La personalità: domande di Psicologia generale
Psicologia generale · 9 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta
Che cosa si intende per personalità, come la descrivono i principali approcci e come la si misura. Comprende i tratti e i Big Five, il modello di Freud, il concetto di sé di Rogers, autoefficacia e locus of control, i questionari e i test proiettivi, il temperamento e le differenze individuali di fronte allo stress.
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La personalità è l'insieme relativamente stabile dei modi di pensare, sentire e agire che distingue una persona dalle altre. L'approccio dei tratti la descrive con disposizioni durature: Allport distingue tratti cardinali, centrali e secondari; Cattell ricava sedici fattori con l'analisi fattoriale; Eysenck propone estroversione, nevroticismo e psicoticismo; il modello dei Big Five (Costa e McCrae) comprende estroversione, gradevolezza, coscienziosità, nevroticismo e apertura all'esperienza.
Per Freud la personalità nasce dal conflitto fra Es, Io e Super-io, e l'Io si protegge dall'angoscia con meccanismi di difesa come rimozione, proiezione e spostamento; fra gli allievi che se ne allontanarono, Jung introdusse l'inconscio collettivo e gli archetipi, Adler il sentimento di inferiorità.
L'approccio umanistico di Rogers e Maslow sottolinea la tendenza a realizzare le proprie potenzialità e il ruolo del concetto di sé, che si sviluppa bene con una considerazione positiva incondizionata. L'approccio socio-cognitivo guarda alle convinzioni: l'autoefficacia e il determinismo reciproco di Bandura, il locus of control di Rotter; Mischel ha mostrato quanto il comportamento vari con la situazione.
La personalità si misura con questionari e test proiettivi, che devono essere attendibili e validi. Il temperamento ne è la base biologica precoce; alle differenze individuali, che incidono anche sul modo di affrontare lo stress, contribuiscono fattori genetici e ambientali.
Le domande
Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.
Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 2 che stanno anche nella pagina dell'esame.
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1. Dopo la rottura con Freud, negli anni Dieci, elaborò una propria «psicologia analitica», fondata sull'idea di un inconscio collettivo, comune a tutta l'umanità, e sugli archetipi che lo popolano. Si tratta di
- AAlfred Adler
- BErik Erikson
- CCarl Gustav Jung
- DErich Fromm
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Carl Gustav Jung, a lungo considerato l'erede di Freud, se ne separò intorno al 1913 perché non accettava che la libido fosse soltanto energia sessuale; a lui si devono anche i concetti di introversione ed estroversione. Adler, che aveva lasciato Freud poco prima, fondò la «psicologia individuale», centrata sul sentimento di inferiorità e sulla sua compensazione. Erikson descrisse lo sviluppo psicosociale lungo l'intero arco della vita; Fromm appartiene ai neofreudiani che sottolinearono i fattori sociali e culturali.
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2. Quale dei seguenti è uno dei cinque fattori del modello dei Big Five?
- ALo psicoticismo
- BL'autoefficacia
- CL'autorealizzazione
- DLa coscienziosità
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Nel modello dei cinque grandi fattori, legato soprattutto ai lavori di Costa e McCrae, i tratti fondamentali sono estroversione, gradevolezza (o amicalità), coscienziosità, nevroticismo (il cui polo opposto è la stabilità emotiva) e apertura all'esperienza. Lo psicoticismo è una dimensione del modello di Eysenck, l'autoefficacia un concetto di Bandura, l'autorealizzazione il vertice della gerarchia dei bisogni di Maslow.
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3. Da bambina Giada si sentiva apprezzata dai genitori soltanto quando portava a casa ottimi voti; da adulta fatica a riconoscere i propri desideri quando non coincidono con ciò che gli altri si aspettano da lei. Secondo Rogers, nello sviluppo di Giada è mancata
- Auna considerazione positiva incondizionata
- Buna risoluzione del conflitto edipico
- Cuna serie adeguata di rinforzi positivi
- Duna soddisfazione dei bisogni di sicurezza
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Per Rogers il concetto di sé si sviluppa in modo sano quando la persona si sente accettata e stimata per ciò che è, senza condizioni: è la considerazione positiva incondizionata. Se l'affetto dipende dal soddisfare le attese altrui, la persona interiorizza «condizioni di valore» e finisce per negare le esperienze che non vi si accordano, con una incongruenza fra il concetto di sé e l'esperienza.
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4. Tommaso parla poco e preferisce una serata tranquilla a una festa; chi lo conosce, però, lo descrive come una persona che si fida degli altri, generosa e conciliante. Nel modello dei Big Five, questa descrizione indica soprattutto un punteggio alto in
- Aestroversione (o energia)
- Bgradevolezza (o amicalità)
- Ccoscienziosità
- Dnevroticismo (o instabilità emotiva)
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
La gradevolezza, detta anche amicalità, riguarda il modo di porsi verso gli altri: chi ha punteggi alti è fiducioso, altruista e cooperativo. Non va confusa con l'estroversione, che riguarda la socievolezza, l'energia e la ricerca di stimoli: Tommaso, riservato e poco attratto dalle feste, è con ogni probabilità poco estroverso pur essendo molto gradevole.
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5. Quale affermazione descrive correttamente il rapporto fra temperamento e personalità?
- ASono sinonimi: entrambi indicano i tratti stabili della persona adulta
- BIl temperamento è la base biologica precoce su cui si sviluppa la personalità
- CIl temperamento dipende dall'educazione, la personalità è presente alla nascita
- DIl temperamento riguarda le capacità cognitive, la personalità la vita affettiva
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Il temperamento indica le differenze individuali a base biologica, osservabili fin dai primi mesi di vita, nel livello di attività, nella reattività emotiva e nella capacità di regolarsi. La personalità adulta si sviluppa da queste disposizioni nell'incontro con l'ambiente e con le esperienze. Gli studi sui gemelli e sulle adozioni indicano che alle differenze nei tratti contribuiscono sia fattori genetici sia fattori ambientali.
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6. Rimproverato duramente dal suo responsabile, Sergio non replica; la sera, a casa, si infuria con il figlio per una sciocchezza. Nella teoria psicoanalitica, il meccanismo di difesa all'opera è
- Ala proiezione
- Bla rimozione
- Cla razionalizzazione
- Dlo spostamento
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: D
Nello spostamento un impulso, qui l'aggressività, viene deviato dal bersaglio originario, sentito come pericoloso, verso un bersaglio meno minaccioso. Nella proiezione, invece, si attribuiscono ad altri sentimenti propri e inaccettabili; nella rimozione il contenuto disturbante è escluso dalla coscienza; nella razionalizzazione si dà di un comportamento una giustificazione in apparenza ragionevole.
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7. Due psicologi esaminano, ciascuno per conto proprio, le risposte date dalla stessa persona a un test proiettivo e ne ricavano due descrizioni della personalità molto diverse. Il limite che l'episodio mette direttamente in luce riguarda
- Al'attendibilità, perché manca l'accordo fra i valutatori
- Bla validità predittiva, perché manca un criterio esterno
- Cla standardizzazione, perché manca un campione normativo
- Dla desiderabilità sociale, perché le risposte sono falsate
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Una misura è attendibile quando dà risultati coerenti: da un'occasione all'altra, fra le sue parti e, quando occorre un giudizio, fra valutatori diversi. Nei test proiettivi, come il Rorschach o il TAT, le risposte a stimoli ambigui vanno interpretate, e senza criteri di siglatura standardizzati l'accordo fra esaminatori può essere basso. Nei questionari il calcolo dei punteggi è prefissato; lì il rischio tipico è la desiderabilità sociale, cioè la tendenza a dare di sé un'immagine favorevole.
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Anche nella simulazione 1
8. Pietro è convinto di essere poco simpatico; alle feste, perciò, resta in disparte; gli altri invitati, vedendolo distante, gli rivolgono di rado la parola, e questo rafforza la sua convinzione. Nel determinismo reciproco di Bandura persona, comportamento e ambiente si influenzano a vicenda: in questo esempio, il fattore «persona» è
- Ail restare in disparte durante le feste
- Bil silenzio degli altri invitati verso di lui
- Cla convinzione di essere poco simpatico
- Dla festa come occasione di incontro
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Nel modello di Bandura i fattori personali sono soprattutto cognitivi: convinzioni, aspettative, valutazioni di sé. Il restare in disparte è il comportamento; la reazione degli altri invitati è l'ambiente, che il comportamento di Pietro ha contribuito a creare e che a sua volta agisce sulla sua convinzione. Nessuno dei tre fattori è soltanto causa o soltanto effetto.
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Anche nella simulazione 1
9. Nel modello strutturale di Freud, l'istanza che è sede delle pulsioni e opera secondo il principio di piacere è
- Al'Io
- Bl'Es
- Cil Super-io
- Dil preconscio
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
L'Es è la parte più antica e interamente inconscia della personalità: è la sede delle pulsioni e cerca la soddisfazione immediata, secondo il principio di piacere. L'Io media fra le richieste dell'Es, quelle del Super-io e la realtà, seguendo il principio di realtà; il Super-io rappresenta le norme e gli ideali morali interiorizzati. Il preconscio appartiene a un'altra descrizione freudiana, quella che distingue conscio, preconscio e inconscio.
Domande aperte su questo argomento
Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.
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1. Descriva l'approccio dei tratti allo studio della personalità: che cos'è un tratto, quali modelli sono stati proposti da Allport ai Big Five e quali sono i limiti di questo approccio.
Scaletta di una buona risposta
- Un tratto è una disposizione relativamente stabile a pensare, sentire e comportarsi in un certo modo in situazioni diverse; l'approccio dei tratti descrive la personalità collocando ogni individuo lungo alcune dimensioni continue, comuni a tutti, anziché assegnarlo a un tipo.
- Allport distingue i tratti cardinali, rari, che dominano l'intera vita di una persona, i tratti centrali, cioè le poche caratteristiche con cui la si descriverebbe, e i tratti secondari, preferenze e abitudini che compaiono soltanto in alcune circostanze.
- Cattell applica l'analisi fattoriale alle descrizioni delle persone e distingue i tratti di superficie, direttamente osservabili, dai tratti originari (o tratti sorgente) che li spiegano: ne individua sedici, misurati dal suo questionario, il 16PF.
- Eysenck riduce le dimensioni a poche, molto ampie, a cui attribuisce una base biologica: estroversione-introversione, nevroticismo, cioè instabilità emotiva contrapposta a stabilità, e, in un secondo tempo, psicoticismo.
- Il modello oggi più condiviso è quello dei cinque grandi fattori, o Big Five, formalizzato da Costa e McCrae: estroversione, gradevolezza (o amicalità), coscienziosità, nevroticismo e apertura all'esperienza; i cinque fattori sono stati ritrovati con strumenti diversi e in molte lingue e culture, e i punteggi restano abbastanza stabili nell'età adulta.
- Il limite principale dell'approccio è che descrive le differenze fra le persone più di quanto spieghi come nascono e come operano; inoltre, come ha osservato Mischel, i tratti predicono poco il comportamento in una singola situazione e meglio le tendenze medie su molte situazioni.
- Si rimprovera inoltre all'approccio una certa circolarità: il tratto è dedotto dal comportamento e poi usato per spiegarlo (Luca è aggressivo perché ha un tratto di aggressività, e lo sappiamo perché si comporta in modo aggressivo).
Errori tipici
- Confondere tratto e tipo: il tratto è una dimensione continua su cui tutti si collocano, il tipo una categoria in cui si rientra oppure no.
- Scambiare gli autori: i sedici fattori sono di Cattell, le tre dimensioni di Eysenck, i tratti cardinali, centrali e secondari di Allport.
- Intendere il nevroticismo come una malattia: è una dimensione normale, la tendenza a provare con facilità emozioni negative.
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2. Come si valuta la personalità? Illustri la differenza fra questionari e test proiettivi e spieghi che cosa significa che uno strumento è attendibile e valido.
Scaletta di una buona risposta
- La personalità si valuta con il colloquio, con l'osservazione del comportamento e con i test, che si dividono in questionari di autovalutazione, detti anche inventari, e test proiettivi.
- Nei questionari la persona risponde a una serie di affermazioni su di sé scegliendo fra alternative prefissate; le risposte si sommano in punteggi su scale, che si confrontano con quelli di un campione di riferimento: ne sono esempi l'MMPI, nato per la valutazione clinica, e i questionari che misurano i Big Five.
- Il vantaggio dei questionari è che somministrazione e calcolo dei punteggi sono standardizzati; il limite è che dipendono da ciò che la persona sa e vuole dire di sé, e risentono quindi della desiderabilità sociale, cioè della tendenza a dare di sé un'immagine favorevole: per questo alcuni questionari, come l'MMPI, comprendono scale di controllo.
- I test proiettivi presentano stimoli ambigui, come le macchie d'inchiostro del test di Rorschach, di cui la persona dice che cosa vede, o le scene del Test di appercezione tematica (TAT) di Murray, su cui inventa una storia; l'ipotesi, di derivazione psicodinamica, è che nell'interpretarli la persona proietti bisogni, conflitti e modi di vedere di cui non è del tutto consapevole.
- Uno strumento è attendibile se dà misure coerenti: da una somministrazione all'altra, fra le domande che misurano la stessa caratteristica e fra esaminatori diversi; è valido se misura davvero ciò che dichiara di misurare, per esempio se i suoi punteggi predicono comportamenti pertinenti.
- L'attendibilità è necessaria ma non sufficiente per la validità: una misura incoerente non può essere valida, mentre una misura coerente può misurare qualcosa di diverso da ciò che dichiara.
- Ai test proiettivi si rimprovera che l'interpretazione dipende in parte dall'esaminatore; per ridurre il problema sono stati messi a punto sistemi standardizzati di siglatura, ma il giudizio sulla loro attendibilità e validità resta più cauto che per i questionari.
Errori tipici
- Usare attendibilità e validità come sinonimi: la prima riguarda la coerenza della misura, la seconda ciò che essa misura.
- Presentare i test proiettivi come prove con risposte giuste o sbagliate: conta il modo in cui la persona organizza uno stimolo ambiguo.
- Dare per scontato che le risposte a un questionario rispecchino fedelmente la persona, trascurando la desiderabilità sociale.
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3. Confronti l'approccio psicodinamico di Freud con l'approccio umanistico di Rogers: come ciascuno concepisce la personalità, da che cosa ne fa dipendere lo sviluppo e quali critiche ha ricevuto.
Scaletta di una buona risposta
- Per Freud il comportamento è determinato in larga parte da processi inconsci e la personalità risulta dal conflitto fra tre istanze: l'Es, sede delle pulsioni, che segue il principio di piacere; il Super-io, che rappresenta le norme morali interiorizzate; l'Io, che media fra queste richieste e la realtà seguendo il principio di realtà.
- Quando il conflitto genera angoscia, l'Io ricorre ai meccanismi di difesa, che operano in modo inconsapevole: fra i più noti la rimozione, che esclude dalla coscienza i contenuti inaccettabili, la proiezione, che li attribuisce ad altri, e lo spostamento, che devia un impulso su un bersaglio meno minaccioso.
- Per Freud la personalità si forma nei primi anni di vita, lungo le fasi dello sviluppo psicosessuale, e le esperienze infantili lasciano un'impronta duratura sull'adulto.
- Rogers parte invece dall'esperienza soggettiva e cosciente e attribuisce a ogni persona una tendenza innata a crescere e a realizzare le proprie potenzialità, la tendenza attualizzante.
- Al centro della sua teoria sta il concetto di sé: si sviluppa in modo sano se la persona riceve una considerazione positiva incondizionata, mentre un affetto subordinato a condizioni produce un'incongruenza fra il concetto di sé e l'esperienza, e quindi disagio.
- Le due prospettive si oppongono dunque sull'immagine dell'essere umano, mosso da pulsioni e conflitti inconsci per l'una, orientato alla crescita e capace di scelta per l'altra, e sul peso del passato, decisivo per Freud, minore per Rogers, che guarda all'esperienza presente.
- A entrambe si rimprovera la difficoltà di un controllo empirico: molti concetti freudiani si fondano su casi clinici e sono difficili da mettere alla prova, mentre i concetti umanistici sono giudicati vaghi e la visione della persona troppo ottimistica; tutte e due hanno però avuto grande influenza, anche sulla psicoterapia.
Errori tipici
- Scambiare le funzioni delle istanze, attribuendo al Super-io il compito di mediare con la realtà, che è dell'Io.
- Descrivere i meccanismi di difesa come strategie scelte consapevolmente: operano al di fuori della consapevolezza.
- Ridurre l'approccio umanistico alla piramide di Maslow, dimenticando il concetto di sé e la considerazione positiva incondizionata di Rogers.
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4. Stefano al lavoro è puntuale, ordinato e scrupoloso; a casa lascia tutto in disordine e arriva in ritardo agli appuntamenti con gli amici. Un collega lo definisce «una persona coscienziosa», la sorella sostiene il contrario. Discuta il caso alla luce del dibattito fra persona e situazione.
Scaletta di una buona risposta
- Il collega ragiona come le teorie dei tratti: la coscienziosità è una disposizione stabile, che dovrebbe manifestarsi in modo coerente in situazioni diverse.
- Il caso riproduce l'obiezione di Mischel: il comportamento di una stessa persona varia da una situazione all'altra più di quanto i tratti facciano prevedere, e la relazione fra il punteggio in un tratto e ciò che la persona fa in una situazione specifica è in genere modesta.
- Collega e sorella osservano Stefano ciascuno in un solo contesto e ne ricavano un giudizio generale, sottovalutando il peso della situazione: è la tendenza nota come errore fondamentale di attribuzione.
- Contano anche le caratteristiche delle situazioni: quelle molto strutturate, con regole e conseguenze chiare come il lavoro, lasciano poco spazio alle differenze individuali; quelle poco vincolanti, come il tempo libero, ne lasciano di più.
- L'incoerenza non significa che Stefano non abbia una personalità: secondo Mischel la coerenza va cercata nel profilo stabile con cui una persona reagisce alle diverse situazioni (se è al lavoro è preciso, se è fra amici non lo è), profilo che dipende da come le interpreta, dalle sue aspettative e dai suoi scopi.
- La conclusione oggi condivisa è interazionista: un tratto predice poco il singolo comportamento, ma predice bene la tendenza media su molte occasioni; per dire quanto Stefano sia coscienzioso occorre quindi osservarlo in molte situazioni diverse, e non in una sola.
Errori tipici
- Concludere che i tratti non esistono o che tutto dipende dalla situazione: la posizione attuale è interazionista.
- Intendere la coerenza soltanto come «fare sempre la stessa cosa», trascurando i profili stabili di reazione alle diverse situazioni.
- Attribuire a Mischel la negazione delle differenze individuali: ha criticato la loro descrizione con tratti generali, non la loro esistenza.
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5. Mi parli dell'autoefficacia secondo Bandura: che cos'è, da dove nasce e come si collega a ciò che sa sull'apprendimento per osservazione e sulla motivazione.
Scaletta di una buona risposta
- Nella teoria socio-cognitiva di Bandura la personalità non è un insieme di tratti fissi, ma il risultato dell'influenza reciproca fra fattori personali, soprattutto convinzioni e aspettative, comportamento e ambiente: è il determinismo reciproco.
- L'autoefficacia è la convinzione di essere capaci di compiere le azioni necessarie per riuscire in un determinato compito; riguarda ambiti specifici e non coincide con l'autostima, che è la valutazione complessiva del proprio valore.
- Secondo Bandura nasce da quattro fonti: le esperienze dirette di riuscita, che sono la fonte più efficace; l'esperienza vicaria, cioè vedere riuscire persone simili a sé; la persuasione verbale da parte di altri; gli stati fisiologici ed emotivi, per esempio l'agitazione letta come segno di incapacità.
- Il collegamento con l'apprendimento sta nell'esperienza vicaria: come mostrano gli studi sull'apprendimento per osservazione, si impara guardando un modello, e vedere che il modello riesce o viene premiato modifica le aspettative dell'osservatore su ciò che egli stesso può fare.
- Il collegamento con la motivazione sta negli effetti: chi ha un'alta autoefficacia sceglie obiettivi più impegnativi, si impegna di più e persevera davanti agli ostacoli; chi l'ha bassa evita il compito o rinuncia presto, e così si priva delle esperienze di riuscita che potrebbero accrescerla.
- L'autoefficacia va distinta dal locus of control di Rotter, che riguarda la convinzione che i risultati dipendano dalle proprie azioni oppure da fattori esterni: si può pensare che l'esito di un esame dipenda dallo studio e tuttavia non sentirsi capaci di studiare in modo efficace.
- Entrano nel circolo anche le attribuzioni causali: spiegare un insuccesso con lo scarso impegno, anziché con una mancanza di capacità, tende a proteggere il senso di efficacia e a sostenere la motivazione a riprovare.
Errori tipici
- Confondere autoefficacia e autostima: la prima è una convinzione sulle proprie capacità in un ambito specifico, la seconda un giudizio globale su di sé.
- Confondere autoefficacia e locus of control: «dipende da me» non equivale a «ne sono capace».
- Presentare l'autoefficacia come una dote fissa: si modifica con l'esperienza, propria e altrui.
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Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.
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