Le emozioni: domande di Psicologia generale

Psicologia generale · 9 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta

Che cosa sono le emozioni, come nascono e come si regolano. Comprende le teorie classiche, le emozioni di base e le loro espressioni, il ruolo dell'amigdala, lo stress e le strategie di coping.

Vai alle domande

Ripasso in breve

Un'emozione è una risposta breve e intensa a un evento, composta da attivazione fisiologica, vissuto soggettivo ed espressione comportamentale. Per James e Lange l'esperienza emotiva deriva dalla percezione delle modificazioni corporee; per Cannon e Bard attivazione ed esperienza sorgono insieme e in modo indipendente; per Schachter e Singer occorrono un'attivazione aspecifica e un'etichetta cognitiva ricavata dal contesto; per Lazarus è decisiva la valutazione del significato dell'evento.

Ekman individua sei emozioni di base, gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa, le cui espressioni facciali sono riconosciute in culture diverse, mentre le regole di esibizione, apprese, stabiliscono quando mostrarle. L'amigdala è centrale nel riconoscimento del pericolo e nell'apprendimento della paura; LeDoux descrive una via rapida dal talamo all'amigdala e una più lenta attraverso la corteccia.

Fra le strategie di regolazione, la rivalutazione cognitiva modifica il significato della situazione, la soppressione inibisce soltanto l'espressione. Lo stress è descritto da Selye come sindrome generale di adattamento, in tre fasi di allarme, resistenza ed esaurimento; per Lazarus e Folkman dipende dalla valutazione di richieste e risorse e viene affrontato con un coping centrato sul problema oppure sull'emozione.

Le domande

Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.

Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 2 che stanno anche nella pagina dell'esame.

  1. 1. Quale delle seguenti emozioni rientra fra le sei emozioni di base individuate da Ekman nei suoi studi interculturali classici, fra la fine degli anni Sessanta e l'inizio dei Settanta?

    1. AIl disgusto
    2. BLa vergogna
    3. CLa gelosia
    4. DL'orgoglio
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Le sei emozioni di base indicate da Ekman nei suoi studi classici sono gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa: compaiono presto e hanno espressioni facciali riconoscibili. Vergogna, gelosia e orgoglio sono emozioni complesse o secondarie, che richiedono la consapevolezza di sé e delle norme sociali.

  2. 2. Quale frase riassume la teoria delle emozioni di James-Lange?

    1. AProviamo paura perché percepiamo che il nostro corpo sta tremando
    2. BTremiamo perché abbiamo prima provato l'emozione della paura
    3. CPaura e tremore compaiono nello stesso momento, ma l'una non causa l'altro
    4. DProviamo paura quando diamo un nome a un'attivazione generica
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: A

    Per James e Lange l'emozione è la percezione dei cambiamenti corporei suscitati dallo stimolo: prima viene la reazione fisiologica, poi l'esperienza emotiva. La comparsa simultanea e indipendente di attivazione ed emozione è la tesi di Cannon-Bard; l'idea che occorra etichettare un'attivazione generica è di Schachter e Singer.

  3. 3. Prima di un colloquio di lavoro Chiara è tesa; allora si ripete: «Non è un giudizio su di me, è un'occasione per capire se il posto mi interessa», e si calma. La strategia di regolazione emotiva che ha usato è

    1. Ala soppressione espressiva
    2. Bla rivalutazione cognitiva
    3. Cla ruminazione mentale
    4. Dl'evitamento della situazione
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    La rivalutazione cognitiva (reappraisal) consiste nel reinterpretare il significato di una situazione per modificarne l'impatto emotivo: agisce prima che l'emozione si sia pienamente sviluppata. La soppressione espressiva interviene invece a emozione già in corso e ne inibisce soltanto le manifestazioni esterne, senza ridurre il vissuto né l'attivazione fisiologica.

  4. 4. Qual è la tesi centrale della teoria di Cannon-Bard?

    1. AL'esperienza emotiva nasce dalla percezione delle modificazioni corporee
    2. BL'esperienza emotiva dipende dall'etichetta data a un'attivazione generica
    3. CAttivazione ed esperienza emotiva sorgono insieme e in modo indipendente
    4. DL'esperienza emotiva deriva dalla valutazione del significato dell'evento
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    Cannon criticò James osservando, fra l'altro, che le risposte viscerali sono lente e simili in emozioni diverse: non possono quindi essere la causa dell'esperienza emotiva. Con Bard propose che lo stimolo, attraverso il talamo, attivi contemporaneamente la corteccia, dove nasce il vissuto, e il sistema nervoso autonomo, che produce l'attivazione.

  5. 5. Gli studi di Ekman e Friesen su popolazioni che avevano avuto pochissimi contatti con altre culture hanno mostrato che le espressioni facciali delle emozioni di base

    1. Avengono apprese per imitazione e cambiano da una cultura all'altra
    2. Bsono comprese solo da chi condivide la stessa lingua madre
    3. Csono riconosciute in modo simile anche in culture molto lontane
    4. Dcompaiono soltanto dopo anni di contatto con altri gruppi
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: C

    In una zona isolata della Nuova Guinea, persone che non avevano familiarità con volti e immagini occidentali associarono in larga misura le fotografie di espressioni facciali alle situazioni emotive corrispondenti. Il risultato sostiene l'idea, già avanzata da Darwin, che le espressioni delle emozioni di base abbiano un fondamento biologico comune. Ciò che varia fra le culture sono soprattutto le regole su quando e a chi mostrarle.

  6. 6. Nel 1980 uno psicologo sostenne, con la formula «le preferenze non hanno bisogno di inferenze», che possiamo provare attrazione o avversione per uno stimolo prima ancora di averlo riconosciuto; ne nacque un lungo dibattito con Lazarus, per il quale ogni emozione presuppone una valutazione cognitiva. Si tratta di

    1. AStanley Schachter
    2. BPaul Ekman
    3. CAntonio Damasio
    4. DRobert Zajonc
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Robert Zajonc portò a sostegno della sua tesi l'effetto di mera esposizione: uno stimolo già incontrato viene preferito anche quando è stato presentato così brevemente da non poter essere riconosciuto. Lazarus replicò che una valutazione, per quanto rapida e inconsapevole, c'è sempre; la discussione dipende in buona parte da che cosa si intende per «cognizione». Schachter è legato alla teoria dei due fattori, Ekman alle emozioni di base e alle loro espressioni, Damasio all'ipotesi del marcatore somatico.

  7. 7. Convocata dal capo per un incarico difficile, Silvia pensa dapprima: «Se sbaglio rischio il posto»; poi si chiede se ha i mezzi per farcela e conclude: «Ho già fatto lavori simili e posso contare su un collega». Nel modello di Lazarus, questo secondo passaggio è

    1. Auna valutazione primaria, che riguarda la posta in gioco nell'evento
    2. Buna strategia di coping centrata sull'emozione suscitata dall'evento
    3. Cuna soppressione espressiva, che nasconde agli altri la paura provata
    4. Duna valutazione secondaria, che riguarda le risorse per farvi fronte
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Con la valutazione primaria la persona stabilisce se l'evento è irrilevante, positivo o minaccioso per il proprio benessere: è il primo pensiero di Silvia. Con la valutazione secondaria considera le risorse e le possibilità che ha per affrontarlo. Lo stress nasce quando le richieste sono giudicate superiori alle risorse; il coping è ciò che la persona fa in seguito, non la valutazione stessa.

  8. Anche nella simulazione 1

    8. Bocciato a un esame, Luca chiede al docente che cosa ha sbagliato, prepara un piano di studio e si iscrive a un gruppo di ripasso. Nella classificazione di Lazarus e Folkman, sta usando un coping

    1. Acentrato sull'emozione
    2. Bbasato sull'evitamento
    3. Cbasato sulla negazione
    4. Dcentrato sul problema
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: D

    Il coping centrato sul problema punta a modificare la situazione che causa lo stress, con azioni come informarsi, pianificare e cercare un aiuto concreto. Il coping centrato sull'emozione mira invece a ridurre il disagio che la situazione provoca, per esempio sfogandosi, distraendosi o cercando conforto, senza intervenire sulla causa.

  9. Anche nella simulazione 1

    9. Su un sentiero, Dario salta indietro davanti a una forma allungata prima ancora di capire che è un ramo. Secondo il modello di LeDoux, questo accade perché

    1. Ala corteccia analizza lo stimolo e poi attiva l'amigdala e l'ipotalamo
    2. Buna via rapida porta l'informazione dal talamo direttamente all'amigdala
    3. Cl'ippocampo riconosce la forma prima che arrivi alla corteccia visiva
    4. Dil talamo produce il vissuto di paura senza coinvolgere l'amigdala
    Risposta e spiegazione

    Risposta giusta: B

    LeDoux ha descritto due percorsi: una via breve, dal talamo all'amigdala, veloce ma approssimativa, che fa partire la reazione di allarme; e una via lunga, che passa per la corteccia, più lenta ma precisa, che permette di riconoscere lo stimolo e, se è il caso, di frenare la risposta. Il salto che precede il riconoscimento dipende dalla prima.

Domande aperte su questo argomento

Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.

  1. 1. Che cos'è un'emozione? Ne descriva le componenti, le funzioni e la differenza rispetto all'umore e ai sentimenti.

    Scaletta di una buona risposta
    • Un'emozione è una risposta intensa e di breve durata a un evento rilevante per gli scopi o il benessere dell'individuo, ed è un processo composto da più elementi.
    • Le componenti sono la valutazione cognitiva dell'evento, l'attivazione fisiologica (battito, respirazione, sudorazione, ormoni), l'espressione (mimica del volto, voce, postura), la tendenza all'azione (fuggire, attaccare, avvicinarsi) e il vissuto soggettivo, cioè ciò che si prova.
    • Sul piano biologico sono coinvolti il sistema nervoso autonomo e alcune strutture cerebrali: l'amigdala, essenziale nella paura, l'ipotalamo, che comanda le risposte del corpo, e la corteccia prefrontale, che contribuisce a regolare l'emozione.
    • Le emozioni hanno una funzione adattiva, già sottolineata da Darwin: preparano rapidamente l'organismo a rispondere a situazioni importanti, come la paura che predispone alla fuga o il disgusto che allontana da sostanze nocive.
    • Hanno inoltre una funzione comunicativa, perché l'espressione segnala agli altri il nostro stato e le nostre intenzioni, e una funzione motivazionale, perché orientano il comportamento e l'attenzione verso ciò che conta.
    • L'emozione va distinta dall'umore, che è meno intenso, più duraturo e privo di un oggetto preciso, e dal sentimento, che è una disposizione affettiva stabile verso una persona o un oggetto.
    • Si distinguono infine le emozioni primarie o di base (gioia, tristezza, paura, rabbia, disgusto, sorpresa), considerate innate e universali, dalle emozioni secondarie o complesse (vergogna, colpa, orgoglio, invidia), che compaiono più tardi e presuppongono la coscienza di sé e la conoscenza delle norme sociali.

    Errori tipici

    • Usare «emozione», «umore» e «sentimento» come sinonimi.
    • Ridurre l'emozione a una sola componente, il vissuto soggettivo o l'attivazione fisiologica.
    • Considerare le emozioni negative semplicemente dannose: paura, rabbia e disgusto hanno una funzione adattiva.
  2. 2. Le espressioni facciali delle emozioni sono universali o apprese? Esponga la tesi di Darwin, le ricerche di Ekman e il ruolo della cultura.

    Scaletta di una buona risposta
    • Darwin sostenne che le espressioni delle emozioni sono innate, frutto dell'evoluzione, simili in tutti gli esseri umani e in continuità con quelle di altre specie, e che servono a comunicare.
    • Ekman e Friesen misero alla prova questa tesi mostrando fotografie di volti a persone di culture diverse: l'accordo nel riconoscere gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto e sorpresa risultò elevato.
    • Per escludere che l'accordo dipendesse dall'esposizione ai mezzi di comunicazione, ripeterono lo studio con i Fore della Nuova Guinea, una popolazione isolata e priva di scrittura: anch'essi associavano in larga maggioranza le espressioni alle brevi storie corrispondenti, e le loro espressioni erano riconosciute da studenti americani.
    • Va nella stessa direzione l'osservazione che i bambini ciechi dalla nascita sorridono, piangono e mostrano le espressioni di base pur non avendole mai potute vedere.
    • La cultura interviene con le regole di esibizione, norme apprese che stabiliscono quali emozioni si possono mostrare, a chi e in quali circostanze, e che portano a intensificare, attenuare o mascherare l'espressione.
    • In uno studio classico studenti giapponesi e americani mostravano espressioni simili guardando da soli un filmato sgradevole, ma in presenza di uno sperimentatore i giapponesi tendevano a mascherarle con un sorriso.
    • La tesi dell'universalità è stata criticata: il metodo della scelta fra etichette già fornite può gonfiare l'accordo, le espressioni si riconoscono meglio fra membri della stessa cultura e il contesto ne influenza l'interpretazione.

    Errori tipici

    • Intendere l'universalità delle espressioni come assenza di differenze culturali: la cultura regola quando e quanto mostrarle.
    • Citare lo studio in Nuova Guinea senza dire a che cosa serviva: escludere che il riconoscimento fosse stato appreso dai mezzi di comunicazione.
    • Confondere le regole di esibizione, che riguardano l'espressione, con una differenza in ciò che si prova.
  3. 3. Confronti la teoria delle emozioni di James e Lange con quella di Cannon e Bard: che cosa sostiene ciascuna, con quali argomenti, e che cosa ne resta oggi.

    Scaletta di una buona risposta
    • Secondo il senso comune un evento suscita un'emozione e questa provoca le reazioni del corpo: vedo un pericolo, ho paura, e perciò tremo e scappo.
    • James e, indipendentemente, Lange rovesciano la sequenza: l'evento provoca direttamente le modificazioni corporee, e l'emozione è la percezione di queste modificazioni; nelle parole di James, non piangiamo perché siamo tristi, ma siamo tristi perché piangiamo.
    • Questa teoria, detta periferica, implica che a ogni emozione corrisponda un diverso insieme di modificazioni corporee e che senza di esse non vi sia emozione.
    • Cannon obiettò che le reazioni viscerali sono troppo simili da un'emozione all'altra per distinguerle, che sono troppo lente rispetto alla rapidità con cui l'emozione insorge, e che provocarle artificialmente, per esempio con un'iniezione di adrenalina, non produce una vera emozione.
    • Per la teoria di Cannon e Bard, detta centrale, lo stimolo attiva il talamo, che invia segnali contemporaneamente alla corteccia, dove nasce l'esperienza emotiva, e al sistema nervoso autonomo, che produce le reazioni corporee: i due effetti sono simultanei e nessuno causa l'altro.
    • La ricerca successiva ha dato in parte ragione a entrambi: esistono alcune differenze fisiologiche fra emozioni, e i segnali provenienti dal corpo contribuiscono al vissuto emotivo, ma non bastano a spiegarlo.
    • La teoria dei due fattori di Schachter e Singer tenta una sintesi: l'attivazione fisiologica è necessaria, come voleva James, ma è poco specifica, come sosteneva Cannon, ed è l'interpretazione cognitiva della situazione a stabilire quale emozione si prova.

    Errori tipici

    • Invertire le due teorie: per James e Lange la reazione del corpo precede e causa l'emozione, per Cannon e Bard sono simultanee.
    • Dire che per Cannon e Bard il corpo non reagisce: reagisce, ma in parallelo all'esperienza emotiva e senza causarla.
    • Scambiare le etichette: la teoria di James e Lange è detta periferica, quella di Cannon e Bard centrale.
  4. 4. Prima di un esame orale due studenti hanno le stesse reazioni: batticuore, mani sudate, respiro corto. Chiara pensa: «Sono in ansia, andrà male». Davide pensa: «Sono carico, sono pronto». Come spiegano le teorie dell'emozione che la stessa attivazione dia luogo a due vissuti diversi?

    Scaletta di una buona risposta
    • L'attivazione fisiologica prodotta dal sistema simpatico è in buona parte simile in emozioni diverse: da sola non basta a stabilire quale emozione si sta provando, come aveva già osservato Cannon.
    • Per la teoria dei due fattori di Schachter e Singer l'emozione nasce da due elementi: un'attivazione fisiologica, che ne determina l'intensità, e un'etichetta cognitiva, cioè la spiegazione che la persona dà di quell'attivazione in base alla situazione, che ne determina la qualità.
    • Nel loro esperimento alcuni partecipanti ricevevano un'iniezione di adrenalina senza essere informati dei suoi effetti: non avendo una spiegazione per la propria attivazione, tendevano a viverla come euforia o come rabbia secondo il comportamento di un complice presente nella stanza.
    • Lo stesso meccanismo spiega l'errata attribuzione dell'attivazione: nello studio di Dutton e Aron, uomini intervistati da una ricercatrice su un ponte sospeso e traballante la ricontattavano più spesso di quelli intervistati su un ponte stabile, perché interpretavano come attrazione l'attivazione dovuta alla paura.
    • Per la teoria della valutazione cognitiva (appraisal) di Lazarus l'emozione dipende da come si valuta l'evento: se è rilevante e minaccioso per i propri scopi (valutazione primaria) e se si hanno le risorse per farvi fronte (valutazione secondaria).
    • Chiara valuta l'esame come una minaccia superiore alle proprie risorse e legge il batticuore come ansia; Davide lo valuta come una sfida alla sua portata e legge gli stessi segnali come prontezza.
    • Ne deriva una conseguenza pratica: reinterpretare la situazione e i segnali del corpo (rivalutazione cognitiva) è un modo efficace di regolare l'emozione; va detto però che le repliche dell'esperimento di Schachter e Singer non ne hanno sempre confermato i risultati.

    Errori tipici

    • Attribuire a Schachter e Singer l'idea che basti il pensiero a produrre un'emozione: servono entrambi i fattori, attivazione e interpretazione.
    • Confondere la loro teoria con quella di James e Lange: per James ogni emozione ha un proprio quadro corporeo, per Schachter e Singer l'attivazione è indifferenziata.
    • Dire che i due studenti hanno reazioni fisiologiche diverse: il punto è che sono le stesse.
  5. 5. Viene prima l'emozione o il pensiero? Mi parli del rapporto fra emozione e cognizione, collegandolo a ciò che sa sulla memoria e sulla decisione.

    Scaletta di una buona risposta
    • Negli anni Ottanta la questione oppose Zajonc e Lazarus. Per Zajonc le reazioni affettive possono precedere l'elaborazione cognitiva ed esserne indipendenti: lo indica l'effetto di mera esposizione, per cui uno stimolo già visto viene preferito anche quando è stato presentato così brevemente da non poter essere riconosciuto.
    • Per Lazarus, al contrario, non c'è emozione senza una valutazione del significato che l'evento ha per la persona, anche se questa valutazione può essere rapidissima e inconsapevole.
    • La disputa dipende in buona parte da che cosa si intende per cognizione: se vi si includono le elaborazioni automatiche e non consapevoli, le due posizioni si avvicinano.
    • LeDoux ha individuato due vie nervose della paura: una rapida, che dal talamo raggiunge direttamente l'amigdala e produce una reazione immediata ma grossolana, e una più lenta, che passa per la corteccia e analizza lo stimolo con precisione; per questo saltiamo indietro davanti a una forma allungata sul sentiero prima di capire che è un ramo.
    • Quanto alla memoria, gli eventi emotivamente intensi sono ricordati meglio di quelli neutri, per l'azione dell'amigdala sul consolidamento; i ricordi «fotografici» di eventi sconvolgenti (flashbulb memories) sono vividi e riferiti con sicurezza, ma non per questo esatti, e l'umore del momento facilita il recupero dei ricordi con la stessa tonalità affettiva.
    • Quanto alla decisione, Damasio ha studiato pazienti con lesioni della corteccia prefrontale ventromediale: pur con intelligenza e ragionamento intatti, hanno emozioni attenuate e prendono decisioni svantaggiose, nella vita e nei compiti sperimentali di gioco d'azzardo.
    • Secondo la sua ipotesi del marcatore somatico, le emozioni segnalano il valore delle alternative e orientano la scelta: emozione e cognizione non sono antagoniste, ma lavorano insieme.

    Errori tipici

    • Opporre emozione e ragione come se la prima fosse soltanto un disturbo per la seconda.
    • Scambiare le posizioni di Zajonc (primato dell'affetto) e di Lazarus (primato della valutazione cognitiva).
    • Considerare i ricordi di eventi sconvolgenti come fotografie esatte: sono vividi, ma soggetti a errori come gli altri.

Torna all'esame

Gli altri argomenti di Psicologia generale

Come sono fatte queste domande

Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.

Hai trovato un errore? Dopo ogni risposta c'è «Segnala un errore»: lo legge la redazione. Ultimo aggiornamento della pagina: 11/10/2026.