalla facilità con cui se ne ricordano esempi; con la rappresentatività si giudica la probabilità dalla somiglianza con un caso tipico, trascurando le frequenze di base e cadendo nella fallacia della congiunzione o in quella del giocatore d'azzardo; con l'ancoraggio la stima resta troppo vicina a un valore di partenza.
L'effetto framing indica che la scelta cambia con la formulazione di un problema identico nei dati. La teoria del prospetto di Kahneman e Tversky descrive esiti valutati come guadagni o perdite rispetto a un punto di riferimento, perdite che pesano più dei guadagni equivalenti, prudenza davanti ai guadagni e propensione al rischio davanti alle perdite.
I problemi ben definiti hanno stato iniziale, obiettivo e operazioni chiari, quelli mal definiti no. Fra gli ostacoli alla soluzione figurano la fissità funzionale, studiata da Duncker, e il set mentale; l'insight, descritto dalla psicologia della Gestalt, è la ristrutturazione improvvisa che fa apparire la soluzione.
Le domande
Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.
Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 3 che stanno anche nella pagina dell'esame.
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1. Nello studio del giudizio e della decisione, un'euristica è
- Auna procedura passo per passo, che conduce sempre alla soluzione esatta
- Bun errore di memoria, che altera il ricordo delle decisioni già prese
- Cuna scorciatoia mentale rapida, che non garantisce la risposta corretta
- Duna regola logica formale, che assicura la validità delle conclusioni
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Le euristiche sono strategie semplificate che permettono giudizi veloci con poco sforzo: di solito funzionano, ma possono produrre errori sistematici. La procedura che esamina tutti i passaggi e garantisce la soluzione è invece l'algoritmo, più sicuro ma spesso troppo lento per le decisioni quotidiane.
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2. Nella soluzione dei problemi, il termine «insight» indica
- Al'avvicinamento graduale alla soluzione per tentativi ed errori
- Bl'applicazione di una procedura già usata in problemi analoghi
- Cla scomposizione dell'obiettivo finale in più obiettivi intermedi
- Dla comprensione improvvisa della soluzione dopo una fase di stallo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Per gli psicologi della Gestalt l'insight è una ristrutturazione: gli elementi del problema vengono visti all'improvviso in una relazione nuova e la soluzione appare di colpo, spesso con un'esperienza di «eureka». Si contrappone al procedere graduale per tentativi ed errori e alla semplice riproduzione di procedure già note.
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3. Herbert Simon, premio Nobel per l'economia nel 1978, è noto nello studio della decisione soprattutto per il concetto di
- Aavversione alle perdite, per cui una perdita pesa più di un guadagno uguale
- Butilità attesa, per cui si sceglie l'opzione con il valore medio più alto
- Crazionalità limitata, per cui ci si ferma alla prima opzione soddisfacente
- Dfissità funzionale, per cui si vede di un oggetto soltanto l'uso abituale
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Simon osservò, negli anni Cinquanta, che chi decide dispone di informazioni, tempo e capacità di calcolo limitati: invece di cercare l'alternativa ottima, come vorrebbe la teoria dell'utilità attesa di von Neumann e Morgenstern, si accontenta della prima che supera una soglia accettabile. L'avversione alle perdite appartiene alla teoria del prospetto di Kahneman e Tversky; la fissità funzionale è un ostacolo alla soluzione dei problemi studiato da Duncker. Con Newell, Simon è noto anche per i programmi che simulano la soluzione dei problemi.
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4. In campeggio Sara deve piantare un picchetto e non trova il martello. Ha in mano una borraccia d'acciaio piena, ma non le viene in mente di usarla per battere: per lei è soltanto un contenitore per l'acqua. Questo ostacolo si chiama
- Abias di conferma
- Beffetto di ancoraggio
- Cfissità funzionale
- Danalisi mezzi-fini
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La fissità funzionale è la difficoltà a vedere in un oggetto un uso diverso da quello abituale; Duncker la mise in luce con il problema della candela, in cui la scatola delle puntine viene vista solo come contenitore. L'analisi mezzi-fini è invece una strategia di soluzione, che riduce passo dopo passo la distanza fra la situazione attuale e l'obiettivo.
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5. Dopo una settimana di servizi televisivi su un disastro aereo, Piero giudica l'aereo più pericoloso dell'automobile, benché le statistiche dicano il contrario. Il suo giudizio è influenzato
- Adall'euristica della rappresentatività
- Bdall'euristica della disponibilità
- Cdall'euristica dell'ancoraggio
- Ddall'avversione alle perdite
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Con l'euristica della disponibilità si stima la frequenza di un evento dalla facilità con cui vengono in mente gli esempi: gli incidenti aerei, vividi e molto raccontati, si ricordano facilmente e per questo vengono sopravvalutati. La rappresentatività si basa invece sulla somiglianza con un caso tipico, l'ancoraggio su un valore numerico di partenza.
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6. Secondo la teoria del prospetto, come cambia l'atteggiamento verso il rischio a seconda che la scelta riguardi guadagni o perdite?
- ARicerca del rischio davanti ai guadagni, prudenza davanti alle perdite
- BPrudenza in entrambi i casi, in proporzione alla somma in gioco
- CPrudenza davanti ai guadagni, ricerca del rischio davanti alle perdite
- DRicerca del rischio in entrambi i casi, se la probabilità è alta
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Fra un guadagno sicuro e uno maggiore ma incerto si tende a preferire quello sicuro (avversione al rischio); fra una perdita sicura e una maggiore ma incerta si tende a rischiare, pur di evitarla. Questo andamento, descritto da Kahneman e Tversky, spiega perché lo stesso problema riceve risposte opposte quando è presentato in termini di guadagni o di perdite.
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Anche nella simulazione 1
7. Due gruppi devono stimare il prezzo di un appartamento. Prima, al primo gruppo si chiede se costi più o meno di 150.000 euro, al secondo se costi più o meno di 400.000. Le stime del secondo gruppo risultano molto più alte. Il fenomeno prende il nome di
- Aancoraggio
- Bdisponibilità
- Crappresentatività
- Dincorniciamento
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Un valore numerico presentato prima della stima funziona da àncora: il giudizio parte da lì e se ne allontana troppo poco (aggiustamento insufficiente), anche quando l'àncora è arbitraria. Disponibilità e rappresentatività non c'entrano, perché qui non contano né la facilità di ricordare esempi né la somiglianza con un caso tipico.
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Anche nella simulazione 1
8. Giulia è descritta come riservata, precisa e appassionata di scacchi. Molti ritengono più probabile che sia una ricercatrice di matematica che un'impiegata, benché le impiegate siano di gran lunga più numerose. L'errore dipende
- Adall'euristica della disponibilità, che privilegia i casi facili da ricordare
- Bdall'euristica dell'ancoraggio, che lega la stima a un valore iniziale
- Cdall'effetto framing, che dipende dal modo in cui il caso è formulato
- Ddall'euristica della rappresentatività, che trascura le frequenze di base
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
La descrizione somiglia allo stereotipo della matematica, e il giudizio di probabilità viene sostituito da un giudizio di somiglianza: è l'euristica della rappresentatività. Così si ignora la probabilità di base, cioè il fatto che le impiegate sono molte di più delle ricercatrici di matematica. La disponibilità riguarderebbe invece la facilità con cui vengono in mente gli esempi.
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Anche nella prova rapida
9. A Elena viene proposta una scommessa: se esce testa vince 100 euro, se esce croce ne perde 100. Rifiuta, e dichiara che accetterebbe solo con una vincita di almeno 200 euro. Nella teoria del prospetto, la sua scelta si spiega con
- Al'euristica della disponibilità
- Bl'avversione alle perdite
- Cla propensione al rischio
- Dl'effetto di ancoraggio
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Per la teoria del prospetto una perdita pesa psicologicamente più di un guadagno della stessa entità: per compensare il rischio di perdere 100 euro occorre una vincita sensibilmente maggiore. Non si tratta di propensione al rischio, che porterebbe ad accettare la scommessa, né di ancoraggio, perché nessun valore iniziale sta orientando una stima.
Domande aperte su questo argomento
Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.
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1. Che cosa sono le euristiche di giudizio? Descriva quelle studiate da Kahneman e Tversky e gli errori sistematici a cui portano.
Scaletta di una buona risposta
- Stimare la probabilità di un evento incerto secondo le regole della statistica è difficile e costoso; Kahneman e Tversky hanno mostrato che per farlo usiamo euristiche, cioè strategie semplificate, rapide ed economiche, che di solito funzionano ma producono errori sistematici e prevedibili (bias).
- Con l'euristica della rappresentatività si giudica la probabilità che un caso appartenga a una categoria in base a quanto le somiglia, trascurando la frequenza di base: una persona descritta come timida e ordinata è giudicata più probabilmente un bibliotecario che un agricoltore, anche se gli agricoltori sono molti di più.
- La rappresentatività porta alla fallacia della congiunzione: nel problema di Linda, «cassiera di banca e attiva nel movimento femminista» è giudicato più probabile di «cassiera di banca», benché la congiunzione di due eventi non possa essere più probabile di uno solo di essi.
- Dalla stessa euristica deriva la fallacia del giocatore: dopo una serie di uscite del rosso alla roulette si ritiene più probabile il nero, come se una breve sequenza casuale dovesse «riequilibrarsi».
- Con l'euristica della disponibilità si stima la frequenza di un evento dalla facilità con cui vengono in mente degli esempi: gli eventi vividi, recenti o molto presenti nei mezzi di informazione, come gli incidenti aerei, sono sopravvalutati.
- Con l'ancoraggio e aggiustamento una stima numerica parte da un valore iniziale, anche arbitrario, e se ne allontana troppo poco: in un esperimento un numero estratto con una ruota della fortuna influenzava le stime successive dei partecipanti.
- Kahneman ha poi inquadrato questi fenomeni nella distinzione, proposta da Stanovich e West, fra un pensiero rapido e intuitivo (sistema 1) e uno lento e analitico (sistema 2); Gigerenzer ha obiettato che le euristiche sono spesso strategie efficaci, adatte agli ambienti reali, e non semplici fonti di errore.
Errori tipici
- Usare «euristica» e «bias» come sinonimi: l'euristica è la strategia, il bias l'errore sistematico che ne può derivare.
- Confondere la disponibilità, fondata sulla facilità di richiamo, con la rappresentatività, fondata sulla somiglianza.
- Presentare le euristiche come sempre dannose: nella maggior parte dei casi portano a giudizi adeguati con poco sforzo.
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2. Che cosa si intende per problema, e come lo si risolve? Illustri gli ostacoli descritti dalla psicologia della Gestalt e le strategie studiate dall'approccio dell'elaborazione dell'informazione.
Scaletta di una buona risposta
- Si ha un problema quando si vuole raggiungere una meta e non si dispone di una via immediata per farlo; nei problemi ben definiti lo stato iniziale, la meta e le mosse consentite sono specificati con chiarezza, in quelli mal definiti no.
- Per la psicologia della Gestalt risolvere un problema significa ristrutturarne la rappresentazione, cioè vedere in modo nuovo le relazioni fra gli elementi; quando questo avviene all'improvviso si parla di insight.
- Un primo ostacolo è la fissità funzionale, descritta da Duncker con il problema della candela: si fatica a usare la scatola delle puntine come mensola perché la si vede solo nella sua funzione abituale di contenitore.
- Un secondo ostacolo è l'impostazione mentale, studiata da Luchins con i problemi dei recipienti d'acqua: dopo aver risolto più problemi con la stessa procedura, si continua ad applicarla anche quando ne esiste una più semplice.
- Per Newell e Simon risolvere un problema significa cercare un percorso nello spazio del problema, cioè nell'insieme degli stati possibili fra quello iniziale e la meta; poiché la memoria di lavoro è limitata, non si possono esplorare tutti i percorsi.
- Un algoritmo è una procedura che, applicata correttamente, garantisce la soluzione ma può essere lunghissima; un'euristica è una scorciatoia che riduce la ricerca senza garantire il risultato.
- Fra le euristiche più usate vi sono l'analisi mezzi-fini, che riduce passo dopo passo la distanza fra lo stato attuale e la meta fissando sotto-obiettivi, il procedere a ritroso dalla meta e il ricorso all'analogia con un problema già risolto.
Errori tipici
- Confondere la fissità funzionale, che riguarda l'uso di un oggetto, con l'impostazione mentale, che riguarda la procedura di soluzione.
- Scambiare algoritmo ed euristica, o dire che un'euristica garantisce la soluzione.
- Descrivere l'insight come un'illuminazione inspiegabile, senza richiamare la ristrutturazione del problema.
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3. Confronti il modello della scelta razionale (teoria dell'utilità attesa) con la teoria del prospetto di Kahneman e Tversky.
Scaletta di una buona risposta
- La teoria dell'utilità attesa, formalizzata da von Neumann e Morgenstern, è una teoria normativa: dice come dovrebbe scegliere un decisore razionale, che pesa l'utilità di ogni esito per la sua probabilità e sceglie l'alternativa con il valore più alto.
- Essa presuppone preferenze coerenti e stabili, che non cambiano se le stesse opzioni vengono descritte in modo diverso (principio di invarianza).
- Già Simon aveva osservato che le persone hanno informazioni, tempo e capacità di calcolo limitati (razionalità limitata): non cercano l'alternativa ottima, ma si fermano alla prima abbastanza soddisfacente.
- La teoria del prospetto di Kahneman e Tversky è una teoria descrittiva, che vuole spiegare come si sceglie di fatto in condizioni di rischio; il primo principio è che gli esiti sono valutati come guadagni o perdite rispetto a un punto di riferimento, di solito la situazione attuale, e non in termini assoluti.
- Il secondo principio è l'avversione alle perdite: una perdita pesa psicologicamente più di un guadagno della stessa entità.
- Ne deriva che si tende a evitare il rischio quando sono in gioco guadagni (si preferisce un guadagno certo a una scommessa di pari valore atteso) e a cercarlo quando sono in gioco perdite (si preferisce scommettere piuttosto che accettare una perdita certa); inoltre le probabilità molto basse ricevono un peso eccessivo, il che aiuta a capire lotterie e assicurazioni.
- L'effetto framing (o di incorniciamento) lo conferma: nel problema della «malattia asiatica» lo stesso programma sanitario è scelto dalla maggioranza se è descritto in termini di vite salvate e rifiutato se è descritto in termini di morti, in contrasto con il principio di invarianza.
Errori tipici
- Presentare la teoria del prospetto come una teoria di come si dovrebbe decidere: descrive come si decide di fatto.
- Confondere l'avversione alle perdite con l'avversione al rischio: di fronte a perdite certe le persone diventano propense al rischio.
- Concludere che le scelte umane siano casuali: gli scostamenti dal modello razionale sono sistematici e prevedibili.
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4. Marco ha pagato 80 euro, non rimborsabili, per un fine settimana in montagna. Il giorno della partenza ha la febbre e le previsioni danno pioggia, ma parte ugualmente «per non buttare via i soldi». Al supermercato, poi, compra uno yogurt con la scritta «magro al 95%» dopo aver scartato quello che dichiarava «5% di grassi». Interpreti le due scelte.
Scaletta di una buona risposta
- Secondo il modello della scelta razionale una decisione dovrebbe dipendere solo dai costi e dai benefici futuri: gli 80 euro sono spesi in ogni caso, e la domanda corretta è se a Marco convenga di più un fine settimana in montagna con la febbre o uno a casa.
- Marco cade nell'effetto dei costi sommersi (o costi irrecuperabili): la tendenza a proseguire un'attività perché vi si sono già investiti denaro, tempo o fatica, anche quando continuare non conviene più.
- L'effetto si spiega con l'avversione alle perdite della teoria del prospetto: rinunciare significherebbe riconoscere una perdita certa, e pur di evitarla si accetta un esito complessivamente peggiore.
- La scelta dello yogurt è un esempio di effetto framing (o di incorniciamento): due descrizioni equivalenti dello stesso prodotto portano a scelte diverse, perché una mette in luce l'aspetto positivo e l'altra quello negativo.
- Questo viola il principio di invarianza del modello razionale, secondo cui la preferenza non dovrebbe dipendere dal modo in cui le opzioni sono presentate.
- Kahneman e Tversky lo hanno mostrato con il problema della «malattia asiatica»: lo stesso programma è preferito se è descritto in termini di vite salvate ed evitato se è descritto in termini di morti.
- In entrambi i casi aiuta riformulare il problema: chiedersi che cosa si sceglierebbe se il viaggio fosse stato regalato, e tradurre l'etichetta nella formulazione opposta.
Errori tipici
- Considerare ragionevole partire «per non sprecare i soldi»: il denaro è speso comunque e non dovrebbe entrare nella decisione.
- Confondere l'effetto framing con l'ancoraggio: nel primo cambia la formulazione di opzioni equivalenti, nel secondo un valore iniziale condiziona una stima numerica.
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5. Che cosa distingue un esperto da un principiante quando affronta un problema? Mi risponda collegando la soluzione dei problemi a ciò che sa sulla memoria.
Scaletta di una buona risposta
- Nell'approccio di Newell e Simon risolvere un problema significa muoversi nello spazio del problema, e il vincolo principale è la capacità ridotta della memoria di lavoro: la superiorità dell'esperto deve dunque dipendere da un modo di aggirare questo limite.
- De Groot, e poi Chase e Simon, hanno studiato i giocatori di scacchi: dopo aver visto per pochi secondi una posizione di partita, i maestri la ricostruivano quasi per intero, i principianti solo in piccola parte; ma se i pezzi erano disposti a caso il vantaggio dei maestri quasi scompariva.
- L'esperto, quindi, non ha una memoria a breve termine più capiente: possiede in memoria a lungo termine un vasto repertorio di configurazioni dotate di significato, che gli permette di codificare molti pezzi come poche unità (chunk).
- L'esperto si rappresenta il problema in modo diverso: negli studi di Chi e collaboratori i principianti classificavano i problemi di fisica in base agli aspetti superficiali, come la presenza di un piano inclinato, gli esperti in base al principio fisico necessario per risolverli.
- Cambiano anche le strategie: l'esperto riconosce il tipo di problema e procede in avanti, dai dati verso la soluzione; il principiante parte dalla meta e procede a ritroso con l'analisi mezzi-fini, che impegna molto di più la memoria di lavoro.
- Molte procedure dell'esperto sono automatizzate, e questo libera risorse attentive per gli aspetti nuovi del problema.
- La competenza è specifica per dominio ed è il frutto di una pratica lunga e mirata; ha anche un costo, perché l'abitudine a certe soluzioni può rendere rigidi di fronte a problemi che richiedono una via diversa.
Errori tipici
- Attribuire la superiorità dell'esperto a una memoria «più grande» in generale o a una maggiore intelligenza.
- Riferire l'esperimento degli scacchi senza la condizione con i pezzi disposti a caso, che è quella decisiva.
- Pensare che la competenza in un campo si trasferisca automaticamente ad altri campi.
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Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.
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