La motivazione: domande di Psicologia generale
Psicologia generale · 9 domande con la spiegazione · 5 domande aperte con la scaletta
Che cosa avvia, orienta e sostiene il comportamento. Comprende bisogni e pulsioni, incentivi, motivazione intrinseca ed estrinseca, gerarchia di Maslow, motivazione al successo, autodeterminazione e attribuzioni causali.
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La motivazione è l'insieme dei processi che avviano, orientano e sostengono il comportamento. Nella teoria della riduzione della pulsione di Hull uno squilibrio dell'omeostasi crea un bisogno, il bisogno genera una pulsione e il comportamento che la riduce viene rinforzato; gli incentivi sono invece stimoli esterni che attirano anche in assenza di un bisogno, e la legge di Yerkes-Dodson lega la prestazione migliore a un livello intermedio di attivazione.
La motivazione intrinseca nasce dall'interesse per l'attività in sé, quella estrinseca da premi o punizioni; l'effetto di sovragiustificazione mostra che un premio può indebolire un interesse già presente. Maslow ordina i bisogni in una gerarchia che sale dai fisiologici alla sicurezza, all'appartenenza, alla stima e all'autorealizzazione.
McClelland e Atkinson studiano la motivazione al successo: chi la possiede in alto grado preferisce compiti di media difficoltà. Per la teoria dell'autodeterminazione di Deci e Ryan la motivazione intrinseca dipende dalla soddisfazione dei bisogni di autonomia, competenza e relazione.
Nel modello di Weiner le cause attribuite a successi e insuccessi variano per locus, stabilità e controllabilità, e da queste dimensioni dipendono aspettative e impegno futuri. Chi impara che gli esiti non dipendono da ciò che fa smette di provarci anche quando potrebbe riuscire: è l'impotenza appresa descritta da Seligman.
Le domande
Tocca la risposta che ti sembra giusta: vedi subito se lo è, e perché.
Prima le domande che trovi solo qui. In fondo, con il segno «anche nella simulazione 1» o «anche nella prova rapida», le 2 che stanno anche nella pagina dell'esame.
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1. Negli anni Sessanta si osservò che cani sottoposti a scosse inevitabili restavano poi passivi anche in una gabbia da cui avrebbero potuto fuggire saltando una barriera. Per spiegare il fenomeno fu proposto il concetto di «impotenza appresa», che si deve a
- AJulian Rotter
- BMartin Seligman
- CBernard Weiner
- DAlbert Bandura
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Martin Seligman, con Steven Maier, interpretò quella passività come il risultato di un apprendimento: l'animale ha imparato che ciò che gli accade non dipende da ciò che fa, e smette di provare. Il concetto è stato poi esteso all'uomo e messo in relazione con la depressione. Il locus of control di Rotter e le attribuzioni di Weiner riguardano anch'essi le cause a cui si riconducono gli eventi, ma non nascono da questi esperimenti; l'autoefficacia di Bandura è la convinzione di essere capaci di riuscire in un compito.
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2. In fisiologia e in psicologia della motivazione, l'omeostasi è
- Ala tendenza dell'organismo a ricercare livelli di attivazione sempre più alti
- Bla tendenza dell'organismo a mantenere stabile il proprio equilibrio interno
- Cla spinta ad agire prodotta da uno stimolo esterno particolarmente attraente
- Dla soddisfazione che deriva dal portare a termine un compito impegnativo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
L'omeostasi è l'insieme dei meccanismi con cui l'organismo mantiene entro limiti ristretti condizioni interne come la temperatura o il livello di zuccheri nel sangue. Quando l'equilibrio si altera nasce un bisogno, che motiva comportamenti capaci di ripristinarlo. La spinta prodotta da uno stimolo esterno attraente descrive invece l'incentivo.
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3. Dopo un brutto voto in matematica, Elisa pensa: «È inutile, non sono portata». Nel modello di Weiner, questa attribuzione è
- Ainterna e stabile
- Binterna e instabile
- Cesterna e stabile
- Desterna e instabile
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
La mancanza di capacità è una causa interna alla persona e stabile nel tempo, oltre che poco controllabile: per questo induce ad aspettarsi altri insuccessi. Lo scarso impegno sarebbe una causa interna ma instabile; la difficoltà del compito una causa esterna e stabile; la sfortuna una causa esterna e instabile.
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4. Nella teoria della riduzione della pulsione di Hull, che rapporto c'è fra bisogno e pulsione?
- ALa pulsione è una carenza fisiologica; il bisogno è la tensione che ne deriva
- BIl bisogno è una carenza fisiologica; la pulsione è la tensione che ne deriva
- CIl bisogno è appreso con l'esperienza; la pulsione è innata e immodificabile
- DBisogno e pulsione sono due nomi diversi per lo stesso stato dell'organismo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: B
Per Hull uno squilibrio fisiologico, come la mancanza di cibo, è un bisogno; il bisogno genera una pulsione, cioè uno stato di tensione spiacevole che spinge ad agire. Il comportamento che riduce la pulsione viene rinforzato e tende a ripetersi. I due termini non sono quindi sinonimi: il primo è fisiologico, il secondo psicologico.
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5. Secondo la teoria dell'autodeterminazione di Deci e Ryan, i tre bisogni psicologici fondamentali sono
- Aautonomia, competenza e relazione
- Bsuccesso, affiliazione e potere
- Csicurezza, appartenenza e stima
- Dpiacere, riconoscimento e controllo
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Per Deci e Ryan il benessere e la motivazione intrinseca dipendono dalla soddisfazione di tre bisogni: sentirsi all'origine delle proprie azioni (autonomia), sentirsi efficaci (competenza) e sentirsi legati agli altri (relazione). Successo, affiliazione e potere sono i motivi studiati da McClelland; sicurezza, appartenenza e stima sono livelli della piramide di Maslow.
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6. Trasferitasi in una nuova città, con un lavoro stabile e una casa confortevole, Irene si sente sola e si iscrive a un coro per fare amicizia. Nella gerarchia di Maslow sta cercando di soddisfare un bisogno di
- Asicurezza
- Bstima
- Cappartenenza
- Dautorealizzazione
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Lavoro stabile e casa indicano che i bisogni fisiologici e di sicurezza sono soddisfatti: emerge così il livello successivo, quello di appartenenza e amore, che riguarda legami affettivi, amicizia e inserimento in un gruppo. Il bisogno di stima riguarderebbe il riconoscimento e il rispetto da parte degli altri, non la ricerca di compagnia.
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7. Un allenatore vuole che i suoi ragazzi si allenino con piacere e non solo per obbligo. Quale scelta è più coerente con la teoria dell'autodeterminazione?
- APromettere un premio in denaro a chi non salta gli allenamenti
- BControllare ogni esercizio e confrontare i ragazzi fra loro
- CLasciare margini di scelta e dare riscontri chiari sui progressi
- DPunire le assenze per rendere evidente il costo dell'abbandono
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
La teoria dell'autodeterminazione prevede che la motivazione intrinseca cresca quando l'ambiente sostiene l'autonomia (possibilità di scegliere) e la competenza (riscontri informativi sui miglioramenti). Premi, punizioni, sorveglianza e confronti sono vissuti come forme di controllo: possono ottenere obbedienza, ma tendono a spostare la motivazione verso l'esterno.
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Anche nella simulazione 1
8. Potendo scegliere, le persone con una forte motivazione al successo tendono a preferire compiti
- Adi difficoltà media, in cui il risultato dipende dal loro impegno
- Bmolto facili, in cui la riuscita è praticamente assicurata
- Cmolto difficili, in cui un insuccesso non può essere criticato
- Ddi qualunque difficoltà, purché siano previsti premi elevati
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: A
Secondo gli studi di McClelland e di Atkinson, chi è orientato al successo cerca sfide realistiche: un compito di media difficoltà dà informazioni sulla propria competenza e rende gratificante la riuscita. I compiti facilissimi o quasi impossibili sono scelti più spesso da chi teme il fallimento, perché nel primo caso l'insuccesso è improbabile e nel secondo è giustificato.
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Anche nella simulazione 1
9. Nella piramide classica dei bisogni di Maslow, a cinque livelli, il livello più alto è occupato dal bisogno di
- Astima
- Bappartenenza
- Cautorealizzazione
- Dsicurezza
Risposta e spiegazione
Risposta giusta: C
Maslow ordina i bisogni in una gerarchia: alla base quelli fisiologici, poi sicurezza, appartenenza e amore, stima e, al vertice, autorealizzazione, cioè la spinta a realizzare appieno le proprie potenzialità. I bisogni dei livelli superiori diventano rilevanti quando quelli inferiori sono almeno in parte soddisfatti.
Domande aperte su questo argomento
Come all'esame scritto a domande aperte o all'orale: rispondi (per iscritto o ad alta voce), poi apri la scaletta di una buona risposta e confronta.
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1. Che cosa si intende per motivazione? Illustri le principali spiegazioni generali del comportamento motivato: istinti, riduzione della pulsione, livello ottimale di attivazione, incentivi.
Scaletta di una buona risposta
- La motivazione è l'insieme dei processi che avviano, dirigono e sostengono il comportamento verso una meta; si distinguono motivi primari, a base biologica, come fame e sete, e motivi secondari, appresi e sociali, come il bisogno di successo o di affiliazione.
- Le prime teorie spiegavano il comportamento con gli istinti, schemi di azione innati: furono abbandonate perché si limitavano a dare un nome ai comportamenti senza spiegarli, moltiplicando gli istinti a piacere.
- Per la teoria della riduzione della pulsione di Hull un bisogno fisiologico produce uno stato di tensione, la pulsione, che spinge l'organismo ad agire per eliminarlo; i comportamenti che riducono la pulsione vengono rinforzati e quindi appresi.
- Alla base vi è il principio dell'omeostasi, formulato da Cannon: l'organismo tende a mantenere costanti le proprie condizioni interne e reagisce a ogni squilibrio.
- Questa teoria non spiega i comportamenti che aumentano la tensione invece di ridurla, come la curiosità, l'esplorazione o la ricerca di sensazioni forti.
- Le teorie dell'attivazione sostengono che si cerca di mantenere un livello ottimale di attivazione, né troppo basso né troppo alto; secondo la legge di Yerkes e Dodson la prestazione è migliore a livelli intermedi di attivazione, e il livello ottimale è più basso per i compiti difficili che per quelli facili.
- Le teorie dell'incentivo aggiungono che il comportamento non è solo spinto da stati interni, ma anche attratto da stimoli esterni, gli incentivi, il cui valore è in gran parte appreso: si può mangiare un dolce anche senza avere fame.
Errori tipici
- Usare «bisogno» e «pulsione» come sinonimi: il bisogno è la carenza fisiologica, la pulsione lo stato di tensione psicologica che ne deriva.
- Riassumere la legge di Yerkes e Dodson con «più attivazione, migliore prestazione»: la relazione è a U rovesciata.
- Confondere la pulsione, che spinge dall'interno, con l'incentivo, che attrae dall'esterno.
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2. Esponga la teoria dei bisogni di Maslow e le critiche che le sono state rivolte.
Scaletta di una buona risposta
- Maslow, esponente della psicologia umanistica, sostiene che i bisogni umani sono organizzati in una gerarchia, di solito raffigurata come una piramide.
- Dal basso verso l'alto si trovano i bisogni fisiologici (fame, sete, sonno), di sicurezza (protezione, stabilità), di appartenenza e amore (affetto, amicizia, far parte di un gruppo), di stima (rispetto di sé e riconoscimento da parte degli altri) e di autorealizzazione (realizzare le proprie potenzialità).
- I bisogni di un livello superiore diventano motivanti solo quando quelli dei livelli inferiori sono almeno in parte soddisfatti; un bisogno soddisfatto smette di motivare.
- Maslow distingue i bisogni di carenza, i primi quattro, che nascono da una mancanza e si placano quando vengono soddisfatti, dal bisogno di crescita, l'autorealizzazione, che non si esaurisce ma si rafforza man mano che viene soddisfatto.
- Maslow descrisse l'autorealizzazione studiando la vita di persone che riteneva pienamente realizzate, alle quali attribuiva tratti come l'accettazione di sé, l'autonomia e la creatività.
- La teoria ha ricevuto scarso sostegno empirico: l'ordine dei bisogni non è rigido, perché c'è chi trascura i bisogni di base per un ideale, e varia da una cultura all'altra; inoltre concetti come l'autorealizzazione sono vaghi e le persone studiate furono scelte in modo soggettivo.
- Il suo merito è aver richiamato l'attenzione sulle motivazioni specificamente umane, non riducibili ai bisogni biologici, con una grande influenza in campo educativo e organizzativo.
Errori tipici
- Sbagliare l'ordine dei livelli, in particolare invertire sicurezza e appartenenza o collocare la stima sopra l'autorealizzazione.
- Intendere la gerarchia in modo rigido, come se un bisogno dovesse essere soddisfatto del tutto prima che compaia il successivo: Maslow parla di soddisfazione parziale.
- Confondere il bisogno di stima con l'autorealizzazione.
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3. Confronti motivazione intrinseca e motivazione estrinseca e spieghi perché, in certi casi, un premio può ridurre l'interesse per un'attività.
Scaletta di una buona risposta
- Nella motivazione intrinseca si svolge un'attività per l'interesse e la soddisfazione che dà in sé; nella motivazione estrinseca la si svolge per ottenere qualcosa di separato dall'attività, come un premio, un voto, del denaro, oppure per evitare una punizione.
- Che esistano motivazioni non riconducibili a rinforzi esterni lo avevano mostrato già le ricerche di Harlow: le scimmie risolvevano rompicapi meccanici senza alcuna ricompensa, per il solo interesse del compito.
- Lepper, Greene e Nisbett studiarono bambini della scuola dell'infanzia a cui piaceva disegnare: quelli a cui era stato promesso un premio per i loro disegni, in seguito disegnavano spontaneamente meno di quelli non premiati o premiati a sorpresa.
- È l'effetto di sovragiustificazione: quando c'è una ricompensa attesa, la persona attribuisce il proprio comportamento al premio e non più all'interesse, e venuto meno il premio viene meno anche il motivo per continuare.
- Per la teoria dell'autodeterminazione di Deci e Ryan la motivazione intrinseca si regge su tre bisogni psicologici di base: autonomia, competenza e relazione; le ricompense la riducono quando sono vissute come un controllo, mentre possono sostenerla quando informano sulla propria competenza, come una lode sincera.
- I due tipi di motivazione non sono una dicotomia netta: la motivazione estrinseca può essere più o meno interiorizzata, e chi studia per un esame perché lo ritiene importante per i propri obiettivi è motivato dall'esterno, ma in modo autodeterminato.
- La motivazione intrinseca è associata a un apprendimento più profondo e a una maggiore perseveranza; i premi restano utili per le attività poco interessanti, ma vanno usati con cautela per quelle che piacciono già.
Errori tipici
- Sostenere che i premi riducono sempre la motivazione: l'effetto riguarda soprattutto ricompense materiali e attese, date per attività che già interessano.
- Considerare la motivazione estrinseca di per sé negativa.
- Confondere la motivazione intrinseca con i motivi primari di origine biologica.
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4. Due studenti prendono lo stesso voto insufficiente al primo esame. Marta dice: «Ho studiato poco e male, la prossima volta mi organizzo». Paolo dice: «Non sono portato, è inutile insistere», e smette di frequentare. Spieghi la differenza con le teorie della motivazione che conosce.
Scaletta di una buona risposta
- Lo stesso risultato produce reazioni opposte perché ciò che conta è la spiegazione che ciascuno ne dà: secondo la teoria dell'attribuzione di Weiner, le cause a cui si attribuiscono successi e insuccessi si distinguono per collocazione (interna o esterna), stabilità (stabile o instabile) e controllabilità.
- Marta attribuisce l'insuccesso all'impegno e al metodo, una causa interna, instabile e controllabile: si aspetta di poter fare meglio e perciò persevera.
- Paolo lo attribuisce alla mancanza di capacità, una causa interna, stabile e non controllabile: si aspetta di fallire ancora, prova vergogna e rinuncia.
- Il comportamento di Paolo richiama l'impotenza appresa di Seligman: cani esposti a scosse che non potevano evitare non tentavano poi di sottrarvisi nemmeno quando era possibile; l'esperienza di non avere controllo porta alla passività.
- Secondo il modello di Atkinson sulla motivazione al successo, il comportamento di fronte a una prova dipende dall'equilibrio fra tendenza al successo e timore del fallimento: chi è dominato dal secondo evita le prove, oppure sceglie compiti troppo facili o troppo difficili.
- Conta anche l'autoefficacia di Bandura, cioè la convinzione di poter riuscire in un compito specifico, da cui dipendono l'impegno e la perseveranza di fronte agli ostacoli.
- Sul piano pratico si può aiutare Paolo a rivedere le proprie attribuzioni, riconducendo l'insuccesso a impegno e strategie di studio, e a ricostruire il senso di efficacia con obiettivi graduali e raggiungibili.
Errori tipici
- Confondere collocazione e controllabilità: la capacità è una causa interna, ma non controllabile.
- Pensare che un'attribuzione interna sia sempre vantaggiosa: attribuire l'insuccesso a una causa interna e stabile è la condizione più demotivante.
- Confondere l'autostima, che è un giudizio globale su di sé, con l'autoefficacia, che riguarda un compito specifico.
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5. Prenda la fame come esempio e mi mostri come fattori biologici, appresi e sociali concorrono a motivare un comportamento.
Scaletta di una buona risposta
- La fame è un motivo primario, regolato in parte da meccanismi omeostatici che tendono a mantenere l'equilibrio energetico e un peso relativamente stabile.
- I segnali che la regolano provengono dal corpo: le contrazioni e la distensione dello stomaco, il livello di glucosio nel sangue e alcuni ormoni, fra cui la grelina, prodotta dallo stomaco, che stimola l'appetito, e la leptina, prodotta dal tessuto adiposo, che segnala le riserve di grasso e lo riduce.
- Questi segnali sono integrati dall'ipotalamo: negli studi classici sui ratti la lesione dell'ipotalamo laterale faceva cessare l'alimentazione e la lesione dell'ipotalamo ventromediale portava a mangiare in eccesso, da cui l'idea di un «centro della fame» e di un «centro della sazietà», oggi ritenuta troppo semplice.
- Ai fattori biologici si aggiungono quelli appresi: le preferenze e le avversioni alimentari si acquisiscono con l'esperienza, come mostra l'avversione condizionata al gusto, e l'orario, la vista e l'odore del cibo diventano segnali che suscitano appetito anche senza bisogno.
- Il cibo ha un valore di incentivo: un alimento appetitoso spinge a mangiare anche chi è sazio, cosa che una teoria della sola riduzione della pulsione non spiega.
- Contano infine i fattori sociali e culturali: che cosa, quando e quanto si mangia dipende dalle abitudini del gruppo, in compagnia si tende a mangiare di più e i modelli di magrezza influenzano il comportamento alimentare.
- I disturbi dell'alimentazione, come l'anoressia e la bulimia, mostrano che nell'uomo anche un motivo così biologico è inseparabile da emozioni, immagine di sé e contesto sociale.
Errori tipici
- Invertire gli effetti delle due lesioni ipotalamiche: quella laterale fa smettere di mangiare, quella ventromediale porta a mangiare in eccesso.
- Presentare i «centri» ipotalamici come interruttori unici della fame e della sazietà.
- Scambiare leptina e grelina: la prima riduce l'appetito, la seconda lo stimola.
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Domande di esercitazione scritte dalla redazione di Didattica con l'aiuto dell'intelligenza artificiale. Ogni domanda è stata poi risolta una seconda volta senza guardare la soluzione e passata da controlli automatici su doppioni, alternative e risposte. Non sono le domande del tuo docente né di un ateneo.
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