L'intelligenza: domande di Psicologia generale
Psicologia generale · 9 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta
Le principali teorie dell'intelligenza e i modi per misurarla. Comprende il QI, le scale Wechsler, i requisiti di un buon test e il contributo di ereditarietà e ambiente.
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Le teorie dell'intelligenza si dividono fra chi la considera un'abilità unitaria e chi la scompone. Spearman ipotizza un fattore generale g, comune a ogni prova, accanto a fattori specifici; Thurstone propone sette abilità mentali primarie; Cattell distingue l'intelligenza fluida, capacità di ragionare su problemi nuovi che declina con l'età, da quella cristallizzata, fatta di conoscenze acquisite e più stabile.
Gardner descrive intelligenze multiple relativamente autonome, Sternberg tre forme, analitica, creativa e pratica. La misura nasce con la scala di Binet e Simon e con il concetto di età mentale; il QI di rapporto, età mentale divisa per età cronologica e moltiplicata per cento, è stato sostituito dal QI di deviazione delle scale Wechsler, con media 100 e deviazione standard 15, distribuito secondo la curva normale.
Per gran parte del Novecento, in molti paesi, i punteggi medi ai test sono cresciuti di generazione in generazione (effetto Flynn): anche per questo le norme dei test vanno aggiornate periodicamente. Un buon test deve essere standardizzato, attendibile, cioè stabile e preciso nelle misure, e valido, cioè capace di misurare ciò che dichiara; l'attendibilità è necessaria ma non sufficiente per la validità.
Gli studi su gemelli e adozioni indicano che alle differenze individuali contribuiscono fattori genetici e fattori ambientali; l'ereditabilità è una stima riferita a una popolazione, non al singolo individuo.
Le domande
Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.
Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 3 che stanno anche nella pagina dell'esame.
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1. Negli anni Ottanta uno studioso documentò che in molti paesi, nel corso del Novecento, i punteggi medi ai test di intelligenza erano cresciuti in modo costante da una generazione all'altra. Il fenomeno ha preso il suo nome: si tratta di
- AJames Flynn
- BLewis Terman
- CCharles Spearman
- DDavid Wechsler
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
James Flynn mostrò, con dati degli Stati Uniti e poi di molti altri paesi, un aumento medio di circa tre punti di QI per decennio: per questo le norme dei test vanno aggiornate periodicamente. Un cambiamento così rapido non può avere cause genetiche e viene attribuito a fattori ambientali, come l'istruzione, l'alimentazione e la familiarità con i compiti astratti. Terman adattò negli Stati Uniti la scala di Binet (Stanford-Binet), Spearman propose il fattore g, Wechsler costruì le scale che portano il suo nome.
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2. Una psicologa somministra lo stesso questionario allo stesso gruppo di persone a un mese di distanza e calcola la correlazione fra i due punteggi. Sta valutando
- Al'attendibilità test-retest
- Bla validità predittiva
- Cla validità di contenuto
- Dla coerenza interna
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
L'attendibilità è la precisione e la stabilità della misura; il metodo test-retest la stima correlando i punteggi ottenuti dalle stesse persone in due momenti diversi. La coerenza interna è anch'essa una forma di attendibilità, ma si calcola su una sola somministrazione, confrontando fra loro gli item. La validità riguarda invece ciò che il test misura.
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3. Una maestra coglie al volo lo stato d'animo dei suoi alunni e intuisce che cosa si aspettano da lei. Nella teoria delle intelligenze multiple di Gardner, questa capacità corrisponde all'intelligenza
- Aintrapersonale
- Blinguistica
- Ccorporeo-cinestetica
- Dinterpersonale
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Per Gardner l'intelligenza interpersonale è la capacità di comprendere emozioni, intenzioni e motivazioni degli altri. Non va confusa con quella intrapersonale, che riguarda la conoscenza di sé e dei propri stati interni. Linguistica e corporeo-cinestetica sono altre due delle intelligenze descritte dall'autore.
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4. Luisa non brilla nelle prove scolastiche, ma sa cavarsela in ogni situazione: tratta con i fornitori, risolve gli imprevisti, si adatta a qualunque ambiente di lavoro. Nella teoria triarchica di Sternberg, in lei prevale l'intelligenza
- Apratica
- Banalitica
- Ccreativa
- Dcristallizzata
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Sternberg distingue tre forme di intelligenza: analitica (valutare, confrontare, risolvere problemi di tipo scolastico), creativa (affrontare situazioni nuove con idee originali) e pratica (adattarsi all'ambiente quotidiano, modificarlo o sceglierne uno più adatto). L'intelligenza cristallizzata non appartiene a questa teoria, ma a quella di Cattell.
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5. Poiché il QI ha media 100 e deviazione standard 15 e si distribuisce secondo la curva normale, quale quota approssimativa della popolazione ha un QI compreso fra 85 e 115?
- ACirca il 34%
- BCirca il 50%
- CCirca il 68%
- DCirca il 95%
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Nella distribuzione normale circa il 68% dei casi cade entro una deviazione standard dalla media, quindi fra 85 e 115; circa il 95% cade entro due deviazioni standard, cioè fra 70 e 130. Il 34% è la quota compresa fra la media e una sola deviazione standard, da un solo lato della curva.
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6. Un nuovo test di «intelligenza» dà punteggi quasi identici quando viene ripetuto, ma questi non hanno alcuna relazione né con altri test di intelligenza né con il rendimento negli studi. Il test risulta
- Avalido, ma poco attendibile
- Battendibile e perciò anche valido
- Cattendibile, ma di validità dubbia
- Dné attendibile né valido
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La stabilità dei punteggi indica una buona attendibilità. La mancanza di relazione con altre misure di intelligenza e con criteri esterni indica però che il test non misura ciò che dichiara: manca la validità. L'attendibilità è una condizione necessaria ma non sufficiente della validità: una bilancia starata dà sempre lo stesso peso, ma sbagliato.
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Anche nella simulazione 1
7. Nelle scale Wechsler il QI è un punteggio di deviazione, calcolato rispetto ai coetanei, con
- Amedia 100 e deviazione standard 50
- Bmedia 50 e deviazione standard 10
- Cmedia 100 e deviazione standard 15
- Dmedia 0 e deviazione standard 1
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Il QI di deviazione esprime la posizione di una persona rispetto ai coetanei: per convenzione la media è fissata a 100 e la deviazione standard a 15. Media 50 con deviazione standard 10 e media 0 con deviazione standard 1 sono altre scale standardizzate usate in psicometria, rispettivamente i punti T e i punti z.
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Anche nella simulazione 1
8. Negli studi sull'intelligenza, a che cosa serve confrontare gemelli monozigoti e gemelli dizigoti cresciuti nella stessa famiglia?
- AA stimare il peso dell'ambiente, perché cambia la famiglia e non il corredo genetico
- BA stimare il peso dei geni, perché cambia la somiglianza genetica e non l'ambiente
- CA verificare l'attendibilità dei test, perché i gemelli ottengono punteggi identici
- DA misurare l'effetto dell'istruzione, perché i gemelli frequentano scuole diverse
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
I monozigoti condividono l'intero patrimonio genetico, i dizigoti in media la metà, come normali fratelli; se crescono insieme, l'ambiente familiare è simile per entrambi i tipi di coppia. Una maggiore somiglianza dei monozigoti nei punteggi indica quindi un contributo delle differenze genetiche. Gli studi sulle adozioni e sui gemelli cresciuti separati completano il quadro, perché separano ciò che i familiari hanno in comune per geni da ciò che hanno in comune per ambiente.
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Anche nella prova rapida
9. Nella teoria di Spearman, il fattore g indica
- Aun'abilità specifica richiesta soltanto dai compiti verbali
- Bil patrimonio di conoscenze accumulato con l'istruzione
- Cla capacità di adattarsi con successo ai problemi della vita quotidiana
- Dun'abilità generale che interviene in ogni compito intellettivo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Osservando che i punteggi in prove intellettive diverse tendono a correlare fra loro, Spearman ipotizzò un fattore generale (g) comune a ogni prova, affiancato da fattori specifici (s) propri di ciascun compito. Le conoscenze accumulate richiamano l'intelligenza cristallizzata di Cattell, l'adattamento alla vita quotidiana l'intelligenza pratica di Sternberg.
Domande aperte su questo argomento
Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.
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1. Come si misura l'intelligenza? Ripercorra il passaggio dall'età mentale di Binet al QI di deviazione di Wechsler e indichi i requisiti che un test deve possedere.
Scaletta di una buona risposta
- Il primo test di intelligenza fu messo a punto in Francia, all'inizio del Novecento, da Binet e Simon, per individuare i bambini che avevano bisogno di un sostegno scolastico: era una serie di prove di difficoltà crescente, tarate sulle diverse età.
- Binet introdusse il concetto di età mentale: il livello di prestazione di un bambino è espresso dall'età alla quale i bambini, in media, raggiungono quello stesso risultato.
- Stern propose di esprimere il risultato come rapporto fra età mentale ed età cronologica, il quoziente d'intelligenza, che Terman, nella scala Stanford-Binet, moltiplicò per cento: un QI di 100 indica un'età mentale pari all'età cronologica.
- Il rapporto non funziona con gli adulti, perché l'età mentale non continua a crescere con gli anni; Wechsler introdusse perciò il QI di deviazione, che indica di quanto il punteggio di una persona si discosta dalla media dei coetanei.
- I punteggi si distribuiscono secondo una curva normale, con media 100 e deviazione standard 15: circa due terzi delle persone hanno un QI compreso fra 85 e 115, circa il 95% fra 70 e 130.
- Le scale Wechsler, WAIS per gli adulti e WISC per i bambini, comprendono molte prove, verbali e non verbali, e forniscono oltre al QI totale un profilo delle diverse abilità.
- Un test deve essere standardizzato, cioè somministrato e valutato in modo uniforme e dotato di norme ricavate da un campione rappresentativo; attendibile, cioè capace di dare risultati coerenti e stabili; e valido, cioè capace di misurare davvero ciò che dichiara di misurare.
Errori tipici
- Credere che il QI si calcoli ancora come rapporto fra età mentale ed età cronologica: oggi è un punteggio di deviazione.
- Confondere attendibilità e validità: un test può dare risultati stabili senza misurare ciò che dichiara.
- Leggere il QI come una quantità fissa e innata o come una misura del valore della persona.
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2. L'intelligenza è una capacità unica o un insieme di capacità? Esponga le risposte date dalle teorie fattoriali, da Spearman ai modelli gerarchici.
Scaletta di una buona risposta
- L'approccio psicometrico studia la struttura dell'intelligenza con l'analisi fattoriale, una tecnica statistica che, a partire dalle correlazioni fra i punteggi di molti test, individua poche dimensioni sottostanti, dette fattori.
- Spearman osservò che chi riesce bene in una prova tende a riuscire bene anche nelle altre e ne dedusse l'esistenza di un fattore generale (g), comune a tutte le prestazioni intellettive, affiancato da fattori specifici (s) propri di ciascun compito.
- Thurstone, analizzando i dati con un metodo diverso, individuò invece sette abilità mentali primarie, relativamente indipendenti: comprensione verbale, fluidità verbale, abilità numerica, visualizzazione spaziale, memoria, velocità percettiva e ragionamento.
- Cattell distinse l'intelligenza fluida, cioè la capacità di ragionare e di risolvere problemi nuovi indipendentemente dalle conoscenze acquisite, dall'intelligenza cristallizzata, cioè l'insieme delle conoscenze e delle abilità accumulate con l'esperienza e l'istruzione.
- Le due forme hanno un andamento diverso nel corso della vita: l'intelligenza fluida raggiunge il massimo nella prima età adulta e poi declina, quella cristallizzata si mantiene o aumenta fino a età avanzata.
- I modelli gerarchici, come quello di Carroll, conciliano le diverse posizioni: al vertice sta il fattore generale, al livello intermedio alcune abilità ampie, fra cui l'intelligenza fluida e quella cristallizzata, alla base le abilità specifiche.
- Il limite di questo approccio è che i fattori dipendono dai test scelti e dal metodo di analisi, e descrivono le differenze fra gli individui senza spiegare i processi mentali che le producono.
Errori tipici
- Scambiare intelligenza fluida e cristallizzata, o il loro andamento con l'età.
- Attribuire il fattore g a Thurstone o le abilità primarie a Spearman.
- Trattare il fattore g come una «cosa» localizzata nel cervello: è un costrutto ricavato statisticamente dalle correlazioni fra test.
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3. Confronti la concezione unitaria dell'intelligenza, propria della tradizione psicometrica, con la teoria delle intelligenze multiple di Gardner e con la teoria triarchica di Sternberg.
Scaletta di una buona risposta
- Per la tradizione psicometrica che risale a Spearman esiste una capacità generale (g) che si manifesta in tutti i compiti intellettivi; lo indicano le correlazioni positive fra test diversi e la capacità del QI di prevedere il rendimento scolastico.
- Gardner sostiene invece che esistono più intelligenze, relativamente indipendenti: linguistica, logico-matematica, spaziale, musicale, corporeo-cinestetica, interpersonale e intrapersonale, alle quali ha aggiunto in seguito quella naturalistica.
- I criteri di Gardner non derivano dall'analisi fattoriale dei test: un'intelligenza è tale se può essere compromessa isolatamente da una lesione cerebrale, se esistono individui con capacità eccezionali in quel solo ambito e se ha una propria storia evolutiva e di sviluppo.
- Sternberg distingue tre aspetti dell'intelligenza: analitico, cioè la capacità di analizzare e valutare, che è quella misurata dai test; creativo, cioè la capacità di affrontare situazioni nuove e di produrre idee originali; pratico, cioè la capacità di adattarsi ai contesti della vita quotidiana.
- Gardner e Sternberg condividono la critica ai test tradizionali, che misurano soprattutto abilità linguistiche e logiche di tipo scolastico; ma Gardner distingue le intelligenze in base ai contenuti, Sternberg in base ai processi e agli usi.
- A Gardner si obietta che le prove empiriche sono scarse, che mancano strumenti di misura adeguati e che alcune delle sue intelligenze sarebbero piuttosto talenti; inoltre le abilità che si riescono a misurare risultano correlate fra loro, come prevede l'ipotesi di un fattore generale.
Errori tipici
- Confondere le intelligenze multiple di Gardner con le abilità primarie di Thurstone, che derivano dall'analisi fattoriale di test.
- Confondere le intelligenze multiple con gli «stili di apprendimento», che sono un'altra nozione.
- Presentare la teoria di Gardner come la smentita definitiva del fattore generale.
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4. A Luca, otto anni, in Italia da due, viene somministrato un test di intelligenza e risulta un QI di 85. Un'insegnante commenta: «È poco intelligente, non c'è molto da fare». Discuta questa conclusione con ciò che sa sulla misura dell'intelligenza.
Scaletta di una buona risposta
- Il QI è un punteggio di deviazione, con media 100 e deviazione standard 15: 85 corrisponde a una deviazione standard sotto la media; un risultato uguale o inferiore a questo riguarda circa una persona su sei e rientra nella variabilità normale.
- Il valore è lontano dalla soglia convenzionale della disabilità intellettiva, posta intorno a 70, cioè a due deviazioni standard sotto la media; e per quella diagnosi il punteggio non basta, perché servono anche difficoltà nel funzionamento adattivo.
- Ogni punteggio contiene un errore di misura e va letto come un intervallo: una singola somministrazione risente della stanchezza, dell'ansia, della motivazione e del rapporto con l'esaminatore.
- Va poi valutata la validità del test per questo bambino: molte prove dipendono dal vocabolario e dalle conoscenze scolastiche, e le norme sono ricavate da bambini cresciuti nella lingua del test; per chi la sta ancora imparando il risultato può sottostimare le capacità, per cui conviene usare anche prove non verbali ed esaminare il profilo.
- Il QI non è una quantità immutabile: dipende dall'interazione fra patrimonio genetico e ambiente, e la scolarizzazione e gli stimoli ricevuti lo modificano.
- L'etichetta può diventare essa stessa una causa: Rosenthal e Jacobson hanno mostrato che le aspettative degli insegnanti influenzano i risultati degli alunni (effetto Pigmalione, o profezia che si autoavvera).
- La conclusione corretta è approfondire, non classificare: il QI prevede in parte il rendimento scolastico, ma non lo determina, e non dice nulla su motivazione, creatività e abilità pratiche.
Errori tipici
- Leggere il QI come una percentuale o come un voto assoluto, anziché come una posizione rispetto alla media.
- Ritenere che un QI di 85 indichi una disabilità intellettiva.
- Considerare il test una misura «pura» delle capacità, indipendente dalla lingua e dalla cultura.
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5. L'intelligenza si eredita o si costruisce? Mi esponga i dati principali e mi chiarisca, con ciò che sa sui metodi di ricerca, che cosa significa e che cosa non significa «ereditabilità».
Scaletta di una buona risposta
- La domanda è mal posta se la si intende come un'alternativa: geni e ambiente agiscono insieme, e la ricerca cerca di stimare quanto ciascuno contribuisca alle differenze fra gli individui.
- Poiché non si possono manipolare né i geni né l'ambiente familiare, si usano studi correlazionali: si confrontano gemelli monozigoti, geneticamente identici, e dizigoti, che condividono in media metà dei geni, e si studiano i bambini adottati.
- La somiglianza nei punteggi di QI cresce con la parentela genetica: è massima fra gemelli monozigoti cresciuti insieme, resta alta fra monozigoti cresciuti separati, è minore fra dizigoti e fratelli ed è bassa fra fratelli adottivi non consanguinei.
- Gli stessi dati mostrano il peso dell'ambiente: i monozigoti cresciuti insieme si somigliano più di quelli cresciuti separati, e i bambini adottati in famiglie con più risorse culturali ottengono in media punteggi più alti.
- L'ereditabilità è la quota della variabilità dei punteggi, in una data popolazione, che è attribuibile a differenze genetiche: è una statistica che riguarda le popolazioni, non dice quanta parte dell'intelligenza di una singola persona dipenda dai geni e cambia secondo l'ambiente in cui viene calcolata.
- Un carattere molto ereditabile non è per questo immodificabile, come mostra la statura, cresciuta in poche generazioni con il miglioramento dell'alimentazione; e l'ereditabilità all'interno di un gruppo non spiega le differenze medie fra gruppi che vivono in ambienti diversi.
- L'effetto Flynn, cioè l'aumento dei punteggi medi ai test di intelligenza da una generazione all'altra nel corso del Novecento, è troppo rapido per avere cause genetiche e indica il peso di istruzione, alimentazione e condizioni di vita.
Errori tipici
- Interpretare l'ereditabilità come la percentuale dell'intelligenza di una persona dovuta ai geni.
- Ritenere che ciò che è ereditabile non si possa modificare con l'ambiente.
- Usare l'ereditabilità stimata all'interno di un gruppo per spiegare le differenze fra gruppi.
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