Storia e metodi della psicologia: domande di Psicologia generale

Psicologia generale · 10 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta

Dalla nascita della psicologia scientifica alle grandi scuole (strutturalismo, funzionalismo, Gestalt, comportamentismo, cognitivismo) e gli strumenti della ricerca: esperimento, correlazione, validità, etica.

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Ripasso in breve

La psicologia scientifica nasce nella seconda metà dell'Ottocento, quando Wundt fonda a Lipsia il primo laboratorio e studia la coscienza con l'introspezione controllata. Lo strutturalismo di Titchener cerca gli elementi dell'esperienza, il funzionalismo di James si chiede a che cosa servano i processi mentali, la Gestalt sostiene che il tutto è diverso dalla somma delle parti.

Con Watson e poi con Skinner il comportamentismo limita la psicologia al comportamento osservabile; dalla metà del Novecento il cognitivismo (il manuale di Neisser che gli dà il nome è del 1967) torna ai processi mentali, intesi come elaborazione di informazione e inferiti da tempi di reazione ed errori.

Accanto a queste scuole vanno ricordate la psicoanalisi di Freud, che cerca le cause del comportamento in processi inconsci, e, dagli anni Cinquanta, la psicologia umanistica di Rogers e Maslow, centrata sulla persona e sulla sua tendenza a realizzarsi. Sul piano del metodo, l'esperimento manipola una variabile indipendente, misura una variabile dipendente e, grazie all'assegnazione casuale, tiene sotto controllo le variabili confondenti: è l'unico disegno che autorizza conclusioni causali.

La ricerca correlazionale descrive quanto due variabili variano insieme, con un coefficiente compreso fra −1 e +1, ma non dice quale sia la causa. La validità interna riguarda la sicurezza dell'attribuzione causale, quella esterna la possibilità di generalizzare i risultati; l'attendibilità riguarda la coerenza delle misure.

Ogni ricerca con persone richiede consenso informato, tutela dei partecipanti e un colloquio finale di chiarimento.

Le domande

Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.

Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 3 che stanno anche nella pagina dell'esame.

  1. 1. In un esperimento gli studenti vengono assegnati a caso a due condizioni, studio in silenzio o con musica, e poi si conta quante parole di una lista ricordano. Il numero di parole ricordate è:

    1. Ala variabile dipendente
    2. Bla variabile indipendente
    3. Cuna variabile confondente
    4. Duna variabile di controllo
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    La variabile dipendente è ciò che il ricercatore misura per vedere se cambia al variare della condizione: qui il numero di parole ricordate. La variabile indipendente è invece quella manipolata dallo sperimentatore, cioè la presenza o l'assenza di musica. Una variabile confondente sarebbe un fattore non controllato che varia insieme alla condizione, per esempio se un gruppo studiasse al mattino e l'altro la sera.

  2. 2. Lo strutturalismo di Titchener si proponeva di:

    1. Ascomporre l'esperienza cosciente nei suoi elementi mediante l'introspezione
    2. Bspiegare a che cosa servono i processi mentali nell'adattamento all'ambiente
    3. Cdescrivere il comportamento osservabile senza ricorrere alla coscienza
    4. Dmostrare che la percezione è organizzata in totalità non scomponibili
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Per lo strutturalismo il compito della psicologia è individuare gli elementi di base dell'esperienza cosciente e il modo in cui si combinano, usando un'introspezione condotta da osservatori addestrati. Chiedersi a che cosa serve la mente è l'impostazione del funzionalismo; limitarsi al comportamento osservabile è quella del comportamentismo. L'idea di totalità non scomponibili è la critica che la Gestalt rivolse proprio allo strutturalismo.

  3. 3. Fra gli anni Cinquanta e Sessanta si affermò negli Stati Uniti una corrente che si presentava come «terza forza», alternativa tanto al comportamentismo quanto alla psicoanalisi, e che metteva al centro la persona e la sua tendenza a realizzarsi. I suoi esponenti più noti sono

    1. AWatson e Skinner
    2. BWertheimer e Köhler
    3. CBroadbent e Miller
    4. DRogers e Maslow
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    La psicologia umanistica, legata soprattutto ai nomi di Carl Rogers e Abraham Maslow, si propose come «terza forza» accanto alle due correnti allora dominanti: del comportamentismo criticava la riduzione dell'uomo a risposte apprese, della psicoanalisi l'insistenza sui conflitti inconsci. Negli stessi anni nasceva anche il cognitivismo, con autori come Broadbent e Miller, che però studia i processi mentali come elaborazione di informazione. Wertheimer e Köhler appartengono alla psicologia della Gestalt, sorta in Germania all'inizio del Novecento.

  4. 4. Quale domanda esprime meglio l'impostazione del funzionalismo di William James?

    1. ADi quali elementi semplici è composta l'esperienza cosciente?
    2. BQuali leggi collegano gli stimoli alle risposte osservabili?
    3. CAttraverso quali stadi la mente elabora l'informazione?
    4. DA che cosa serve la coscienza nell'adattamento all'ambiente?
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Il funzionalismo, influenzato dalla teoria dell'evoluzione, non si chiede di che cosa è fatta la mente ma a che cosa serve: i processi mentali sono studiati per la funzione che svolgono nell'adattamento dell'individuo all'ambiente. La ricerca degli elementi dell'esperienza è il programma dello strutturalismo, le leggi che legano stimoli e risposte sono l'oggetto del comportamentismo e gli stadi di elaborazione dell'informazione appartengono al cognitivismo.

  5. 5. In una ricerca, ai partecipanti non è stato rivelato in anticipo il vero scopo dello studio. Alla fine il ricercatore spiega loro obiettivi e procedura, chiarisce l'inganno e risponde alle domande. Questa fase si chiama:

    1. Adebriefing
    2. Bconsenso informato
    3. Cdoppio cieco
    4. Dcontrobilanciamento
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Il debriefing è il colloquio conclusivo in cui i partecipanti ricevono una spiegazione completa della ricerca e dell'eventuale inganno, e in cui si verifica che non abbiano subito disagi. Il consenso informato viene invece raccolto prima di cominciare e riguarda la decisione di partecipare. Il doppio cieco e il controbilanciamento sono procedure di controllo sperimentale, non obblighi etici verso i partecipanti.

  6. 6. Per valutare un nuovo metodo di studio, lo si propone agli studenti che si offrono volontari e si confrontano i loro voti con quelli dei compagni che hanno rifiutato. I volontari ottengono voti più alti. Qual è il limite principale dello studio?

    1. AIl campione è troppo omogeneo, e ciò riduce la validità esterna
    2. BLa variabile dipendente non è stata definita in modo operativo
    3. CLa motivazione dei volontari è una variabile confondente
    4. DManca il calcolo della correlazione fra metodo e voti ottenuti
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    Poiché i gruppi non sono stati formati a caso, chi si è offerto volontario può differire dagli altri già in partenza, per esempio per motivazione o per impegno: questa differenza varia insieme al trattamento e ne confonde l'effetto, minacciando la validità interna. Non si può quindi dire se i voti più alti dipendano dal metodo o dalle caratteristiche di chi lo ha scelto. La variabile dipendente, cioè i voti, è definita in modo chiaro, e calcolare una correlazione non risolverebbe il problema.

  7. 7. Una ricercatrice misura i tempi di reazione in un compito di riconoscimento di lettere per stabilire quante fasi di elaborazione intervengono fra lo stimolo e la risposta. Questa strategia di ricerca è tipica:

    1. Adel comportamentismo, perché usa soltanto misure oggettive della risposta
    2. Bdello strutturalismo, perché scompone l'esperienza in elementi semplici
    3. Cdella Gestalt, perché considera la prestazione come un tutto organizzato
    4. Ddel cognitivismo, perché inferisce processi mentali da dati osservabili
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Il cognitivismo considera la mente un sistema che elabora informazione e studia i processi interni in modo indiretto, inferendoli da misure oggettive come i tempi di reazione e gli errori. Anche il comportamentismo usa misure oggettive, ma rifiuta di ipotizzare fasi di elaborazione fra stimolo e risposta: è questo che rende sbagliata la prima alternativa. Lo strutturalismo mirava a descrivere gli elementi dell'esperienza cosciente con l'introspezione, non a ricostruire stadi di elaborazione.

  8. Anche nella simulazione 1

    8. In un ampio campione di adolescenti si osserva che chi dorme più ore ottiene in media voti più alti. Quale conclusione è giustificata da questo solo dato?

    1. ADormire di più fa migliorare il rendimento scolastico
    2. BUn buon rendimento scolastico fa dormire più a lungo
    3. CLe due variabili non hanno alcun legame fra loro
    4. DLe due variabili sono associate, ma la causa resta ignota
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Una correlazione dice che due variabili variano insieme, non quale delle due influenza l'altra: il sonno potrebbe favorire i voti, i buoni voti potrebbero favorire il sonno, oppure una terza variabile, come le abitudini familiari, potrebbe agire su entrambe. Per stabilire un rapporto di causa occorre un esperimento, in cui si manipola una variabile e si controllano le altre. L'associazione osservata è reale: ciò che manca è la possibilità di dire quale variabile agisce sull'altra.

  9. Anche nella prova rapida

    9. Tre testi sono legati all'affermarsi di altrettante correnti della psicologia: «L'interpretazione dei sogni» di Freud, l'articolo di Watson considerato il manifesto del comportamentismo e «Cognitive Psychology» di Neisser, il volume che diede il nome al cognitivismo. In quale ordine sono apparsi?

    1. AWatson, Freud, Neisser
    2. BFreud, Watson, Neisser
    3. CFreud, Neisser, Watson
    4. DWatson, Neisser, Freud
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    «L'interpretazione dei sogni» uscì a Vienna alla fine del 1899, con la data del 1900; l'articolo di Watson «La psicologia così come la vede il comportamentista» è del 1913; il volume di Neisser è del 1967. La psicoanalisi precede dunque il comportamentismo, anche se le due correnti hanno poi convissuto a lungo; il cognitivismo si afferma soltanto dalla metà del Novecento, proprio in reazione al comportamentismo, e non può precederlo.

  10. Anche nella simulazione 1

    10. Secondo il comportamentismo di Watson, la psicologia può essere una scienza solo se:

    1. Astudia la coscienza con un'introspezione rigorosamente controllata
    2. Bsi limita al comportamento osservabile e rinuncia all'introspezione
    3. Cricostruisce i processi mentali che stanno fra stimolo e risposta
    4. Dinterpreta i motivi inconsci che guidano la condotta delle persone
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    Per Watson l'oggetto della psicologia è il comportamento, che può essere osservato e misurato da più osservatori; la coscienza, accessibile solo con l'introspezione, non può essere oggetto di scienza. L'introspezione controllata è il metodo di Wundt e di Titchener, lo studio dei processi interposti fra stimolo e risposta caratterizzerà il cognitivismo, mentre l'interpretazione dei motivi inconsci è propria della psicoanalisi.

Domande aperte su questo argomento

Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.

  1. 1. Come nasce la psicologia come scienza autonoma? Descriva il programma di Wundt e dello strutturalismo, il metodo dell'introspezione e la critica che gli mosse il funzionalismo.

    Scaletta di una buona risposta
    • La psicologia scientifica nasce nella seconda metà dell'Ottocento, quando alle domande sulla mente poste fino ad allora dalla filosofia si applicano i metodi sperimentali della fisiologia e della psicofisica (Weber, Fechner, Helmholtz).
    • Per convenzione se ne fa coincidere la nascita con la fondazione del primo laboratorio di psicologia sperimentale, aperto da Wilhelm Wundt a Lipsia nel 1879.
    • Wundt assegna alla psicologia lo studio dell'esperienza cosciente immediata e la indaga con l'introspezione controllata: osservatori addestrati riferiscono ciò che provano di fronte a stimoli semplici, presentati in condizioni rigorose e ripetibili.
    • Titchener, allievo di Wundt, porta questo programma negli Stati Uniti con il nome di strutturalismo: lo scopo è scomporre la coscienza nei suoi elementi di base (sensazioni, immagini, stati affettivi) e scoprire come si combinano.
    • Il funzionalismo di William James rifiuta l'analisi in elementi: la coscienza è un flusso continuo e va studiata per la funzione che svolge nell'adattamento dell'individuo all'ambiente, in linea con l'evoluzionismo di Darwin.
    • Il limite dell'introspezione è che i resoconti sono privati e non verificabili da un altro osservatore, tanto che laboratori diversi giungevano a risultati discordanti: da questa critica prenderà le mosse il comportamentismo.

    Errori tipici

    • Presentare l'introspezione di Wundt come una libera auto-osservazione: era una procedura sperimentale, con osservatori addestrati e stimoli controllati.
    • Attribuire lo strutturalismo a James o il funzionalismo a Wundt e Titchener.
    • Dire che prima del 1879 non esisteva una riflessione psicologica: esisteva, ma all'interno della filosofia e della fisiologia.
  2. 2. Descriva la logica dell'esperimento in psicologia e spieghi perché è il metodo che permette di trarre conclusioni di tipo causale.

    Scaletta di una buona risposta
    • Nell'esperimento il ricercatore manipola deliberatamente una variabile, detta indipendente, e misura l'effetto che questa produce su un'altra variabile, detta dipendente, mantenendo costanti tutte le altre condizioni.
    • Le variabili vanno definite in modo operazionale, cioè indicando le procedure concrete con cui sono manipolate o misurate: la «memoria», per esempio, diventa il numero di parole di una lista rievocate dopo dieci minuti.
    • I partecipanti sono assegnati a caso alle condizioni, in genere un gruppo sperimentale e un gruppo di controllo: l'assegnazione casuale rende i gruppi mediamente equivalenti per tutte le caratteristiche individuali prima del trattamento.
    • Se i gruppi differiscono in modo sistematico solo per la variabile manipolata, una differenza nei risultati può essere attribuita a quella variabile: per questo l'esperimento consente di parlare di causa ed effetto.
    • La validità interna è minacciata dalle variabili confondenti, cioè da fattori che cambiano insieme alla variabile indipendente; fra queste rientrano le aspettative dei partecipanti e dello sperimentatore, che si controllano con il placebo e con le procedure in cieco e in doppio cieco.
    • Il limite dell'esperimento riguarda la validità esterna: la situazione di laboratorio può essere artificiale e i risultati non sempre si estendono alla vita reale; inoltre molte variabili non si possono manipolare per ragioni pratiche o etiche, e in quei casi si ricorre a metodi correlazionali od osservativi.

    Errori tipici

    • Scambiare la variabile indipendente, che è quella manipolata, con la variabile dipendente, che è quella misurata.
    • Confondere l'assegnazione casuale ai gruppi, che garantisce la validità interna, con il campionamento casuale dalla popolazione, che riguarda la generalizzabilità dei risultati.
    • Descrivere il gruppo di controllo come un gruppo «che non fa nulla»: deve essere trattato come quello sperimentale in tutto, tranne che per la variabile manipolata.
  3. 3. Metta a confronto comportamentismo e cognitivismo: che cosa studia ciascuno, con quali metodi e con quale idea della mente.

    Scaletta di una buona risposta
    • Il comportamentismo, fondato da Watson nel 1913 e sviluppato poi da Skinner, sostiene che la psicologia, per essere una scienza, deve occuparsi soltanto del comportamento osservabile e delle sue relazioni con gli stimoli dell'ambiente.
    • I processi mentali, non essendo osservabili direttamente, sono esclusi dalla spiegazione: l'organismo è trattato come una «scatola nera» e il comportamento è spiegato con l'apprendimento per condizionamento.
    • Il cognitivismo, che si afferma fra gli anni Cinquanta e Sessanta, riporta al centro della ricerca i processi mentali: percezione, attenzione, memoria, linguaggio, pensiero.
    • La mente è concepita come un sistema che elabora informazione, in analogia con il calcolatore: riceve dati in ingresso, li trasforma, li conserva e li recupera attraverso una serie di stadi.
    • I due approcci condividono il metodo sperimentale e l'uso di misure oggettive, ma il cognitivismo se ne serve (tempi di reazione, numero e tipo di errori) per inferire processi interni che non si osservano direttamente.
    • A mettere in crisi il comportamentismo furono fenomeni che spiegava male: l'apprendimento latente e le mappe cognitive di Tolman, la critica di Chomsky alla spiegazione skinneriana del linguaggio, gli studi sui limiti dell'attenzione e della memoria a breve termine (Broadbent, Miller).

    Errori tipici

    • Dire che il cognitivismo torna all'introspezione: conserva il rigore sperimentale e ricava i processi interni da dati di comportamento.
    • Dire che il comportamentismo nega l'esistenza dei processi mentali: li esclude dall'indagine scientifica perché non osservabili.
    • Collocare Tolman fra i cognitivisti senza precisare che era un comportamentista, sia pure anomalo, che anticipa il cognitivismo.
  4. 4. Un quotidiano titola: «Chi dorme di più prende voti più alti». La notizia viene da un'indagine in cui a un campione di studenti sono state chieste le ore di sonno abituali e la media dei voti. Di che tipo di ricerca si tratta? Che cosa permette di concludere, che cosa no, e come si potrebbe mettere alla prova l'ipotesi che il sonno migliori il rendimento?

    Scaletta di una buona risposta
    • È una ricerca correlazionale: il ricercatore non manipola nulla, ma misura due variabili così come si presentano e valuta se e quanto variano insieme.
    • L'associazione è espressa dal coefficiente di correlazione, che va da −1 a +1: il segno indica la direzione della relazione, il valore assoluto la sua forza; qui la correlazione è positiva, perché a più ore di sonno corrispondono in media voti più alti.
    • Una correlazione permette di fare previsioni, ma non di stabilire un rapporto di causa ed effetto: il titolo del giornale suggerisce una causalità che i dati non dimostrano.
    • Il primo problema è la direzione: può darsi che dormire di più migliori il rendimento, ma anche che chi va bene a scuola studi con meno affanno e perciò dorma di più.
    • Il secondo problema è la terza variabile: un fattore non misurato, come lo stato di salute, il livello di stress o l'organizzazione della vita familiare, potrebbe influire sia sul sonno sia sui voti.
    • Va poi considerato che i dati sono autoriferiti: le ore di sonno dichiarate in un questionario possono essere imprecise o abbellite.
    • Per mettere alla prova l'ipotesi causale serve un esperimento: si assegnano a caso i partecipanti a condizioni con diversa durata del sonno e si misura poi una prestazione di apprendimento in condizioni controllate.

    Errori tipici

    • Leggere una correlazione come prova che una variabile causa l'altra.
    • Scambiare una correlazione negativa per assenza di relazione: è una relazione in cui al crescere di una variabile l'altra diminuisce; l'assenza di relazione corrisponde a un coefficiente vicino a zero.
  5. 5. Mi parli della psicologia della Gestalt: contro quali idee nasce, quali principi propone e che cosa ha lasciato allo studio della percezione, del pensiero e dell'apprendimento.

    Scaletta di una buona risposta
    • La psicologia della Gestalt nasce in Germania nei primi decenni del Novecento con Wertheimer, Köhler e Koffka, in polemica con l'elementismo di Wundt e con l'associazionismo: l'esperienza non è una somma di sensazioni elementari.
    • Il principio centrale è che il tutto è diverso dalla somma delle parti: una melodia resta riconoscibile anche se viene trasposta in un'altra tonalità, cioè anche se tutte le note cambiano, perché ciò che conta sono le relazioni fra gli elementi (l'esempio è di von Ehrenfels, 1890, precursore della scuola).
    • Il punto di partenza sono gli studi di Wertheimer sul movimento apparente: due luci accese in rapida successione in due punti diversi sono viste come una sola luce che si sposta, e questo movimento non è contenuto in nessuno dei due stimoli presi separatamente.
    • Nella percezione i gestaltisti descrivono l'articolazione figura-sfondo e le leggi con cui gli elementi si raggruppano in unità (vicinanza, somiglianza, buona continuazione, chiusura, destino comune), riassunte nel principio della pregnanza o della buona forma.
    • Nel pensiero, Köhler mostra con gli scimpanzé che la soluzione di un problema può comparire all'improvviso, per ristrutturazione della situazione (insight), e non solo per prove ed errori come sosteneva Thorndike; Wertheimer distingue il pensiero produttivo, che coglie la struttura del problema, da quello riproduttivo, che ripete soluzioni già note.
    • Il metodo è fenomenologico: si parte dalla descrizione dell'esperienza così come si presenta all'osservatore; i principi gestaltisti restano un punto fermo nello studio della percezione, ma sono stati criticati perché descrivono i fenomeni più di quanto ne spieghino i meccanismi.

    Errori tipici

    • Intendere «il tutto è più della somma delle parti» in senso quantitativo: il tutto ha proprietà qualitativamente diverse da quelle delle parti.
    • Confondere la psicologia della Gestalt con la terapia della Gestalt di Perls, che è un indirizzo psicoterapeutico distinto.
    • Ridurre la Gestalt alle sole leggi percettive, dimenticando i contributi su pensiero e soluzione dei problemi.

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Come sono fatte queste domande

Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.

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